E penso a te

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13 ottobre 2019

L’unico pensiero che muove il mio mondo e che conferisce afflato all’esistenza dandole una piena ragione di vita sei tu.
Il cerchio si chiude, la notte si illumina, la poesia trova inspiegabilmente la sua musa, la letteratura la sua eroina.
Ogni momento della giornata rimanda al tuo sorriso, al ricordo di quella camminata lungo il mare quando mi tenevi per mano e cercavi solo i miei baci ed i miei silenzi.
Parlavano i nostri occhi ed i gabbiani con striduli profondi ci giravano intorno e ci facevano festa.

“Io lavoro e penso a te,
torno a casa e penso a te”

canta Lucio.

L’amore viene, ti prende, ti assale, ti cambia la vita: è uno sconosciuto che porta il mistero più bello e non lo sappiamo, rompe le porte della notte e fa entrare le luci dell’alba radiosa; è balsamo di un’attesa troppo malinconica e logorante.
Gli dei ci vedono felici e sono gelosi.
Pure se arriverà la morte, loro non sanno che ci ritroveremo e saremo sempre insieme, anime intrecciate ed indissolubili che voleranno leggere nel terso cielo.
Non si può scegliere di amare: è un fulmine che  spezza le ossa e ti stende, un fiore di Venere che rischiara le ansie, un vento profumato di rose che muove adagiatamente gli alberi in quel bosco abitato solo da noi.

Arrivò l’Amore col suo biondo respiro
e il giardino della mia anima fiorì
delle rose del bacio e dell’incanto

(Federico Garcia Lorca).

“Incontrarsi per caso non era un caso nelle nostre vite”, dice Cortazar.
Perché abbiamo la presunzione di scegliere, ma è Cupido che scocca la freccia imbevuta del dolce veleno che quando entra nelle vene, sconvolge, ti fa aver cura di te, non sarai più trasandato, cerchi la bellezza, la poesia nelle tue parole, vuoi sempre essere felice e dare felicità.

“Non so con chi adesso sei,
non so che cosa fai, ma so
di certo a cosa stai pensando”.

Se mi vedi in qualcuno dei tuoi pensieri abbracciami che mi manchi. L’amore chiede strada, chiede vento, non sa morire in solitudine.
Fammi entrare dentro, fammi vedere per un giorno come vedono i tuoi occhi, se sono nel tuo cuore.
Perché senza cercarti ti incontro ovunque. Senza di te prevedo sempre la fine e non comincia mai niente.

“Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai, ti volterai senza vedermi ed io sarò lì.
Ti amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l’ombra e l’anima”

canta Neruda.

La musica di Lucio sale, penetra ed è bellissima nella sua eternità inconcussa.
E “sono al buio e penso a te”, sempre.
( A margine di “E penso a te” di Lucio Battisti).

Biagio Riccio

TAG: e penso a te, Lucio Battisti, Musica
CAT: Letteratura, Musica

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