Le stime degli elettori non sbagliano (quasi) mai: il NO vince

4 Dicembre 2016

Ci sono i sondaggi, che stanno diventando come noto un pochino inaffidabili. Ultimi in ordine di tempo quelli relativi alle presidenziali austriache: Hofer, il candidato nazionalista, veniva dato in testa, seppur di poco, da molte indagine demoscopiche. Se si aggiunge la possibile difficoltà a mostrarsi “anti-democratici”, le ipotesi tendevano verso una sua vittoria molto netta. Come si sa, così non è andata. Pare quasi che (ormai) ci si vergogni di più a dichiararsi democratici che nazional-populisti. O tempora o mores…

Ci sono i sondaggi, dicevo, e poi ci sono le stime degli elettori sul risultato delle competizioni di voto. Non essendoci in ballo l’Inter, su cui fare previsioni è assolutamente impossibile, gli italiani si sono esercitati a predire, nelle ultime settimane, quello che accadrà nel referendum odierno.

Nel grafico vedete l’andamento delle scommesse delle ultime 9 settimane prima del voto. Come è chiaro, gli elettori non hanno mai avuto dubbi su quale sarà il risultato: le già scarse probabilità per il SI di vincere la competizione si sono ulteriormente affievolite nel corso della lunga campagna. Soltanto negli ultimi giorni si è assistito ad una piccola rimonta delle scommesse a favore della riforma costituzionale, ma non certo in grado di impensierire lo schieramento del NO.

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Schieramento che, alla fine, sembra destinato decisamente a vincere, come testimoniano le prime voci (assai riservate) che circolano negli ambienti demoscopici. Sempre che, anche loro, non vengano alla fine contraddette dal voto reale.

Difficile, peraltro, che il SI possa prevalere, soprattutto a causa della impressionante affluenza alle urne che si è registrata nella giornata odierna. Come ho sottolineato più volte, infatti, le probabilità di vittoria del NO crescevano all’aumentare del cosiddetto “turnout”, poiché questo significava una forte partecipazione dell’elettorato pentastellato, ovviamente contrario a Renzi e alla “sua” riforma elettorale.

Non ci resta che attendere il risultato ufficiale, giusto per sapere l’entità della sconfitta di Renzi. Se il SI supererà il 40%, questa sarà comunque meno amara, perché significherà – come ha sottolineato Luigi Di Gregorio – che l’attuale premier ha saputo convincere ben più del suo elettorato Pd, oggi vicino al 30% nelle dichiarazioni di voto. Consolazione un po’ magra, ma sempre una consolazione…

TAG: referendum
CAT: Partiti e politici

Un commento

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  1. evoque 4 anni fa

    Appunto, è andata così: il 40% ha votato Sì in accordo con il risultato di Renzi alle europee: 40,8%. Quindi, il Sì non ha prevalso, ma Renzinon ne esce sconfitto. Almeno non totalmente. In ogni caso, è amaro constatare come l’accozzaglia (aveva ragione il premier) del 60% è quanto di più eterogeneo possa esistere in politica. Accozzaglia apparentemente unita ma solo sotto la bandiera dell’odio verso chi governa. Renzi dunque deve ripartire, a mio avviso, da quel 40% che lo ha sostenuto . Anche ieri. P.S. E’ vero che la volontà popolare deve essere rispettata, ma, viste le motivazioni di chi ha votato No (non tanto contro la riforma quanto contro Renzi…), credo che sia lecito criticare una simile condotta più affine a un bunch of pricks che a gente razionale.

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