Il contest de Gli Stati Generali: da «quante volte?» a «quanto ti è piaciuto?»

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31 ottobre 2014

 

Una delle guerre più mediatiche del mondo, quella cantata nell’Iliade (e ripetuta per millenni da legioni di libri, insegnanti, studenti), è nata dalla contesa per una mela fra tre donne, per di più coinquiline sull’Olimpo. Il frutto era d’oro, e sulla buccia scintillava il regolamento della sfida: «alla più bella».

Gli Stati Generali non si propongono di far divampare conflitti internazionali, né dispongono di orti magici in cui crescono raccolti dorati, e neppure sono frequentati da divinità litigiose. Ci mancherebbe solo questo, in un giornale che vanta una forte vocazione laica e razionalista. Ma senza ambire alla presunzione dell’onniscienza diffusa nelle regioni celesti, siamo convinti che il gruppo sempre più numeroso di autori brains che popolano di idee le pagine del sito sia un campione statisticamente rilevante delle migliori intelligenze del nostro Paese. Non paghi di questo, professiamo anche la credenza che le loro argomentazioni possano suscitare nei lettori le emozioni forti che solo la bellezza è capace di animare. D’altra parte cosa si può trovare nel mondo sublunare che riesca a sprigionare maggiore entusiasmo di chi sa raccontare la passione per le proprie ricerche, per le proprie scoperte?

Così anche Gli Stati Generali hanno allestito una sfida tra gli articoli e gli autori che sapranno esercitare al meglio le arti della seduzione sul pubblico del sito. La contesa misura quella particolare forma di bellezza che cattura l’attenzione del lettore e lo stimola a generare nuovi pensieri e nuove critiche, mentre gli occhi scorrono sulle righe o tra le immagini, rimanendo sulla pagina il tempo necessario a godere del piacere intellettuale che essa è in grado di procurare. Per evitare  nuove guerre epiche, la direzione della testata ha deciso comunque di assegnare non una mela d’oro, ma tre premi in euro sonanti ai migliori classificati: se qualche dea si nasconde tra le fila dei brain, siamo al riparo dalle conseguenze più pericolose.

La contesa si rinnova ogni mese, e coinvolge tutti i brains e tutti i pezzi che vengono pubblicati nell’arco di tempo. Il regolamento, e persino la navigazione del sito intero, sono stati progettati per assegnare a ciascun contributo le stesse condizioni formali e le stesse opportunità per la raccolta di consensi: il periodo di rilevamento è uguale per tutti, la visibilità sulla home è organizzata in base all’intensità del dibattito sui topic, l’attribuzione del merito è calcolata da un algoritmo. Al contrario di Paride, le macchine sono incorruttibili, e questa è la principale ragione per cui ci fidiamo del loro giudizio: i computer non evitano le guerre ma rendono per lo meno incontestabili gli esiti dei contest.

Il software che governa monitoraggio e classifiche si chiama InterestRank ed è stato sviluppato dai nostri soci di SocialGraph, in obbedienza al requisito fondamentale di compiere una ricognizione sul grado di interesse originato da ogni post apparso nelle pagine della testata. I criteri quantitativi applicati soltanto al numero di clic non sono in grado di offrire una testimonianza adeguata della qualità del pezzo e del coinvolgimento dei lettori. Il pubblico cui Gli Stati Generali vogliono rivolgersi esige di essere accompagnato nella ricognizione delle questioni tecniche, di essere provocato ad una comprensione più profonda delle questioni, di essere convocato nella discussione sui temi proposti. Il tempo necessario a percorrere le tappe di questo cammino, nei fatti e nelle idee, è la traccia seguita dal nostro algoritmo-segugio; la durata dello scambio intellettuale con i lettori che si consuma in ogni contributo dei brains, è la prova decisiva per quantificarne il valore.

Come nelle confessioni dei bei tempo andati, InterestRank non domanda solo «quante volte figliolo?», ma anche «quanto ti è piaciuto?». La richiesta di informazioni è rivolta al destino dei singoli post, e a quello dei brains considerati lungo tutto l’arco della loro produzione nel mese. I criteri qualitativi intervengono sugli autori come sui loro pezzi. Nelle segrete del software, si nasconde una camera della censura che elimina dal calcolo tutti i contenuti che non riescono a raggiungere una soglia minima di interesse nei lettori. In questo modo si vuole evitare che la generazione massiva di contributi di scarsa qualità possa funzionare come un espediente per accumulare punti, a discapito della fatica per confezionare post più ponderati.

La sfida ha inizio questa notte; la lista dei primi vincitori, tra singoli pezzi e brains, verrà pubblicata l’11 dicembre, e sarà riferita alla vitalità del sito durante il mese di novembre. Ben presto la testata introdurrà altre categorie di contesa, che coinvolgeranno i contenuti e gli autori di branche specifiche del dibattito. Per tutte le novità, e per restare aggiornati sui rischi di una prossima Guerra di Troia, restate in ascolto! (e cliccate gente, cliccate e leggete…).

 

TAG: brains, contest, Gli Stati Generali
CAT: Letteratura, Media

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