Andrea
Gilardoni

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Docente di filosofia, etica e scienze umane presso la Scuola Europea di Francoforte, interpreta il progetto degli Stati Generali nel senso dell’educazione alla convivenza civile. Ritiene che per fare buona informazione in Italia occorra esercitare (potenziandolo) il diritto-dovere preliminare di chiunque ambisca a diventare un cittadino attivo: ragionare correttamente (per tentativi ed errori) e argomentare in [...] modo leale e senza preconcetti. Come insegnante, insieme ai suoi studenti ha in parte rivoluzionato la didattica della filosofia (diventata palestra di argomentazione) e della storia (diventata palestra di cittadinanza); collaboratore a più riprese dell’Università degli Studi di Milano e di Milano-Bicocca, ha contribuito a formare sul campo le ultime generazioni di docenti pubblicando, tra le altre cose, un manuale per la loro autoformazione: Logica e argomentazione. Un prontuario (Milano, 2008). Collaborando con diverse istituzioni, italiane e straniere, per l’insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera, ha potuto mettere in pratica le sue competenze come traduttore, curatore o collaboratore di collane editoriali, coautore di dizionari. Per l’editore Mimesis ha curato la traduzione di uno dei più importanti testi sul bilinguismo (François Grosjean, Bilinguismo. Miti e realtà, Milano 2014).

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Ultimi commenti

Pubblicato il 24/01/2019

in: Il "nuovo" Esame di Stato

Grazie dell'articolo. Bisognerebbe provare a ripensare il tema argomentativo sulla base di un percorso che sviluppi le capacità di critica, prova, confutazione, proprio per non appiattirlo, come invece paventi tu. E le griglie non sono mai state troppo vincolanti, per la verità. Ma i docenti saranno in grado di formare al pensiero critico? Questa è [...] la sfida.

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Pubblicato il 01/11/2017

in: Sebben che siamo donne...(2)

Ma cosa stavi cercando di dire? Che bisogna differenziare tra donna e donna? E poi?

Pubblicato il 29/10/2017

in: No, i videogiochi violenti non aumentano la criminalità (quindi non ditelo più)

Per la verita', dopo aver effettuato una ricerca, non ancora sistematica, su alcune riviste di psicologia intorno al collegamento tra videogiochi violenti e comportamento violento, la vostra posizione mi sembra quantomeno controversa. Suggerisco di provare a confrontarvi con la tesi opposta e con le prove a suo favore. Siete forse vittime del confirmation bias. [...] Quanto poi all'imperativo contenuto nel titolo: e' la negazione di ogni libera ricerca. Peccato. Sarebbe invece interessante vedere se ci sono differenze metodologiche tra la tesi affermativa e quella negativa.

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