Vi racconto quanta fuffa c’è negli uffici stampa dei candidati sindaco di Roma

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2 Giugno 2016

Come lavorano gli uffici stampa dei politici quando questi lavorano male? Ovviamente male. Ebbi l’incarico ad aprile di contattare i candidati sindaco di Roma per realizzare delle interviste sulla sostenibilità ambientale nei loro programmi come quella fatta a Beppe Sala da LifeGate durante le primarie a Milano e come l’intervista che ho fatto a Stefano Fassina, via telefono e senza che avesse avuto per giorni le domande su cui riflettere per dare le risposte. Problemi in cui si sono imbattuti anche giornalisti come Alessandro Gilioli dell’Espresso.

 

Tra fine aprile e inizio maggio ho cominciato a mandare le mail agli uffici stampa dei candidati sindaco di Roma, ricevendo qualche timida risposta positiva. Chiedere l’intervista di persona sembrava quasi non averlo fatto ma vabbé, andiamo avanti con il racconto.

Ufficio stampa: Marchini e Giachetti

Un ‘efficiente’ ufficio stampa di Marchini mi rispondeva velocemente alle mail dandomi l’ok a rispondere alle domande. Da quello di Giachetti un iniziale ok a ricevere le domande, inviate un po’ di giorni dopo per problemi organizzativi, si trasforma in un calvario di mail non risposte, fino a un “non credo di farcela ma farò il possibile” targato 28 maggio, ben oltre la scadenza che mi ero dato e ormai quasi fuori tempo massimo. Il possibile non è stato abbastanza evidentemente.

L’ufficio stampa di Marchini, quando ho cominciato a mandare più di una mail per chiedere se erano pronte le risposte, mi cercava di tranquillizzare dicendo che entro un paio di giorni sarebbero state pronte. L’averlo detto per 3 volte sostanzialmente annulla il valore della promessa. Infatti nonostante l’avermi assicurato che entro il 21 avrei ricevuto le risposte ad oggi non ho nulla in mano. Della serie “come far perdere tempo promettendo ciò che poi non farai”, tra l’altro dicendomi che erano pronte e che servivano solo gli ultimi ritocchi.

Movimento 5 Stelle

A lasciarmi basito è stata la difficoltà per raggiungere l’ufficio stampa del Movimento 5 Stelle. Sì, anche se a molti sembrano dei naif in realtà sono attrezzati anche loro. Eppure avevo dei contatti da spendere tra i candidati al consiglio comunale (che una mano in qualche modo me l’hanno data). All’inizio ricevevo risposte come “giriamo la richiesta”, “ti faccio sapere”. Dopo più richieste alla fine riesco a ottenere la mail del coordinamento romano dei 5 stelle. Dopo ulteriori sollecitazioni ottengo una risposta in cui mi dicono di aver girato la richiesta e a breve la risposta (ma come, ancora?).

L’ufficio stampa, era il 24 maggio, mi promette di rispondere entro il 25 “ad almeno 5 delle domande”. Al 28 mi si risponde che le risposte sono praticamente tutte pronte (di cinque ci sono risposte a 2 o 3?) e che solo i tanti impegni pubblici impediscono di farmi avere le risposte. Si conta di mandarle entro la sera. Le risposte mi sono state mandate il 30 maggio, fuori tempo massimo e senza le foto richieste per l’articolo, un bel problema visto che di Virginia Raggi non c’è granché in giro.

Ufficio stampa Giorgia Meloni

Per Giorgia Meloni va detto che inizialmente non c’è stato responso né tramite Facebook né tramite il modulo mail del suo sito. Giorni dopo torno alla carica facendomi dare il numero del comitato elettorale. Li chiamo da casa e mi dicono che devo usare una mail (ormai comincio a non crederci più) a cui mando le domande, chiedendo almeno un feedback sulla possibilità di ricevere o meno le risposte. Niente, come ti sbagli! Richiamo da casa qualche giorno dopo ma cade la linea. Riprovo, ricade. Mi sorge il dubbio: provo dal cellulare: squilla…coincidenza? Chiedo di farmi passare qualcuno dell’ufficio stampa e probabilmente parlo con il capoufficio, mi dice di nuovo della mail e di lasciare scritto il cellulare, vedendo (come no)di fare il possibile per accontentare la richiesta (diciamolo, mi farebbero un favore…). Lo faccio, ovviamente ad oggi nemmeno un feedback via mail nonostante i numerosi tentativi di avere una risposta.

Stefano Fassina promosso con riserva

L’unico che in qualche modo si è reso disponibile alla richiesta è stato Fassina. Per questo motivo mi sono impegnato comunque a pubblicare l’intervista (che potete leggere qui). Tra i primi a rispondere, alla fine riesco a concordare un’intervista di persona. Che sfuma all’ultimo momento con tante scuse dell’addetto stampa nel momento in cui mi sono presentato al comitato come concordato. Alla fine ci accordiamo per un’intervista telefonica, che subisce un rinvio ma che alla fine avviene, seppur un po’ frettolosa. La sfortuna che mi perseguita fa sì che esce fuori la storia dell’esclusione di Fassina dalle elezioni, annientando di fatto l’unica intervista pronta con settimane di anticipo. Ai candidati ho chiesto anche delle foto, che dall’ufficio di Fassina arrivano dopo un paio di mail successive.

Questo tira e molla ha fatto perdere a me tanto tempo per stracciare il lavoro fatto. Dimostra come gli uffici stampa abbiano una mentalità sempre pià vicina a quella dei politici, tante promesse e buone intenzioni, poi arriva la scarsità dei fatti.

Foto di copertina: The Scream, Oslo – di Bruno Cordioli via Flickr su licenza CC BY 2.0
TAG: politica, Roma
CAT: Partiti e politici, Roma

Un commento

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  1. luciano-di-camillo 4 anni fa

    CVD alias come volevansi dimostrare.
    Va da sè la susseguente conclusione x la quale la disorganizzazione di un proprio ufficio (stampa) a carattere elettorale la dice lunga sulla effettiva incapacità di poter governare la Caput mundi.
    Volendo fare un atipico confronto, il meno importante Ufficiale logista dell’irripetibile Impero Romano, avrebbe razionalizzato molto meglio siffatto lavoro.
    Pertanto, è mai possibile che non vi sia qualche genietto da poter presentare x questo delicatissimo ed estremamente complesso incarico? Epperò, la vocazione salottiera e le gran risate (che c’è da ridere sui drammi della Popolazione) senza toccare compiutamente i loro, x così dire, programmi, sanno ben farle.
    Al limite, ben forse, la miglior cosa sarebbe quello d’insediare un robot, senza compensi, con razionali circuiti paradigmatici ben definiti e sulle cui risultanze, da rendere conto, non riconoscerebbe e non guarderebbe in faccia a nessuno !
    Idee futuristiche? Sempre meno peggio di queste realtà surreali, cmq, sempre a spese del Popolo Sovrano.
    Luciano Di Camillo

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