Andrea
Liberovici

bio

“Il primo amore, del tutto platonico, aveva una voce acutissima che non so per quale ragione mi dava molto fastidio. Nel giro di poco ho capito che, almeno per me, l'amore può esser cieco... ma non sordo. Forse è anche per questo che ho cominciato a fare musica fin da piccolissimo.“ Andrea Liberovici (1962) ha studiato [...] al Conservatorio di Venezia e alla Scuola di Recitazione di Genova. Nel 1996 fonda con Edoardo Sanguineti il Teatro del Suono intendendo la disciplina teatrale un ottimo “metodo“ per approfondire la composizione. "Il teatro, al contrario di tutte le altre discipline artistiche, ti costringe a pensare all'altro. Al “perché e al per chi“ scrivi, liberandoti di conseguenza dalle gabbie degli stili: anche perché, se non c'è nulla da dire, nessuno stile ci salverà.“. www.liberovici.it

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Ultimi commenti

Pubblicato il 06/05/2020

in: Cartoline Acustiche da Venezia #09 Sophia's loop

caro Dino scusami se ti rispondo con questo ritardo ma ho visto solo ora il tuo post. Innanzitutto grazie! Mi fanno veramente molto piacere le tue riflessioni e se, come in questo caso, mi riguardano non posso che esserne lusingato! Credo anch'io che molta dell'oscurità violenta che ci circonda sia l'effetto di una grande paura. [...] Abbiamo vissuto all'interno di un modello culturale delirante che ora, con le ultime affermazioni di Trump, si rivela (per chi non l'avesse ancora capito) per quello che è: prima gli americani? (italiani, francesi ecc.) No: prima il denaro. Stop. Molto più importante il fatturato che la tua vita. Sembra fin troppo ovvio e probabilmente lo è ma evidentemente il modello “tornare come prima“ gran parte di noi lo ritiene ineluttabile e quindi rassicurante come il sorgere del sole...gli “artisti“ più ancora dei filosofi, a parte i filosofi artisti, dovrebbero in quanto tali rivelare il mondo nascosto e non adulare supinamente il simulacro imbellettato... nulla di nuovo ovviamente ma la percezione che questo periodo, dal punto di vista delle arti, sia di una modestia impressionante credo sia percezione condivisa. Nel mio minuscolo contributo ho immaginato le “cartoline acustiche“ come piccola crepa nell'immagine satura di una città/icona... potenzialmente prototipo (Venezia) di una città futura dove le persone, camminando per strada, si guarderanno negli occhi... un fortissimo abbraccio Dino e spero a presto e nella realtà! A.

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Pubblicato il 09/03/2020

in: cartoline acustiche da venezia #01

ciao ti ringrazio per il tuo interesse: dunque non sono un documentarista, professione stimatissima, ma un compositore e quindi faccio musica, a volte con strumenti convenzionali, a volte con l'elettroacustica altre volte utilizzando il suono di una matita che cade a terra. Trovo molto interessante che tu ti senta emotivamente molto più toccato da un [...] suono registrato che, bada bene anch'esso “suono“ d'autore visto che l'ha scelto, registrato ecc. (il documentarista è nei fatti un autore), rispetto ad un suono ampiamente “lavorato“ ma questa è una questione di gusti. Personalmente ciò che ritieni disturbante perché “palesemente non diegetico“ è esattamente uno dei miei obiettivi : porre delle “trappole“ all'interno di un suono “ovvio“ al fine di attivare un ascolto più attento...

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Pubblicato il 02/03/2020

in: venezia e il ponte dei...respiri

federico pur non essendo un settantenne ho vissuto a Venezia dal 1964 in poi per i miei primi 20 anni e ti posso garantire, senza particolari nostalgie, che non era affatto affollata e comunque i “foresti“ , nel caso , ti fermavano per chiederti come arrivare all'Accademia o San Marco adesso, se va [...] bene, ti chiedono dov'è Prada. Nulla contro Prada ma la trasformazione della città è stata enorme e non guidata. Se la immagini come “museo“ devi trattarla come tale. Peraltro all'epoca i palazzi potevano esser ristrutturati con molte agevolazioni cosa che ora non esiste più da un pezzo. Parliamone quando vuoi in vaporetto... ma dev'esser un tragitto lungo... a presto! a

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VeneziAcustica / Renzo Piano _ 2

Andrea Liberovici Pubblicato - 21/Giu/2020

A.L Nel 1984 a Venezia, prodotto dal Teatro alla Scala, dalla Biennale Musica, e con la collaborazione del Comune di Venezia, andò in scena Prometeo. Tragedia dell’ascolto di Luigi Nono. I testi erano a cura di Massimo Cacciari, la direzione di Claudio Abbado, le luci di Emilio Vedova, e c’erano ovviamente tantissimi altri artisti coinvolti. [...]

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