Alessandro
Balduzzi

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Laureato presso la SSLMIT di Trieste e l'Orientale di Napoli. Ha studiato e lavorato in Austria, Russia, Marocco e Libano. Collabora con Agenzia Nova e con varie testate tra cui Limes - Rivista italiana di geopolitica occupandosi perlopiù di Medio Oriente.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 22/04/2020

in: E così morimmo due volte: cronache dalla Val Seriana

Buongiorno Gianmario! innanzitutto, spero che il pezzo le sia piaciuto. Sono completamente d'accordo con lei sul fatto che è necessario contestualizzare i tagli e le scelte in merito di piccoli ospedali e sanità territoriale. Non l'ho fatto nel pezzo perché sarebbe stato fuori posto in un articolo di stampo per lo più narrativo. Nel caso specifico, [...] il reparto di maternità in questione coprirebbe un'area sì poco popolosa, ma piuttosto ampia e mal collegata, il che significa che una partoriente alle prese con una gestazione problematica deve anche farsi una cinquantina di chilometri di strade piuttosto tortuose e strette. In secondo luogo, la chiusura della maternità nel citato nosocomio di Piario è stata decisa dopo che - per pressioni anche politiche - era stata esclusa quella dello stesso reparto all'ospedale di Alzano Lombardo, il quale - in tempi ancora lontani dalla cattiva gestione della pandemia - si trova a pochi chilometri dagli ospedali di Bergamo. Ribadisco che concordo sulla necessità di accorpamento laddove possibile (e penso non solo alla sanità, ma anche alla parcellizzazione delle università e alla fusione tra i piccoli comuni) e mi scuso per aver buttato un po' lì la questione del mio piccolo ospedale di montagna. Grazie ancora!

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Pubblicato il 22/04/2020

in: E così morimmo due volte: cronache dalla Val Seriana

Buongiorno Gianmario! innanzitutto, spero che il pezzo le sia piaciuto. Sono completamente d'accordo con lei sul fatto che è necessario contestualizzare i tagli e le scelte in merito di piccoli ospedali e sanità territoriale. Non l'ho fatto nel pezzo perché sarebbe stato fuori posto in un articolo di stampo per lo più narrativo. Nel caso specifico, [...] il reparto di maternità in questione coprirebbe un'area sì poco popolosa, ma piuttosto ampia e mal collegata, il che significa che una partoriente alle prese con una gestazione problematica deve anche farsi una cinquantina di chilometri di strade piuttosto tortuose e strette. In secondo luogo, la chiusura della maternità nel citato nosocomio di Piario è stata decisa dopo che - per pressioni anche politiche - era stata esclusa quella dello stesso reparto all'ospedale di Alzano Lombardo, il quale - in tempi ancora lontani dalla cattiva gestione della pandemia - si trova a pochi chilometri dagli ospedali di Bergamo. Ribadisco che concordo sulla necessità di accorpamento laddove possibile (e penso non solo alla sanità, ma anche alla parcellizzazione delle università e alla fusione tra i piccoli comuni) e mi scuso per aver buttato un po' lì la questione del mio piccolo ospedale di montagna. Grazie ancora!

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