Olimpiadi, no grazie. Sono uno spreco ovunque, figurarsi a Roma

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15 Dicembre 2014

Quando Mario Monti, due anni fa, si rifiutò di firmare la lettera di garanzia necessaria per la candidatura italiana alle Olimpiadi (“per non rischiare i soldi degli italiani”) non fu risparmiato dalle critiche. “Mancanza di visione” ed “eccesso di moderatismo” furono due dei giudizi più ricorrenti attribuiti allora all’ex premier.

La voglia di rischiare non difetta invece all’attuale capo del governo Matteo Renzi, che oggi ha annunciato con la consueta enfasi la candidatura italiana per il 2024:

“Non lo faremo con lo spirito di De Coubertin, per partecipare: lo faremo per vincere, statene certi. Il Governo italiano è pronto insieme al Coni a fare la propria parte, per un progetto fatto non di grandi strutture ma di grandi persone. Sarà una delle cose più belle da fare. Ci riempie il cuore di orgoglio, emozione e difficoltà. Avremo strutture all’avanguardia, su tutto ci sarà un controllo tecnico di spesa (…) Non so se ce la faremo ma penso di sì, perché sarà una delle cose più belle che facciamo per noi, i nostri figli e l’Italia”.

Ascoltandolo, magari a qualcuno sarà tornata in mente la magica Olimpiade di Roma del ’60, gli scenari da cartolina della citta eterna ammirati in tutto il mondo, l’entusiasmo e la speranza di allora, che anticipò il boom economico del Paese.

Molti, molti di più, avranno pensato invece alle manifestazioni più recenti in cui l’Italia si è trovata impegnata a organizzare un grande evento.

Caso mai ce ne fosse bisogno, proviamo a tracciare qui un piccolo promemoria.

Mettendo da parte gli arcinoti scandali di Italia 90 (“Era la prima Repubblica quella”, si dirà), ed escludendo le polemiche relative al G8 della Maddalena o all’Expo di Milano del prossimo anno (“Che c’entrano con lo sport?”, si dirà ancora) ci soffermiamo solo sui maggiori eventi sportivi ospitati dall’Italia negli ultimi dieci anni:

1.      Olimpiadi invernali di Torino del 2006. Il costo complessivo della manifestazione piemontese supera i 3 miliardi di euro. A distanza di quasi dieci anni delle strutture costruite “non restano altro che milioni di metri cubi di cemento armato, tonnellate di ferro e campagne e boschi deturpati per sempre”.

2.      Mondiali di nuoto di Roma 2009. Per l’occasione viene progettata una Città dello Sport, a Tor Vergata. Il progetto iniziale del Siit (Servizi Integrati Infrastrutture e Trasporti) prevedeva una spesa complessiva di 65 milioni di euro, ma in quello definitivo, autorizzato il 25 febbraio del 2009, la cifra aumenta di quasi dieci volte: 607.983.772 euro. A eterna memoria dello spreco è rimasta l’enorme “Vela di Calatrava”, il cui scheletro incompiuto è ammirabile per chiunque viaggi sulla A1 da sud verso la capitale.

3.      Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009. Per la sedicesima edizione della manifestazione viene messo su un comitato organizzatore composto da 78 membri, ben sessanta in più di quelli utilizzati per le Olimpiadi di Atene del 2004. Bilancio finale: 37 milioni di euro di buco.

C’è da dire che non è solo l’Itala a fare danni ogni volta che viene chiamata a organizzare un grande evento, come dimostrano anche le recenti olimpiadi invernali russe. Quello che è certo è che da questo tipo di appuntamenti il Paese ospitante non ci guadagna. Mai.

Sebbene spesso vengano abitualmente presentati come un’occasione per mettere a nuovo la città ospitante e per rilanciare l’economia, i Giochi infatti “finiscono col diventare uno spreco di risorse pubbliche e un ottimo affare solo per le speculazioni private”. Secondo uno studio condotto nel 2012 dalla East London University, questo è quello che avviene puntualmente, almeno negli ultimi venti anni.

Davvero c’è qualcuno pensa che adesso, in Italia, e magari solo perché al governo c’è Renzi, le cose andrebbero diversamente? 

TAG: calatrava, Matteo Renzi, olimpiadi, Roma, sprechi
CAT: Partiti e politici

Un commento

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  1. tommaso.leso 6 anni fa

    Questo aritcolo sostanzialmente dice che le grandi manifestazioni sportive non si dovrebbero tenere, punto. Perché non rendono soldi. Davvero siamo arrivati a questo livello?

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