Clima

Emergenza maltempo

31 Agosto 2025

L’Italia è la nazione europea con la più alta esposizione al rischio alluvionale e la proporzione di eventi estremi è aumentata esponenzialmente negli ultimi vent’anni, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici. L’estrema variabilità geografica e climatica del nostro Paese fa sì che ci siano regioni interessate da piogge abbondanti ed altre dove la quantità di pioggia annuale è notevolmente ridotta spesso con inversioni di tendenza tra il Nord e il Sud della penisola. Una delle zone con minor piovosità del territorio nazionale è situata nella provincia di Aosta e Bolzano, il cui deficit di pioggia è causato dalle grandi catene montuose dell’arco alpino e prealpino che, sebbene le precipitazioni nevose, determina talvolta la formazione di zone aride e lunghi periodi di siccità.

Il problema che emerge negli ultimi tempi è quello rappresentato da eventi meteorologici calamitosi, dove estati insolitamente piovose causano inondazioni in aree dove annualmente le precipitazioni non sono così abbondanti, dove può cadere in un breve intervallo di tempo la quantità di pioggia che cade normalmente in uno o più mesi, fenomeni che oltre a causare fenomeni di dissesto idrogeologico sono causa di morti e problemi economici ingenti. Salutato Caronte, gli ultimi scorci d’estate si alternano tra ondate di caldo estremo e precipitazioni: il Nord Italia sta sperimentando precipitazioni di alta frequenza di origine atlantica con quantità di pioggia che normalmente si registrano in un anno mentre al Sud il caldo, ancora elevato, ha un impatto significativamente negativo sulla disponibilità di riserve idriche di molte regioni che, nonostante le ondate di siccità sempre più marcate e la variabilità stagionale, dispongono di riserve d’acqua naturali che però non si riescono a garantire in modo equo e sostenibile. Inondazioni e frane causate dagli eventi piovosi interessano di conseguenza diverse aree della nostra penisola come abbiamo assistito in Emilia Romagna nel maggio del 2023 e a settembre del 2024, alle prese con la devastazione dell’acqua: tutte le regioni d’Italia hanno partecipato con interventi di aiuto alla popolazione emiliana, altrettante sono state le raccolte fondi attivate per sostenere le persone, le comunità e le regioni colpite per ripristinare i trasporti ferroviari, gli argini dei fiumi e le aziende agricole che persero interi raccolti.

Purtroppo anche dinanzi a questi eventi calamitosi, fake news dilagano con notizie che diffondono la disinformazione, come sostenuto da Umberto Eco “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano senza danneggiare la collettività ma venivano subito messi a tacere”. Aspetti televisivi alimentano panico e confusione in chi osserva immagini con i post e i social media che aiutano a rendere virale ciò che a volte non corrisponde alla realtà dei fatti, perché quando diventa notizia, il confine tra realtà e finzione diventa sfocato, imperversa la sindrome del complotto e proliferano bufale, circolano in TV immagini decontestualizzate risalenti ad altri eventi che riprendono snodi ferroviari allagati quando in realtà i treni circolano quasi regolarmente. Spesso si fa riferimento ad immagini drammatiche a ricordo della città di Matera nel 2019 quando, a causa del violento nubifragio riversato sulle coste dello Ionio, un temporale ha messo a dura prova la città, trasformando le strade in torrenti, causando l’allagamento di abitazioni, negozi e scantinati. Ma da Nord a Sud, la fotografia dell’Italia parla chiaro, la penisola si dimena tra caldo e pioggia ed espone a domande lecite e risposte scontate sui cambiamenti climatici con cui dobbiamo convivere e l’impatto del riscaldamento globale già evidente.

Le attività umane influenzano sempre di più il clima e la temperatura della Terra e per recuperare il salvabile a livello globale, nel lontano 2015, con l’Accordo di Parigi, i paesi dell’UE hanno firmato l’accordo con l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro livelli sicuri, temperature al di sotto di 2° centigradi e limitare l’inquinamento atmosferico, in particolare nelle città, per raggiungere la neutralità climatica “simbolicamente” entro il 2050. La comunità scientifica, avvalendosi di modelli matematici sempre più accurati, offre dati certi e proiezioni di scenari futuri che dovrebbero indurci a riflettere, il clima del Pianeta sta mutando senza sosta e tutto questo ha un costo e ripercussioni endemiche che, partendo dai fenomeni di inondazioni o siccità, possono causare la diffusione di nuove malattie e mettere a rischio interi ecosistemi. Menzionare le api non è un caso perché questi insetti impollinatori sono a rischio, e i cambiamenti climatici sono un altro tassello di questo triste puzzle perché influiscono sui cicli di vita di questi fondamentali piccoli-grandi esseri che giocano un ruolo essenziale nell’impollinazione delle piante, le nostre migliori alleate nella lotta al cambiamento climatico, a beneficio del nostro Pianeta.

Le conseguenze del cambiamento climatico rappresentano il principale pericolo da qui a 10 anni, al momento soltanto gli effetti delle guerre in corso preoccupano di più, l’apprensione verso i cambiamenti climatici attraversa peraltro tutte le generazioni: è al primo posto tra gli under 30 e al secondo posto – dopo le guerre – in tutte le altre fasce d’età, fino a oltre i 70 anni. Purtroppo la disinformazione e l’utilizzo spropositato dell’Intelligenza Artificiale avanzano. Quest’ultima pur offrendo soluzioni innovative dinanzi alle questioni ambientali, è capace di alimentare il negazionismo climatico. Slogan sull’IA impazzano con pubblicità ingannevoli ovvero “ L’Intelligenza Artificiale salverà il pianeta”, probabilmente si stanno sviluppando piattaforme capaci di monitorare lo scioglimento degli iceberg e la deforestazione, identificare l’inquinamento e prevedere gli eventi meteorologici estremi, ma è sempre più riportato sui quotidiani americani e britannici, come il Guardian , che la tecnologia porterà a un crescente utilizzo di energia e una progressiva proliferazione di falsità sulle scienze del clima. A livello generale, l’Agenzia Internazionale per l’Energia stima che l’utilizzo di energia dai data center che alimentano l’intelligenza artificiale raddoppierà nel giro dei prossimi due anni, arrivando a un consumo pari a quello del Giappone.

E visto che l’intelligenza artificiale si insinua ormai in ogni contesto concreto e di fantascienza, con il cinema italiano pronto a combatterne l’utilizzo perchè appassionato a ogni tradizionalismo, è utile ricordare come questo mondo virtuale ha spesso trattato i temi legati all’ambiente. Seppur in tono allarmistico o catastrofistico, negli ultimi anni i toni si sono fatti via via più seri e pensati per far riflettere gli spettatori sulla dicotomia del clima che alterna pioggia incessante e siccità estrema: si va da “…e la Terra prese fuoco” (1961) che racconta un pianeta che sta diventando inospitale a causa dei cambiamenti climatici dovuti proprio dall’azione dell’uomo e non ultimo “Ice and the Sky” (2015) che racconta la storia del climatolo Claude Lorius, colui che già nel 1957 partì per studiare il ghiaccio antartico interessandosi del riscaldamento globale e delle sue conseguenze per il pianeta.

Tuttavia, anche senza emulare le orme di Angelina Jolie che, per pubblicità o per impegno in qualità di testimonial di una campagna di sensibilizzazione circa il rischio di estinzione delle api, non andremo in giro con il volto coperto di api ma ognuno di noi può dare un contributo personale alla grande sfida che l’umanità deve affrontare il prima possibile per assicurarci un futuro e assicurarlo al pianeta entro il 2050: armiamoci e partiamo!

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è un progetto di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.