Il libro del Levitico questo sconosciuto

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27 Novembre 2022

Levitico 18,22 Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole.

Sono contrario alle nozze omosessuali…Nella Bibbia c’è scritto di peggio…è ancora più esplicita…l’omosessualità è un abominio…abominio c’è scritto nella Bibbia, Levitico 18,22, nell’Antico Testamento,  poi nel Nuovo… (Lucio Malan)

«Non so come qualificare queste esternazioni. Personalmente le considero indegne e sintomo di una profonda ignoranza. Se le nostre regole derivassero dal vecchio testamento non saremmo molto diversi dai talebani. Per fortuna abbiamo avuto il Vangelo e lo Stato laico» (Carlo Calenda)

 

Il libro del Levitico vieta i matrimoni omoaffettivi? Autorizza la caccia ai gay?

Il versetto del libro del Levitico citato dal senatore Malan fa parte della cosiddetta “Legge (o Codice) di santità”, che regolava la vita religiosa e civile dell’Israele antico. Cronologicamente la forma attuale del Codice fu assunta nel VI secolo a. C., epoca in cui Israele si trovava in esilio a Babilonia. Il Codice di santità presenta una “visione ideale di una separazione assoluta fra Israele e ogni cosa impura, pronunciando sull’impurità un ‘no’ tanto definitivo da non poter essere realizzato, il più delle volte, se non ‘recidendo dal popolo’, ovvero sterminando, quelli che si fossero contaminati” (William Countryman).

Il versetto è inserito nel complesso sistema della purità e della santità dell’Israele antico; tale sistema è ovviamente culturalmente condizionato. Israele si ritiene depositaria di particolari tradizioni religiose che è impegnata a difendere dalla contaminazione con gli altri popoli, perciò si vuol mantenere rigorosamente separata dalle altre popolazioni per difendere la propria identità nazionale e religiosa insieme.

Il sistema di purità di Israele non aveva a che fare con criteri morali, quanto con il concetto di pulizia in senso letterale, contrapposto alla sporcizia. L’ impurità era quindi una condizione fisica oggettivamente intesa. Il sistema della purità in Israele si basava su due principi ideaIi: a) integrità e completezza: b) non mescolanza. Il motivo del divieto dei rapporti sessuali tra maschi risiederebbe quindi (pur non essendo spiegato esplicitamente nel Levitico) nella mescolanza dei ruoli maschile e femminile fortemente distinti nella famiglia patriarcale. Infatti si proibiscono le relazioni carnali (sessuali) di un uomo con un altro uomo che si comporta “come una donna”. Inoltre è abbastanza plausibile l’idea che tali rapporti fossero stigmatizzati in quanto non finalizzati alla procreazione. Lo scopo di tale divieto è quindi il mantenimento da una parte della distinzione etnica/nazionalista/religiosa di Israele rispetto ai popoli circonvicini, dall’altra della differenza sessuale tra uomo e donna utile a mantenere il dominio patriarcale sulla famiglia e sulla società.

Che non possa essere utilizzato anche oggi come norma nel nostro mondo proprio per la sua impronta culturale assai disomogenea con ciò che oggi viviamo (in termini di uguaglianza di genere prima di tutto) appare del tutto evidente.

Per altro anche a proposito della questione della differenza tra libro del Levitico e Vangelo, vale la pena ricordare che il Secondo Testamento cita a più riprese e in circostanze di assoluta importanza proprio il libro del Levitico: “amerai il prossimo tuo come te stesso”  (19,18).

TAG: bibbia, Carlo Calenda, dibattito pubblico sull'omosessualità, Levitico, lucio malan, Un giorno da pecora, valdesi
CAT: Questioni di genere, Religione

5 Commenti

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  1. andrea-lenzi 2 mesi fa

    per favore, basta scalare specchi per salvare l’incivilità cattolica!
    Addirittura prendendo della incivile bibbia i soli passi che convnegono al furbetto di turno:
    nel caso specifico un solo passo si salva, quello citato, ma è stato copiato da CONFUCIO.

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  2. andrea-lenzi 2 mesi fa

    la superstizione religiosa è un’offesa all’intelligenza ed un danno costante alla sociuetà civile; in particolare, la cattolica è ancora il vettore principale in occidente di omofobia, maschilismo ed intolleranza

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  3. andrea-lenzi 2 mesi fa

    per essere “buoni” non occorre alcuna superstizione religiosa, mentre la storia chiaramente e senza dubbi mostra che la religione è terreno fertile per l’intolleranza: non a caso ogni partito conservatore del mondo con “valori” religiosi al suo centro, supporta leggi omofobe, maschiliste ed impone i propri valori sulla società civile con violenza, esplicita (repressione iraniana; omelie pubbliche contro i gay in italia che hanno di fatto incitato alla violenza) o sottile (simboli religiosi e campane imposti a tutti per marcare il terriorio come fanno i cani con la pipì; ai consultori antiaborto è permesso stare aperti negli orari di ricevimento dei reparti dove si abortisce; la rete di obiettori di coscienza che rende difficile abortire in alcune regioni e le donne si devono spostare, abbandonando la famiglia)

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  4. andrea-lenzi 2 mesi fa

    Dipingere la religione come “buona” serve solamente a nutrire il cancro che è, che uccide leggi civili come l’eutanasia, il matrimonio egualitario, l’uso delle staminali embrionali e l’esazione delle giuste tasse sulle attività commerciali cattoliche (4 miliardi evasi all’anno).
    Senza contare che Berlusconi assunse senza concorso 13.800 insegnanti di religione che ci costano 1,2 miliradi all’anno e sono pura propaganda cattolica davanti agli occhi dei bimbi e ragazzi, che sono i più influenzabili.
    Basta, per favore

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  5. massimo-crispi 2 mesi fa

    Il fatto che nel vangelo ci siano alcuni enunciati di civiltà non fa automaticamente della religione cristiana un faro di civiltà. Anche perché comunque la bibbia, luogo di nefandezze estreme, viene sempre accolta nel bagaglio dottrinale dei cristianesimi.

    Anch’io dico basta a questa apologia del cattolicesimo che ha provocato arretratezze evidenti e nefaste per l’Europa e il mondo intero.
    Ciò si estende a tutte le altre religioni dogmatiche, islam e ebraismo inclusi, ugualmente colpevoli di genocidi e discriminazioni.
    Non ci sono chiese che siano “tolleranti”, orribile eufemismo per “sopportare” invece di “rispettare”. Tutti i credenti, di qualsiasi religione, sono ipocriti, inevitabilmente, perché si scontrano con una realtà in perenne contraddizione.

    Il papa, per esempio, è uno dei simboli di queste contraddizioni, ma lo sono pure gli imam e i rabbini, così come i reali d’Inghilterra, i patriarchi ortodossi eccetera. Il papa si arrampica sugli specchi perché dice sì alle unioni civili ma non al matrimonio omosessuale perché va contro il “sacramento” della Chiesa, come l’ha istituito il “Signore”. Il matrimonio esisteva anche prima dell’invenzione della Chiesa, per favore, smettiamola di dire corbellerie.

    Basta, Dio è morto da un bel po’, trovatevi qualche altro feticcio da adorare. Il cattolicesimo è sempre stato fonte di inciviltà e oscurantismo, basta apologie.

    Il fatto che un governo laico, di una repubblica laica, voglia ancora appendere crocifissi e fare presepi nelle scuole è intollerabile, così come è intollerabile giudicare e legiferare contro i diritti sessuali delle persone agitando levitici o dottrine varie.

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