Cinque Stelle: fine della corsa. Spappolati

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20 Febbraio 2021

Sono finiti, spappolati, ridotti in macerie.
Si è inteso che la demagogia produca solo distruzione: hanno invaso Facebook con soliloqui sgrammaticati, dicendo cose scontate che facevano l’eco di richieste populiste impossibili da attuarsi. Quando erano al governo per decidere, per edificare quello che avevano inesorabilmente buttato giù come i barbari, si sono visti perduti, incapaci, incompetenti.
È facile disprezzare, criticare, annientare. Quando si è chiamati a costruire, a mantenere un governo, a dargli credibilità per provvedimenti adottati con un consenso necessario ove sia indispensabile anche l’arte sopraffina della mediazione, emerge l’uomo di Stato, l’ultimo decisore.
E quello stesso popolo che li aveva osannati su Facebook che aveva atteso il cambiamento rivoluzionario, ora gli ha voltato le spalle, perché si è reso conto che i parlamentari 5 Stelle non studiano, non sanno nulla di storia patria, aborriscono il principio di competenza. Ha ragione Vittorio Sgarbi a citare Benedetto Croce: l’onestà non basta, ci vuole competenza.
Hanno tentato di sostituire la democrazia parlamentare con la bufala di “Rousseau”, che è cosa seria con la teoria della “volontà generale” che il buon Casaleggio ignora.
Ed occupano il potere, godono dei benefici, dei lauti stipendi che si sogneranno quando si andrà al voto prossimamente, perché scenderanno dal cavallo. Ronzini.
Hanno dato prova di essere abili trasformisti, dorotei di razza, camaleonti, capaci di sposarsi con la Lega, con il Partito Democratico, perché non vogliono lasciare la cadrega (“Movimento cinque sedie” ha scritto Marco Travaglio), non perché tengono all’Italia.
Non sanno nulla di politica: quando li senti parlare, dicono cose di un’ovvietà spaventosa da far sorridere il compianto Max Catalano, amico di Arbore in “Quelli della Notte”.
Hanno anche la spudoratezza di occupare posti di potere solo per apparire, per stare sulla scena, per ottenere visualizzazioni e parlarsi addosso, senza fornire a chi li ascolta alcun contributo innovativo.
Ora si aggrappano a Draghi, che li ha accontentati con il famoso ministero della Transizione ecologica che è retto da un renziano (ossimoro impenitente).

Ma i peones vogliono ritornare alle origini, alla demagogia pura, all’opposizione inconsistente su Facebook. Crimi, come un boia da ghigliottina, annuncia l’espulsione di 16 senatori e 21 deputati, altro che dissenso e democrazia!
(Dove andranno? Cosa faranno?) “Il Manifesto“, con scintillante ironia, titola venerdì 19 febbraio: “Stelle filanti”.
Non sapendo far nulla nella vita, già brigano per le prossime elezioni. I peones, che non hanno posti di ministeri e sottosegretari e sono semplici parlamentari, già sanno che al prossimo giro non saliranno sulla giostra. E continuano a fare del populismo becero.
È finita. Rassegnatevi.
“Il trionfo delle demagogia è momentaneo, ma le rovine sono eterne” (Charles Peguy).
Applausi. The end ha scritto Marco Travaglio.

TAG: demagogia, movimento 5 stelle
CAT: Partiti e politici

6 Commenti

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  1. raffaella 8 mesi fa

    Mi chiedo quale sia il suo problema per tutto questo livore. Quale?

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  2. raffaella 8 mesi fa

    Mi chiedo quale sia il suo problema per tutto questo livore. Quale?

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  3. biagioriccio 8 mesi fa

    Nessuno. Non sopporto gli incompetenti. Perché chi legge e studia, si macera deve essere preferito da questi lestofanti che non hanno pudore e sono degli spregiudicati.
    La res publica è sacra e non può essere ad appannaggio di costoro.

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  4. raffaella 8 mesi fa

    Sono totalmente in disaccordo con lei. Perché chi legge e studia sono (tra gli altri, ma in particolare) proprio molti parlamentari M5S. Quelle che ha scritto sono illazioni basate, appunto, non su fatti bensì su un livore che non comprendo. Dice delle cose ma non le prova. Elenca una serie di banalità riipetute ad nauseam da chiunque. Senza mai basarsi su reali prove. Ma, soprattutto, senza mai ampliare la critica a coloro che, nella storia recente del Parlamento italiano, non facendo parte del M5S sono incriticabili, nonostante la manifesta incapacità. “Non sapendo fare nulla nella vita”. Su cosa basa questa affermazione? Su quali fondamenti? Davvero, ritiene che tutti i parlamentari M5S che sono entrati in parlamento non abbiano mai fatto nulla nella loro vita? Ha letto tutti i loro curricula? Ovviamente no, altrimenti non avrebbe scritto quello che ha scritto. Ripeto: non capisco tutto questo livore. E’ chiaro che lei non è attendibile. Solo profondamente incazzato. Mi chiedevo perché.

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  5. cyrana56 8 mesi fa

    raffaella, al grande O.Wilde dobbiamo gratitudine per uno dei migliori consigli che un individuo possa ricevere nella sua vita: “mai discutere con un idiota: ti porta al suo livello e poi ti batte per esperienza”. Non sprecare il tuo tempo :-)

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  6. alding 8 mesi fa

    Raffaella, hai ragione, non sono tutti degli incompetenti; alcuni di loro sono professionisti esperti che sarebbero degni di figurare anche in altri governi. Peccato però che quelli del M5S che fanno carriera / occupano posti di responsabilità, sono veramente incompetenti e soprattutto fanatici che vogliono dimostrare da soli della capacità che da soli non hanno. Vuoi dei nomi? Di Maio, Bonafede e Raggi solo per dirne 3 che comandano nei rispettivi campi. Poi possiamo aggiungere Di Battista che non comanda ma straparla e poi il meglio di tutti, Beppe Grillo, ottimo comico ma disastroso leader, non per le indubbie capacità di leader ma per il fallimentare contenuto che sostiene.

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