Requiem Repubblicano

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10 marzo 2015

Si è concluso a Roma domenica 8 marzo il 47° Congresso del Partito Repubblicano Italiano, nella sala semivuota, perchè solo una parte dei possibili delegati aveva partecipato al congresso, si è approvata una mozione, piuttosto lunga critica nei confronti del governo ma priva di reali proposte alternative, aperta comunque ad ogni evenienza. Sono stati eletti senza difficoltà perchè forse i presenti non erano sufficienti i100 membri del Consiglio Nazionale che daranno poi vita alla Segreteria Nazionale la quale a sua volta esprimerà il Segretario Nazionale. Tra questi un piccolo gruppo di giovani spaventati che si guardavano intorno senza capire bene che cosa sarebbe successo di loro.

La linea politica seguita negli ultimi decenni era quella cosiddetta del mendicante cioè il partito si collocava, appunto come un mendicante davanti a una chiesa, di fronte a un grande notabile, generalmente Berlusconi, e gli chiedeva dei posti per il parlamento. Ogni tornata elettorale ne riceveva sempre meno e talvolta questi posti si recuperavano in seguito a decessi di parlamentari predecessori con il risultato che i Repubblicani erano guardati con terrore dai loro colleghi soprattutto se meridionali.
Tutto ciò non può più essere ripercorso perchè i donatori (Berlusconi) hanno perso gran parte della loro ricchezza elettorale e i Repubblicani, ancor più dopo le recenti scissioni, non sono più in grado di raccogliere voti anche in minime quantità.

Si direbbe tutto è perduto (ivi compreso anche l’onore secondo alcuni) eppure l’onda della fortuna potrebbe ancora sfiorarli vista la presenza del volenteroso e ben collocato economicamente ing. Corrado Passera al loro congresso. Una operazione di merger potrebbe essere ancora possibile e nel gruppo delle “destre moderate” Passera non sembra il peggio. Qualche cosa deve aver capito l’on. Nucara ma il resto dei delegati hanno idee confuse e sebbene abbiano servito per anni nelle truppe di Berlusconi si proclamano orgogliosamente di sinistra.
Tra le mozioni presentate ce n’era anche una che chiedeva lo scioglimento del partito: non ce ne sarà bisogno.

TAG: politica
CAT: Partiti e politici

3 Commenti

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  1. stefano-gatto 4 anni fa
    Mah, io direi che il partito repubblicano e' estinto da tempo, ed e' probabilmente un peccato, perche' nella storia italiana ha avuto un ruolo importante in diverse fasi. Il cataplasma attuale non ha nesusn significato, se non alimentare un po' di marginalissimo notabilato.
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  2. massimardo 4 anni fa
    Il PRI come del resto il PLI erano i famosi aghi della bilancia per formare pentapartiti che poi duravano un anno. Avevano motivo di essere nella cosiddetta prima repubblica, ma entrambi pieni di persone, spesso litigiose fra loro. Si sono spaccati, frantumati, atomizzati sino a scomparire...cosi' e' se vi pare...
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    1. largoaivecchi 4 anni fa
      Il sistema elettorale proporzionale della Prima Repubblica permetteva l'esistenza di partiti laici minori che avevano un ruolo nello stesso tempo di freno e di stimolo nello sviluppo della politica italiana. I sistemi maggioritari non permettono più l'esistenza di queste formazioni hanno raggiunto il risultato, in qualche caso, di consolidare per anni i governi ma anche quello di lasciar spazio a formazioni demagogicoqualunquiste che non svolgono un ruolo di mediazione ma anzi quello di radicalizzazione della vita politica.
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