Lo Stato siete voi

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4 Giugno 2018

Il 2 giugno, Festa della Repubblica, il neo ministro Di Maio ha parlato a Roma davanti a una platea di militanti convocati qualche giorno prima in protesta contro il Capo dello Stato, accusato addirittura di “alto tradimento”; rientrata la sparata dell’ impeachment, la manifestazione polemica si è trasformata nel festeggiamento per l’ascesa del Movimento alla guida del Paese.

Di Maio ha presentato al suo pubblico l’imprenditore Sergio Bramini, appena chiamato a fare da consulente al ministero dello Sviluppo Economico e ha raccontato la sua storia con queste parole: “Sergio vantava un credito con lo Stato e lo Stato non lo ha pagato… questo ha causato il fallimento dell’azienda di Sergio… inoltre qualche giorno fa lo Stato gli ha pignorato anche la casa“. Di fronte all’inevitabile salva di fischi all’indirizzo dello “Stato”, Di Maio ha reagito interrompendoli con un: “fermi, non c’è bisogno di fischiare, da oggi lo Stato siamo noi“.

L’episodio dice tutto della strategia con la quale il Movimento Cinque Stelle intende governare: continuando ad aizzare le folle contro lo Stato inefficiente, corrotto e sprecone e continuando a promettere la soluzione immediata di tutti i problemi – salvo poi scaricare la colpa del tradimento delle promesse su un capro espiatorio a piacimento (il ministro dell’Economia, la burocrazia italiana, la tecnocrazia europea). Peccato che qualcun altro abbia appena sperimentato la stessa linea, con risultati assai deludenti: ma, si sa, il furbo del giorno dopo si ritiene sempre più furbo di quello del giorno prima…

La frase di di Maio rivela però anche una concezione del tutto distorta del proprio ruolo. Se il Movimento Cinque Stelle è diventato “lo Stato” solo oggi significa che prima, da forza di opposizione, non lo era; e non lo era neppure da partito chiamato ad assumere l’incarico di governo col suo professor Conte – ecco perché si è potuto permettere, proprio da quella posizione, di accusare a vanvera il Quirinale di alto tradimento. Questa assimilazione della funzione di rappresentanza dello Stato con quella di governo è lontana dalla cultura democratica di una Repubblica parlamentare e lascia immaginare il rispetto per il ruolo delle opposizioni che questo esecutivo saprà dimostrare.

Forse, la goffa frase di di Maio aveva però un altro senso: “da oggi siamo noi quello Stato che deve pagare i suoi debiti agli imprenditori come Bramini”. In questo caso, le parole sono rivelatrici di doppiopesismo: si possono fischiare i torti della Pubblica Amministrazione solo fino a quando ne sono responsabili gli avversari politici; ora che tocca al Movimento, il dissenso non è più ammesso. Di qui in avanti ogni mancanza della macchina dello Stato, che prima veniva usata come una clava contro chi era al governo, andrà considerata sanata dalla presenza taumaturgica dei Cinque Stelle nella cabina di manovra. C’è da scommettere che la militanza grillina – soprattutto quella virtuale – si adeguerà immediatamente alla nuova linea: del resto è ciò che abbiamo visto accadere a Roma con la giunta Raggi, generosamente perdonata di inefficienze che scatenavano l’attacco ad alzo zero sul sindaco precedente.

In tanta sconfortante partigianeria, c’è solo da sperare che le parole del leader di Maio abbiano acceso un barlume di consapevolezza nel Movimento e soprattutto nei suoi rappresentanti istituzionali, ai quali vorrei dire: cari Parlamentari pentastellati, che sia da oggi o da ieri, ormai lo Stato siete voi; non potete più lasciarvi andare a esternazioni improvvisate, a invettive incendiarie, a promesse dai piedi di argilla.  Ogni vostra parola ha un peso, può cambiare ancor più di prima il destino degli italiani: cercate di essere all’altezza di questa enorme responsabilità.

(fonte dell’immagine)

 

 

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CAT: Partiti e politici

4 Commenti

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  1. beniamino-tiburzio 2 anni fa

    L’argomentazione di Silvia Bianchi non tiene conto di un fatto. Gli elettori che hanno espresso un voto valido a favore dei grillisti si sono ingravidati del M5S, come in passato si sono ingravidati di altri partiti. Argomentare per tale esigua minoranza ( 26 % dei voti validi ), sulle sottigliezze della incarnazione dello Stato, al momento, non ha possibilità di successo. Occorre, necessariamente, aspettare il parto.

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  2. evoque 2 anni fa

    Posso assicurare che i fan pentastellati che incontro sul web si sono già adeguati; loro si adeguano a ogni decisione anche se è in contrasto con quella precedente: Grillo difendeva l’art. 67 della Costituzione sul divieto di vincolo di mandato (all’epoca della cacciata di Fini da parte del sire di Arcore), i grillini tutti a osannare Grillo.
    Grillo cambia opinione su quell’articolo perché nel frattempo aveva mandato più di 100 suoi dipendenti, anzi, della Casaleggio in parlamento facendo loro firmare un contratto capestro? I fan applaudono a dismisura Grillo. In questi anni, i grillini si sono sempre scagliati contro la finanza, tutta la finanza, i mercati. Casaleggio sr va per ben due volte a Cernobbio, i grillini lo difendono, uno mi aveva risposto che GR Casaleggio era andato a contrastare i poteri forti… Di Maio va a Londra alla City a baciare la pantofola alla finanza mondiale (copyright Ferruccio Sansa del Fatto)? I grillini si esaltano per cotanto osare!!!. Savona, un pescecane della finanza, gestisce un hedge fund, un fondo avvoltoio (anche Madoff agivA tramite quei fondi), ma per il grillino tipo e l’ìaltrettanto leghista tipo va tutto bene. Savona è ammanicatissimo con tutto l’establishment mondiale, e loro sono anti-establishment? Va benissimo comunque. Uno mi ha risposto che almeno Savona saprà dove mettere le mani. Machiavelli scriveva che la massa si fida delle apparenze ma non crede alla verità. E che quei pochi che sanno vedere al di là delle apparenze e che capiscono le vere intenzioni del principe nulla possono quando il volgo è sobillato dal potere del principe. Ahinoi, Machiavelli ci ricorda che nel mondo non c’è che volgo.

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  3. cantelmo19 2 anni fa

    Machiavelli diceva pure che nelle azioni di tutti gli uomini , e soprattutto dei politici, si guarda al fine …. e i mezzi saran sempre giudicati onorevoli e lodati. Evoque, mi saprebbe dire quando in italia, i politici non han mai cambiato idea ?

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  4. evoque 2 anni fa

    cantelmo Dunque, va bene che la cambino, con la stessa frequenza con cui cambia il tempo in UK, anche coloro i quali si sono sempre SPACCIATI per nuovi diversi migliori?

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