Un santo a sovranità limitata

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9 Agosto 2020

Un episodio curioso della storia della Chiesa riguarda un santo, che definirei, a “santità territoriale delimitata”.

Battuta a parte, il personaggio in questione si chiama Carlo Magno, primo imperatore del Sacro Romano Impero e per alcuni anticipatore dell’unità europea.

Se cercate infatti Carlo Magno nel martirologio della Chiesa cattolica non lo trovate, mentre se avete la fortuna di capitare il 28 gennaio ad Aachen, cioè Aquisgrana capitale appunto dell’impero carolingio, scoprirete che, nella splendida cattedrale cittadina, con un solenne pontificale viene commemorato proprio lui, San Carlo Magno.

Ci si chiederà come mai ?

La storia prende avvio nel lontano 1165 e protagonista ne è quel Federico Barbarossa, ossessionato dall’idea imperiale che, nella battaglia di Legnano, fu sonoramente “legnato” dai comuni della Lega lombarda sostenuti dal papa e finanziati, orrore per i leghisti padani, proprio dal re di Sicilia. In quell’anno, l’imperatore tedesco, per evidenti ragioni politiche, decise di farsi un santo a suo uso e consumo.

Fece, dunque, riaprire il sarcofago del fondatore dell’impero e, approfittando dell’amicizia con l’antipapa Pasquale III – posto dallo stesso Federico sulla cattedra di Pietro dopo averne scacciato il legittimo titolare – procedette personalmente alla canonizzazione del grande imperatore pronunciando queste parole : “Lui che ha condotto una santissima vita e che si è riunito a Dio dopo una pura confessione e una vera penitenza e che dunque crediamo sia stato incoronato in cielo santo confessore fra i santi confessori … con l’accordo e l’autorizzazione del signore papa Pasquale e con il consenso di tutti i nostri principi, laici ed ecclesiastici, Noi abbiamo tenuto una solenne assemblea in Aquisgrana per esaltare e canonizzare il suo santissimo corpo”.

Naturalmente la cosa non piacque a Roma e quando l’antipapa Pasquale III lasciò questo mondo e ritornò il legittimo papa- per opportuna informazione si trattava del grande Alessandro III che sarebbe stato il protagonista della pace di Venezia – quel decreto venne dichiarato illegittimo. Tuttavia, proprio perché il culto che si era ormai consolidato nella città tedesca, lo stesso Alessandro, e i suoi successori, per non scontentare gli abitanti di Aquisgrana chiusero un occhio su questa irritualità liturgica.

Anche in Sicilia, nella parte occidentale della provincia di Messina, si pratica il culto di un santo non canonico – si tratta Costantino il Grande l’imperatore che legittimò il culto Cristiano nell’impero romano – a cui è dedicata, perfino, una chiesa.

TAG: Canonizzazione, Carlo Magno, Federico Barbarossa
CAT: Religione, Storia

Un commento

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  1. marcogiov 4 mesi fa

    Costantino è considerato santo dalla Chiesa ortodossa, non solo in provincia di Messina. Non stupisce che dalle nostre parti l’abbiano considerato tale solo dove l’influenza bizantina è stata forte, del resto è quello che ha degradato l’Italia, portando altrove il centro più importante dell’Impero.

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