Venezia, cronache dell’acqua alta

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21 Novembre 2019

 

Vi siete mai trovati a camminare, in coda, sotto la pioggia battente, sopra una passerella dell’acqua alta a Venezia?
Ma non affollata come quella che vedete nell’immagine qui sopra. Molto di più.

Vi è mai capitato di farlo tenendo un cane al guinzaglio con una mano e un ombrello nell’altra?

Vi è mai capitato, mentre eravate in questa già disagevole situazione, che il cane, del tutto inopinatamente, decidesse di soddisfare alcuni suoi bisogni solidi? E non poi così solidi, visto il freddo?

Vi è mai capitato di bloccare tutta la coda per pulire per non avere sulla coscienza lo scivolone dentro l’aqua putrida di chi mettesse il piede sopra quel “ricordino” solido, ma non così solido?

Vi è mai capitato, mentre cercavate di pulire la passerella, di sentir provenire dalla coda, bloccata a causa vostra, alcuni epiteti, indirizzati a voi, in tutte le lingue del mondo?

Vi è mai capitato, però, per il combinato disposto della vostra scarsa dimestichezza con le lingue e dell’agitazione, di riuscire a distiguere chiaramente solo i commenti in veneziano, il più affettuoso dei quali era: “Ma ti gà i morti cani?” ( l’equivalente locale di “mortacci tua”)?

Vi è mai capitato, dopo essere passati per tutto questo, di pensare che, nonostante tutto, Venezia è l’unica città al mondo in cui vale la pena vivere?

Barrare casella

 

 

TAG:
CAT: Letteratura

Un commento

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  1. federico.gnech 10 mesi fa

    Applausi!

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