Federico
Gnech

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Nato nel 1978 ad Agordo, non distante dalla sede di Luxottica, vivo da molti anni a Venezia. Ho fatto parte del non-profit culturale e lavorato all’organizzazione di eventi, uscendone malconcio, ma un po' meno fesso. Malato di politica in via di guarigione, praticone irrisolto, testimone secondario.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 30/11/2019

in: Le banche che comprano e vendono immobili tradiscono la Costituzione

I "poveri costruttori" sarebbero poi gli stessi che dopo essersi comprati le varianti nei piani regolatori hanno costruito quartieri interi di case invendibili, finite ovviamente in pancia alle banche dopo che i "poveri costruttori" portavano i libri in tribunale, per la decima volta, fino al prossimo giro.

Pubblicato il 28/11/2019

in: La protesta ittica e i sociomacellati

Queste sardine mi stanno sempre più simpatiche. Tra i commenti dei lettori sul "Foglio" c'è qualche poveretto che li accusa di estremismo, addirittura tirando in ballo il pericolo della lotta armata (!!!), qui su GSG invece si parla di una blanda operazione da sinistra moderata, un giochetto del PD, ecc. En passant: mi piace sempre [...] di più questo nuovo corso della rivista, a metà tra il bollettino bordighista e l'ufficio stampa di confindustria :)))

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Pubblicato il 28/11/2019

in: Sardine, fine dell'ideale apartitico: a Modena endorsement per Bonaccini

È evidente che in Emilia le sardine saranno utili a tenere nel centrosinistra i malpancisti e chi ha davvero a cuore antirazzismo e questione umanitaria, visto che Bonaccini sembra invece strizzare un po' l'occhietto ai moderati (vedi la freddezza sullo ius soli). Mi sembra una tattica molto intelligente e molto produttiva, se l'obiettivo è evitare [...] che la regione finisca in mano alla destra peggiore. Mi sembra altresì evidente che l'operatore della pressa, qui sopra, appartenga inveve al partito del tanto peggio, tanto meglio.

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Pubblicato il 25/11/2019

in: Sardine e sardoni

Bellissimo pezzo, Alessandro. Da quarantenne anche troppo disincantato, condivido.

Pubblicato il 24/11/2019

in: Il massacro sociale dei debitori. Le riforme di Gianluigi Paragone

Avvocato Riccio, dal momento che siete amici, mi tolga una curiosità: perché Paragone non se torna alla casa madre, la Lega? Altra domanda: lei che si professa su queste pagine uomo di sinistra, perché ripone tanta fiducia in questa specie di destraccia sociale? Su Bramini mi taccio, è già stato sbugiardato a suo tempo.

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