Dino
Villatico

bio

Nato a Roma nel 1941, sotto il segno del Toro, il segno di Machiavelli, di Shakespeare, Brahms, Čaijkovskij, Marx, Lenin, ma anche quello di Roma, dell'Italia e della Grecia, l'animale sacro a Dioniso. Fino ai 15 anni ha frequentato le scuole argentine a Bahía Blanca, Provincia di Buenos Aires. Sempre in Argentina ha cominciato gli [...] studi musicali, proseguiti al rientro in Italia, dove ha frequentato anche il liceo classico e poi Lettere all'Università. Ha scritto racconti, testi teatrali, romanzi ed è stato docente di storia della musica nei conservatori: dapprima ad Avellino, poi a Firenze, infine a Venezia. Ha collaborato con la Repubblica in qualità di critico musicale. Oggi continua a scrivere critica musicale e altri scritti di vario genere. Latino e greco non sono per lui lingue morte.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 23/06/2018

in: Togliamo voce alla campagna elettorale permanente di Matteo Salvini

Mi dispiace, ma non sono d'accordo. Togliere la voce è esattamente che ciò che sta nelle idee di Salvini. E non è rispondendo con le stesse idee che si combattono quelle idee. Bisogna far capire alla gente che la democrazia è un'altra cosa. Non c'è altra via, se si vuole restare in una lotta politica [...] democratica. Ma mi accorgo che la voglia di zittire l'avversario è diffusissima, non è prerogativa leghista, fascista, o pentastellata. Circola dappertutto, soprattutto sui social, bannano e hanno risolto il problema. E' particolarmente radicata proprio dove non dovrebbe mai attecchire, nella sinistra, e in particolar modo, nella sinistra radicale.

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Pubblicato il 15/06/2018

in: Roma: ci mancava via Almirante

Temo che non sia solo da rendere a ridere. Magari! Un brutto segno. Che potrebbe destare voglia d'imitazione. Anzi, in qualche cittadina del Lazio già c'è una via Almirante, per esempio a Sacrofano - ricordate? c'entrava con mafia capitale, qualcuno viveva lì - ma sarebbe cecità circoscriverlo al Lazio (magari!): la fregola la si subodora [...] in tutta l'Italia, non vi pare?

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Pubblicato il 29/05/2018

in: Mattarella uno di noi

Perfetto! Concordo, dalla a alla z. E meno male non solo che c'è una Costituzione. Ma che c'è chi la conosce e sa come applicarla.

Pubblicato il 25/05/2018

in: Più schiumate rabbia e rancore, più quel governo lì se la riderà di voi

Silvia, io l'ho già elaborato, nel senso che non ho mai sentito un lutto, ma, se mai, un senso di liberazione. Il problema è un altro. Ma c'è da decenni. Quale sinistra inventarsi, nutrire, appoggiare? Quando ci si chiede la ragione dell'astensionismo, ci si chieda anche se - magari non proprio numericamente - non corrisponda [...] alla scomparsa di una sinistra. I nuovi "barbari" non sono per niente nuovi. Ci sono sempre stati, ma dispersi e mediati dai partiti. Ora sono saliti al potere. Non per disprezzo, maper constatazione, barbari erano, sono, e resteranno. Impolitici. Ma eredi perfetti del'impolitica che negli ultimi decenni hanno condotto avanti i politici patentati. Quasi un vicolo cieco. E ci siamo dentro tutti, volenti e nolenti. Inutile farsi sensibile alle puzze. E' questa la bolgia in cui dobbiamo muoverci. Se ci riusciamo.

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