Venezia, nudi alla meta (cronache del degrado)

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2 Agosto 2017

 

Due turisti inglesi vengono sorpresi all’alba, mentre dormono, completamente nudi, sul pontile di un albergo.
A Venezia, naturalmente.
Chi li scopre è un trasportatore che deve ormeggiare il suo barcone proprio al pontile utilizzato impropriamente dai due.
L’uomo non crede ai suoi occhi. Riprende la scena con il telefonino, poi sveglia i dormienti e li invita ad andarsene.
I due si rivestono con tutta calma e si allontanano.
L’episodio non è isolato.

C’è una piccola percentuale di turisti che ritiene la città semplicemente un parco a tema, una specie di Disneyland, un posto in cui si può decidere, a seconda del tempo atmosferico e dell’estro del momento, di vestirsi del tutto, o solo in parte ( sempre più frequenti gli avvistamenti di persone in costume da bagno) oppure per niente.
Il mese scorso sono stato al mare in Istria frequentando le spiagge di un grande e bellissimo parco, quello di Kamenjak, vicino a Premantura.
Anche là funzionava come a Venezia : i frequentatori del parco avevano a loro disposizione la stessa gamma di comportamenti, per quanto riguarda il vestiario, che sembrano attribuirsi alcuni turisti veneziani.
Peccato che quello che è normalissimo in una spiaggia risulti improprio e insultante in una città.
È un discorso all’antica? Superato? Bigotto?
No.
È sbagliato attribuire a discorsi come questi, molto diffusi tra i residenti, motivazioni etiche.
Quello che comportamenti come questi – e molti altri ancora – vedi le gare di tuffo nei canali, i pic nic sui gradini delle chiese o sulle fondamenta, le corse in bicicletta per le calli – mettono in luce, è una sottrazione di identità.
Dopo aver vissuto per tantissimi anni in una città, averci cresciuto i figli e pagato le tasse, hai ingenuamente pensato che quella città fosse anche un po’ tua.

E oggi ti accorgi che l’intruso, l’alieno rischi di essere tu.
E sai anche che nessuna forza politica fino ad oggi, tra quelle che si sono succedute al governo della città negli ultimi decenni, ha mai fatto qualcosa di efficace per contrastare questa deriva.
Qualcuno, in compenso, ha già ipotizzato una data (2030? 2050?) in cui il problema non si porrà più : per quella data a Venezia non ci saranno più residenti. Negli ultimi 40 anni si è passati da 125.000 a meno di 55.000 residenti nel centro storico, mentre le presenze turistiche sono passate, nello stesso periodo, da 10 a 30 milioni.

Come a dire che ogni giorno in città si trova in media un numero di turisti superiore a quello dei residenti, con giornate particolari in cui il rapporto turisti/residenti sfiora il 3 a 1!

P.S. La seconda data ipotizzata per la completa estinzione dei residenti nel centro storico (2050) non mi spaventa più di tanto. È così in là nel tempo che mi consente di sperare – in alternativa – in due scenari possibili: non assistere al fenomeno oppure, se sarò ancora in vita, non essere più attrezzato, in termini di lucidità mentale, per percepirlo.

 

TAG: Turismo selvaggio, venezia
CAT: tutela del territorio, Venezia

Un commento

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  1. marco-baudino 3 anni fa

    Povera umanità… Belle le conclusioni. Non ci resta che… Ridere. Per non piangere.
    Ps: incredibile che l’imbarbarimento dell’educazione sia “giustificato” dalla libertà… Ma non era che la mia libertà finisce quando inizia quella degli altri? Che necessità di tornare ai sani principi di una volta, in cui i doveri erano più importanti dei diritti. Ma come ci insegna Pirandello, così e’, se “ci” pare….

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