Governo
Chi è Gianmarco Mazzi, nuovo ministro del Turismo
Ha preso il posto di Daniela Santanché. Si occupa di spettacolo, televisione e cultura dagli anni Ottanta. Dal 2022 è in politica con Fratelli d’Italia
Gianmarco Mazzi, 65 anni (1 luglio 1960, Verona), è il nuovo ministro del Turismo, dopo le dimissioni di Daniela Santanché, chieste dalla premier Giorgia Meloni, in seguito alla sconfitta sul referendum della giustizia, per i suoi guai giudiziari.
Dalla carriera in TV alla politica
Laureato in giurisprudenza all’Università di Verona, nel 1981 è tra i promotori della nazionale italiana cantanti, progetto calcistico benefico che coinvolge alcuni dei più celebri interpreti della musica italiana. Prima dell’ingresso in politica, Gianmarco Mazzi ha lavorato a lungo nel comparto televisivo e degli eventi, ricoprendo ruoli organizzativi e manageriali.
Ha lavorato al fianco di Caterina Caselli, che contestualmente lancia la carriera di Francesco Baccini, di cui Mazzi sarà manager per un decennio. Partecipa al progetto Dalla-Morandi e cura l’attività artistica e televisiva di Adriano Celentano, realizzando tra i vari progetti con il clan Celentano la trasmissione Francamente me ne infischio e RockPolitik, con il clan Celentano. Dal 2018 al 2020 è nel progetto del film in animazione Adrian.
Nel 2003, in qualità di consigliere del direttore Generale della Rai, entra nell’organizzazione del Festival di Sanremo che lo porta l’anno dopo a ricoprire il ruolo di direttore artistico del festival 2005 targato Paolo Bonolis. Incarico che ricopre per altre cinque volte. Nel 2017 lancia il progetto SanremoYoung e collabora a SanremoGiovani e Sanremo 2020, 2021 e 2022 di Amadeus, all’epoca nella scuderia di Lucio Presta.
Nel 2015 è Mazzi ad organizzare lo spettacolo di apertura di Expo 2015 a Milano. Segue inoltre l’organizzazione di altri show televisivi con Zucchero, Mogol, Andrea Bocelli, Massimo Giletti e nel 2017 cura il progetto tv su Rai1 La notte di Vasco, con il live da record di Modena Park, con 230mila spettatori. Dal 2017 al 2022 è direttore artistico e amministratore delegato della società di gestione dell’Arena di Verona.
Il passaggio alla politica è avvenuto con le elezioni del 2022, quando è stato eletto alla Camera dei deputati tra le fila di Fratelli d’Italia. Successivamente è entrato nel governo come sottosegretario alla Cultura, con delega Unesco, consolidando il suo ruolo nelle istituzioni. Mazzi ha promosso il rinnovo del contratto dei lavoratori delle Fondazioni liriche, siglato a novembre scorso dopo 20 anni di attesa. Stava lavorando anche al nuovo Codice dello Spettacolo, il cui termine per l’emanazione dei decreti attuativi è fissata al 31 dicembre 2026, che mira a riordinare le normative del settore (teatro, musica, danza, circo), riformare le fondazioni lirico-sinfoniche e introdurre una nuova governance.
La nomina a ministro del Turismo
La nomina di Mazzi a ministro del Turismo è stata formalizzata al Quirinale, con il giuramento davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Con questo incarico, il nuovo ministro assume la guida di un settore strategico per l’economia italiana, chiamato a coordinare e promuovere le politiche turistiche nazionali. Dopo il giuramento, Mazzi ha sottolineato l’importanza del turismo per il Paese, definendolo un comparto “ricco di fascino e grandi professionalità” che richiede attenzione e cura.
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