Federico
Gnech

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Nato nel 1978 ad Agordo, non distante dalla sede di Luxottica, vivo da molti anni a Venezia. Ho fatto parte del non-profit culturale e lavorato all’organizzazione di eventi, uscendone malconcio, ma un po' meno fesso. Malato di politica in via di guarigione, praticone irrisolto, testimone secondario.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 09/02/2019

in: Un migrante (italiano) Megadirettore Galattico di Ernst & Young

Non capisco quale sia il punto del suo pezzo, Giovanniello. Nelle posizioni cosiddette apicali non ci potrà finire l'immigrato di queste ultime ondate, dice lei - sulla base di qualche misteriosa intuizione, perché non mi pare che lei si occupi di fenomeni migratori - ma non ci finirà nemmeno la maggior parte delle persone, anche [...] ben formate. Né qui, né negli States. E quindi? L'aneddotica sul self made man va benissimo, credo, per gli open day in Bocconi, ma per governare una società ci vuole altro. Lei descrive questa paperopoli in cui tra il supermanager e lo schiavo che raccoglie i pomodori non c'è nulla...anzi no, c'è il «cittadino medio», che non vuol mantenere i poveri disgraziati arrivati in gommone. Non le passa per la testa che una società appena decente darebbe la possibilità a quei disgraziati di diventare non «megadirettori galattici», ma «cittadini medi»?

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Pubblicato il 08/02/2019

in: Progressivismus-1 (...che si fa sabato?)

Arch. Rosa, lei scrive «Accade con una certa frequenza (e sempre più spesso purtroppo accadrà in futuro) di imbattersi in un reazionario povero». Perché «purtroppo»? Non la fanno contento queste masse di reazionari poveri che si uniscono a voi reazionari privilegiati? Ancora un piccolo sforzo e degli odiati progressisti potrete fare poltiglia. Lei con la [...] sua tastierina, altri con mezzi più cruenti. Si rassereni.

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