Carlo Maria
Miele

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Nato nello stesso anno dei Joy Division e dell’Apple II. Giornalista e cultore della materia calcistica. Ha studiato Scienze Internazionali all'€™Orientale di Napoli e Comunicazione alla Luiss di Roma. Ha scritto di esteri per il Manifesto, Liberazione e Osservatorio Iraq. Ha lavorato come cronista per la Città di Salerno, Repubblica Napoli, Linkiesta e Italia Oggi. [...]

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  • 1° Contenuto Gennaio 2015

Ultimi commenti

Pubblicato il 25/11/2015

in: Se anche l’Ansa si mette a fare (e male) propaganda anti-rom

Si sostiene che sia la stessa persona (il titolo è "miracolo a Milano, la mendicante guarisce e comincia a camminare") ed è verosimile che lo sia. Ma il video non dimostra nulla, non vi è traccia della miracolosa guarigione.

Pubblicato il 01/09/2015

in: Per i giornali lo straniero “cattivo” fa sempre più notizia di quello "buono”

Nel merito ti posso dire che qui non si cerca di dimostrare niente. si mettono a confronto due modi di titolare fatti di cronaca, mettendo in risalto o meno una caratteristica del protagonista dei fatti stessi. Non c'entra la presunto schieramento politico delle testate, lo fanno tutti. Ancora, il fatto che si tratti delle edizioni [...] online e non di quelle cartacee è semmai una aggravante, visto che sono proprio quelli gli articoli più letti e condivisi, che contribuiscono a formare l'opinione pubblica, mentre i giornali oggi hanno un carattere sempre più residuale. Sulle tue considerazioni politiche, invece, mi astengo da commenti.

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Pubblicato il 27/04/2015

in: Davvero volete il modello inglese negli stadi? Allora scordatevi la Thatcher

In assoluto, sì (il prezzo medio del biglietto più economico è poco più alto di quello tedesco e pari alla metà di quello inglese) ma non lo è se rapportato al basso livello degli stadi e dello spettacolo in campo. Ma qui non si tratta di preservare l'esistente, ma di capire se davvero il modello [...] inglese è quello a cui ambire, e soprattutto di fare un po' di chiarezza su alcune leggende che lo circondano.

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Pubblicato il 29/01/2015

in: Il Coni, l'Italia del rugby, e la memoria rimossa del fascismo

nel senso che hanno davvero condannato (non rimosso) il proprio passato e non permettono a nessuno di riproporlo, nemmeno sotto forma di farsa. Proprio a proposito di Pegida, che tra l'altro al momento è un gruppo davvero minoritario: il suo leader un paio di settimane fa si è fatto riprendere truccato da Fuhrer ed è [...] stato subito costretto a dimettersi sotto la pressione di media e opinione pubblica. Se fosse successo in Italia, se la sarebbe cavata con una bella risata. Da noi chiunque può rivalutare Mussolini e il fascismo. Qualche anno fa lo ha fatto anche un ex premier.

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Pubblicato il 29/01/2015

in: Il Coni, l'Italia del rugby, e la memoria rimossa del fascismo

Paolo, sono d'accordo sul fatto che la responsabilità vada attribuita in gran parte del Coni, che da tempo (non è la prima volta) ha preso l'abitudine di fare foto ricordo davanti al quadro di Montanarini. Ciò non toglie che gli invitati di turno hanno sempre la possibilità di sottrarsi. E' piuttosto evidente quello che hanno [...] alle spalle, o no?

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