Ma le primarie sono indispensabili solo se servono a Renzi?

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17 Novembre 2014

E dunque, in Liguria, il pd renzianissmo vorrebbe candidare senza primarie il ministro della giustizia Andrea Orlando. Non fedelissimo renziano, schierato con Cuperlo alle ultime elezioni per il segretario, poi confermato al governo da Matteo Renzi che anzi lo spostato, di fatto promuovendolo, dal ministero dell’ambiente a quello, più pesante e più scottante, della Giustizia. I proverbiali bene informati, sanno che Orlando è stimato anche da Giorgio Napolitano e che il Presidente della Repubblica voleva una scelta politica e di fede garantista (è il caso di Andrea Orlando, già responsabile giustizia del partito). Orlando, come tutta la sua area interna al Pd, non confluisce tout-court su Renzi, ma si avvicina con passo discreto. Renzi non è il loro leader naturale, ma è il leader migliore che c’è: soprattutto, al momento, è l’unico vero leader. Orlando ha fatto per molto tempo politica in Liguria, partendo dalla natìa Spezia, e quindi ha molto senso che, ora che c’è da scegliere un candidato (Burlando non sarà in campo, dopo decenni), è il naturale candidato. Niente da dire.

Quel che sorprende un po’ è la rapidità contagiosa con cui già si parla di primarie superflue, e del fatto che una scelta forte  e unitariasia la risposta migliore alla situazione drammatica che la Liguria ha vissuto in queste ore difficili. Ore difficili, tragiche, che forse sarebbe meglio non scomodare in una battaglia politica – diciamolo – sempre meno importante della vita delle persone, dei drammi vissuti da centinaia di famiglie. Se non si vogliono fare le primarie, si spieghi che esse – fino all’altroieri strumento indispensabile di legittimazione di Matteo Renzi, e da lui usate con l’abilità e il talento che non si può non riconoscergli – sono uno strumento superato. Superato, e quindi da superare anche formalmente, ufficialmente. Ma sbarazzarsene così, come se si trattasse di un cavillo interno a un regolamento di condominio, sembra un po’ troppo. Tanto più che una repentina uscita di scena di un ministro pesante sembra il naturale antipasto ad elezioni anticipate a livello nazionale. Sembra, quantomeno, che sia legittimo pensare che ci sia un’accelerazione renziana che porti a elezioni politiche anticipate. E in quel caso, anche in quel caso, niente primarie? Così, per sapere se davvero quel che ieri era indispensabile (e io personalmente ritenevo lo fosse, ritenevo avesse pienamente ragione Renzi), oggi è già diventata un’anticaglia da rottamare.

TAG: andrea orlando, elezioni regionali, liguria, Matteo Renzi, partito democratico, Pd, primarie
CAT: Partiti e politici, Politica

5 Commenti

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  1. Federico Gnech 6 anni fa

    Situazione analoga in Veneto, dove solo dopo il diffuso mal di pancia degli iscritti la nostra cara Alessandra – parabola simile a quella di Orlando – ha «chiesto con forza» le primarie (due settimane fa).

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  2. Jacopo Tondelli 6 anni fa

    È in questi casi, caro Federico, che si vede l’antica saggezza di chi insegnava che “tutto il mondo è paese”

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  3. Matteo Colle 6 anni fa

    Non credo che si vada a elezioni anticipate, anzi i numeri suggeriscono il contrario. Più anticaglia da superare dobbiamo pensare che le primarie sono uno strumento che il PD ha introiettato in modo fondativo, eppure…a volte l’opportunità sembra prevalere sul dovere. Su questo vale la pena di riflettere, senza tuttavia precipitare nell’equazione non le si usa quindi son da rottamare…

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    1. Jacopo Tondelli 6 anni fa

      Caro Matteo, diciamo che il continuo cambio di scenario e di prosepttive può confondere perfino professionisti del cinismo da osservatorio (parlo per entrambi). In questo contiuo comunicare del nostro, ogni tanto mi perdo e quel che mi pareva vero l’altro ieri, in effetti, due giorni è meno solido. Bello rileggerti, in forma short: molto contento di immaginare che, a breve, sarà in forma estesa :)

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  4. Andrea Moizo 6 anni fa

    E’ Orlando ad aver preteso, a fronte della rinuncia alla vita ministeriale (pur non leggerissima, causa frizioni col capo a palzzo Chigi), la cancellazione delle primarie. Di fronte a un no, li ha spernacchiati, come hanno fatto Francesca Balzani e Anna Canepa: nessuno voleva rischiare di bruciarsi alle primarie vs Paita (Burlando in panni da donna e, per evitare guai, non andiamo oltre), l’unico che ha accettato è Cofferati. Ergo, in Liguria la scelta sarà fra vintage e brocantage, una strategia politica raffinatissima, del resto, per una regione-ospizio che vuole esaltare questa sua vocazione

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