Dino
Villatico

bio

Nato a Roma nel 1941, sotto il segno del Toro, il segno di Machiavelli, di Shakespeare, Brahms, Čaijkovskij, Marx, Lenin, ma anche quello di Roma, dell'Italia e della Grecia, l'animale sacro a Dioniso. Fino ai 15 anni ha frequentato le scuole argentine a Bahía Blanca, Provincia di Buenos Aires. Sempre in Argentina ha cominciato gli [...] studi musicali, proseguiti al rientro in Italia, dove ha frequentato anche il liceo classico e poi Lettere all'Università. Ha scritto racconti, testi teatrali, romanzi ed è stato docente di storia della musica nei conservatori: dapprima ad Avellino, poi a Firenze, infine a Venezia. Ha collaborato con la Repubblica in qualità di critico musicale. Oggi continua a scrivere critica musicale e altri scritti di vario genere. Latino e greco non sono per lui lingue morte.

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BIO

Ultimi commenti

Pubblicato il 22/02/2019

in: La libertà di culto non vale per i satanisti?

Il filo logico non è proprio coerentissimo, ma nel complesso la tesi è condivisibile. Credo che in realtà sia proprio la violenza il discrimine che renda accettabile o inaccettabile un culto. Anche se praticato all'interno di religioni accettate.

Pubblicato il 22/02/2019

in: La Cassazione e l'Italia omofoba

Alding, ma da dove trai questa tua convinzione di una discriminazione in Italia nei confronti di chi omosessuale non è? Abbiamo le unioni civili, ma non il "matrimonio", come in altri paesi, anche cattolici (il Messico per esempio). Chi è, allora, il discriminato? Condivido dall'a alla z quanto scrive Nicola Mondini.

Pubblicato il 24/01/2019

in: La parola comunista

Lina. gli equivoci erano dei comunisti o dei non comunisti quando parlavano, e parlano, dei comunisti? Credo che qui stia il problema. Ha ragione Roberto Gnech.

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