Salvini e la tentazione di un governo senza “zavorra” a 5 stelle

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29 Maggio 2018

Delle migliaia di dichiarazioni che hanno seguito il tentativo flop di formare un governo a maggioranza Lega – Movimento 5 Stelle e al netto dei rabbiosi deliri grillini su una impraticabile messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il retroscena più interessante che circola è stato scritto da Augusto Minzolini sul Giornale. il cronista raccoglie una sibillina dichiarazione del leghista Giancarlo Giorgetti, nome che il Capo dello Stato aveva proposto ai leader di Lega e M5S in alternativa a quello dell’ottantaduenne Paolo Savona.

L’esponente del Carroccio, uomo molto vicino a Matteo Salvini ed euroscettico convinto, si lascia andare a una confidenza forse dettata dalla delusione per il modo con cui si è sentito scaricato dal suo stesso capo, che ha dichiarato di avergli preferito l’anziano accademico “perché più autorevole in sede europea”. Una spiegazione in verità assai debole, apparsa tale a molti commentatori nonché all’inquilino del Quirinale che non ha voluto piegare la Repubblica Italiana al diktat di due partiti concorrenti alle elezioni e poi alleati nel tentativo mal riuscito di spartirsi poltrone. «Anche Salvini — avrebbe confessato Giorgetti – è altalenante: una volta dice che vuole usare la candidatura del professor Savona come un piede di porco per far saltare tutto; un altro momento ci ripensa…».

Parole pesanti, che confermano il sospetto di chi a ragion veduta pensa che l’impuntatura del capo del Carroccio sul nome di Savona sia stato solo un pretesto per licenziare Giuseppe Conte ancor prima che il pover’uomo avesse il tempo di aggiornare il suo romanzato curriculum con le pagine più prestigiose, tornare al più presto alle elezioni e andare a governare senza dover mediare con i figuranti della Casaleggio Associati, in primis con il povero Luigi Di Maio, uscito assai provato da quasi tre mesi di confronto con lo stesso Salvini: a tratti un gigante rispetto all’ex steward dello Stadio San Paolo. In fondo i sondaggi parlano chiaro e dicono all’unisono che la Lega è in forte ascesa e pesca consensi proprio nel Movimento 5 Stelle, apparso troppo timido e ondivago alla parte più radicale e di destra del suo elettorato.

E ora cosa accadrà? Quali saranno gli schieramenti in campo alle prossime elezioni anticipate che potrebbero svolgersi dopo l’estate? Molti esponenti del Movimento 5 Stelle come Roberta Lombardi aprono a un’alleanza con la Lega, ipotesi assai osteggiata dalla cosiddetta “ala sinistra” del partito della Casaleggio Associati, quella che fa timidamente riferimento al Presidente della Camera, Roberto Fico. Uno scenario che sarebbe assai coerente con quello che è accaduto all’indomani del 4 marzo, ma che probabilmente contrasta con quello che potrebbe essere il reale obiettivo di Matteo Salvini: andare a governare da solo, come leader ormai incontrastato del centrodestra, senza “zavorra” a 5 stelle.

TAG: Giancarlo Giorgetti, lega, Luigi Di Maio, matteo salvini, movimento 5 stelle, Paolo Savona, sergio mattarella
CAT: Partiti e politici

5 Commenti

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  1. evoque 2 anni fa

    Che in realtà i due buoni a nulla non volessero davvero governare è dimostrato dal farlocco contratto di governo: a fronte di 108 miliardi di spesa, c’erano solo 0,5 miliardi di euro di coperture. Tutto il resto, Conte Savona, era solo un teatrino messo in piedi per suscitare la reazione del presidente della repubblica. Un conto sono le balle, numerosissime, contenute nel contratto ad usum gonzi, ben altro affrontare la cruda realtà di governare.

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  2. vincesko 2 anni fa

    @evoque: Concordo. Ma il furbone è stato il contaballe sfaticato Salvini. E’ lui che teme come la peste l’assunzione di responsabilità di governo.

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  3. vincesko 2 anni fa

    @cantelmo19: Le coperture dalla lotta alla corruzione? Fesseria cosmica, sia perché sarebbe insufficiente quantitativamente, visto che la corruzione è quantificata in 60 mld, ma si tratta di un dato sovrastimato e comunque inattendibile, sia per lo sfasamento temporale tra spese (oltre 100 mld ogni anno) ed (improbabili) entrate una tantum (come il condono fiscale) o minori spese (beni intermedi, dove alligna la corruzione, ma che complessivamente cifrano poco più di 100 mld). Uno che si beve le balle cosmiche di due contaballe come Salvini e Di Maio non può che essere un allocco. E non occorrono lauree specialistiche per dedurlo, basta avere un livello minimo di discernimento e conoscere le 4 operazioni elementari.

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  4. evoque 2 anni fa

    cantelmo. Caro cantelmino mio, vedo che non puoi proprio fare a meno di insultare l’interlocutore: qui mi hai dato del cretino, sotto un altro articolo mi hai qualificato come faccia di culo, da nascondere, in associazione all’estensore dello stesso, va bene che, come si dice: mal comune… Poi sai c’è anche chi ha un bel…culo. Dai a me del pappagallo, ma credo che dovresti farti un esame di coscienza, visto che a, quanto pare, tu ti bevi tutto basta che arrivi dai Cinquestelle. Sulle coperture, peggio, sulle mancate coperture, sto ai calcoli fatti da un certo Cottarelli (sai, quello della spending review di Letta jr poi messo in naftalina da Renzi?) che attualmente dirige l’osservatorio sulla spesa pubblica dell’Università Cattolica. In Germania hanno impiegato sei mesi (ma non è che noi si sia molto indietro sui tempi, e poi non siamo la Germania, ahinoi) non certo inutilmente: oltre alle alleanze, hanno messo per iscritto anche tutte le coperture ai provvedimenti di spesa. Non le farlocche coperture del duo: lotta all’evasione, fiscale, alla corruzione.Non ci siamo. Le coperture devono esserci da oggi non in un futuro per sua natura aleatorio. E poi genialata delle genialate: tassazione delle banche ecc, ecc. Certo, così i costi sostenuti dalle banche ecc. ecc vengono trasferiti sul consumatore finale.Che volpi!!! Quanto a me, dopo gli studi (per un certo periodo anche durante, ho sempre voluto essere indipendente) ho sempre lavorato, senza mai chiedere appoggi, sono allergico per dna alle camarille tanto in voga in questo Paese, anche nei Cinquestelle e poi tengo molto alla mia dignità di essere umano.
    Nulla a che vedere quindi con due che vorrebbero (dicono loro) governare il Paese ma che non hanno mai lavorato in vita loro.

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  5. evoque 2 anni fa

    vincesko Il M5s è espressione del marketing di una società di marketing. Se fai caso, le figure di primo piano del M5s sono tutte o quasi mediamente giovani, di bell’aspetto. Questo serve per attrarre l’attenzione della ggggèèèèènnnnte. E anche per farla un po’ (o molto?) innamorare di queste figurette. Ragione per cui il poppppolo non presta attenzione più di tanto a quel che dicono. Poi siccome è necessario comunque dire qualcosa, ecco che arrivano gli slogan ben studiati dalla Casaleggio e Associati per far presa su di un pubblico molto ben disposto e che a quel punto ha abbassato la soglia dello spirito critico. Ammesso che l’abbia mai posseduta.

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