Giovanni
Pastore

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Giovanni Pastore, amministratore di società attive nel settore immobiliare, prima di fare l’imprenditore ha collaborato per alcuni anni, tenendo corsi e seguendo tesi di laurea con il Prof. Raimondo Luraghi, grande storico e, forse ancora più importante, grande testimone della storia (ufficiale nella guerra, comandante del presidio al colle di Tenda nell’estate del 1943, partigiano [...] azionista della prima ora). Da fine agosto 1943, vedeva, dalla fortificazione di Tenda, i carri armati e le truppe tedesche passare dalla Francia occupata all’Italia, senza riuscire a trovare nei comandi militari qualcuno a cui riferire e ricevere ordini sul da farsi. Nella sostanza la classe dirigente italiana non cambia mai.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 14/12/2020

in: Più ricchi a sinistra, più poveri a destra

Concordo su Benessere vs. Malessere, avendone un'esperienza personale di nato e cresciuto nella estrema periferia operaia, aver raggiunto un grande benessere, averlo perso nella crisi post 2008.Trovo molto interessante il lavoro sviluppato dall'IPSOS, vorrei conoscerlo meglio perchè i risultati combaciano con la ricerca che sto facendo. Se potete contattarmi:gpastore.gp@gmil.com

Pubblicato il 02/08/2019

in: Le esecuzioni immobiliari sono un fallimento anzitutto per i creditori

Sign. Bonini sono molto interessato al metodo da lei indicato. che anche noi abbiamo cercato di applicare, pur in presenza di un rifiuto "ideologico" da parte di molti GE mi piacerebbe approfondire. può scrivermi a segreteria.favordebitoris@gmail.com? grazie

Pubblicato il 29/07/2019

in: Le esecuzioni immobiliari sono un fallimento anzitutto per i creditori

gentili olovaggi e lina arena I CREDITORI ROVINANO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI FAMIGLIE PER RECUPERARE IL 33% DEL LORO CREDITO, STATISTICHE INCONFUTABILI LO DIMOSTRANO. Il sistema sta collassando, il malaffare si diffonde, favorito da interpretazioni elastiche delle norme, la fiducia nella giustizia è distrutta da ordinanze a vantaggio esclusivo dei creditori. TUTTI: BANCHE, FONDI SPECULATIVI, CREDITORI [...] E DEBITORI DEVONO COOPERARE PER SOLUZIONI PIÙ EQUE. Ciò che sta succedendo era prevedibile ed è stato previsto già 18 mesi fa: “Il sistema bancario, che ha ispirato gli ultimi convulsi interventi” (Leggi 132/2015 e 119/2016) “premia la velocità sulla redditività e in tal modo viene favorito il creditore ipotecario di primo grado” penalizzando gli altri creditori e i debitori. “Si è dato spazio a una legislazione emergenziale della quale i giudici dell’esecuzione sono stati ispiratori, applicatori, interpreti, garanti e principali artefici.” “Ciò pone un problema non soltanto estetico, dai più ignorato: il giudice, terzo e imparziale per definizione, è il collaboratore stabile (ancorché “culturale”) del creditore professionale” tutti coloro che hanno a cuore l'equilibrio fra creditori e debitori dovrebbero collaborare. Vi invio la nostra mail segreteria.favordebitoris@gmail.com

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Pubblicato il 27/06/2019

in: In lode dei fondi speculativi: un'affermazione o una domanda?

Mi permetto di aggiungere soltanto due brevissime considerazioni storico sociali al documentato, e giustamente ironico, articolo dell'avvocato Crivellari. 1. Senza inutili dietrologie, ma semplicemente analizzando i fatti, si constata che in tutti gli altri paesi sviluppati la crisi bancaria è stata affrontata dallo stato nazionale che si è fatto carico dei crediti insoluti. Questa soluzione ha [...] permesso, COME FONDAMENTALE COROLLARIO, l’impostazione di iniziative legislative per la contemporanea esdebitazione delle famiglie e delle imprese. Per fare un solo esempio in Francia ogni anno 100.000 famiglie vengono esdebitate e rientrano nel normale circuito produttivo e finanziario. Solo l’Italia, per la strage di PMI è ancora lontana dai livelli economici del 2008. 2. in Italia, secondo una tradizione che risale all’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria, le famiglie e le imprese indebitate non sono come negli altri paesi sviluppati cittadini da tutelare nell’interesse nazionale, ma vacche da mungere, nella duplice forma di clienti delle banche tramite interessi usurari e come consumatori, tramite la vendita di titoli rischiosi e non controllati. Nel fatidico 2010 la Spagna (l'ultimo dei grandi paesi europei che ancora non aveva sterilizzato gli NPL) procedeva alla creazione di un fondo pubblico che assorbiva i crediti insoluti. Poteva così emettere un “codice delle Buone Prassi”: chi dovesse perdere per debiti la casa, dopo una lunga trafila di regole di salvaguardia, resta quantomeno completamente sdebitato. https://www.glistatigenerali.com/macroeconomia/gli-speculatori-si-arricchiscono-con-lespropriazione-delle-case-di-famiglia/ Sempre nel fatidico 2010/2011: • Bankitalia con le “Istruzioni”, stravolge la legge 108 del 1996, modifica i criteri di rilevazione del TEG e soprattutto introduce una nuova categoria per i tassi di usura: si tratta di “scoperto senza affidamento”. Famiglie e PMI si sono visti trasformare i finanziamenti in scoperti senza affidamento, con soglie usurarie e quindi possibile imposizione di interessi fino al 52% più elevate. I tassi applicabili ed applicati hanno spesso raggiunto il 30% annuo. Le banche hanno avuto grandi benefici sui bilanci, creandosi, a danno del sistema, crediti fittizi ed inesigibili nei confronti dei clienti. Questi crediti fittizi ed inesigibili, dopo aver sistemato per anni i bilanci delle banche, hanno massicciamente contribuito al crescere delle sofferenze, alla speculazione al ribasso sui titoli bancari e infine alla cessione delle sofferenze, ormai ingestibili, ai fondi speculativi. Si può valutare che i NPL delle banche italiane, costituiti per più di 1/3 da interessi maturati con questo sistema, siano in realtà allineati con quelli francesi e spagnoli. È una questione da studiare, solo una conferma dal Sole 24 ore del 30 aprile 2016: “Mps, Creval, Banco Popolare, Bp Vicenza Carige ricavano un quinto o più del margine d'interesse proprio da interessi maturati sui crediti in sofferenza.” • Le banche aggredite dalla crisi avevano disperato bisogno di soldi e emettevano titoli subordinati. Mario Draghi, allora governatore della Banca d'Italia: "ll nostro sistema bancario beneficia di un'ampia provvista al dettaglio, poco sensibile alla volatilità dei mercati”. Ma il problema di questa raccolta era il costo della raccolta in relazione al rischio. La Consob prevedeva che “Per illustrare il profilo di rischio di strutture complesse, è utile che l'intermediario produca al cliente anche le risultanze di analisi di scenario di rendimenti". Erano gli scenari probabilistici aboliti a inizio 2011, permettendo le truffe, ai danni dei consumatori, sulle obbligazioni subordinate oggi al vaglio dei tribunali.

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