Giorgio
Majorino

bio

Sono uno psicoanalista "ibrido" cioè cerco di raccogliere nei vari orientamenti materiali e ipotesi per il lavoro clinico e quindi, partendo da questi fare anche congetture un poco più approfondite sui fenomeni collettivi, andando aldilà di spiegazioni psicologiche solo descrittive. In altri termini facendo ipotesi sui meccanismi di base (o quelli che, provvisoriamente, riteniamo tali). [...] Oltre al lavoro clinico, ho partecipato a ricerche psicologico-sociali, attivita' peritali giudiziarie, insegnamento accademico. Ho pubblicato vari saggi su periodici culturali e scientifici e, nel 1992 il libro "Effetti psicologici della guerra", da Mondadori

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Ultimi commenti

Pubblicato il 23/08/2018

in: Psicopolitica: la cattiveria del leader legittima la cattiveria di ognuno

Lungi da me che io supporti Renzi ma il problema è quale significato diamo alla parola "cattiveria". Io, nel contesto, la definisco in termini di aggressività che da' piacere (sadismo). Piacere di far male a qualcuno, farlo soffrire, avere il potere su di lui, distruggerlo. Non credo (ma non si sa mai...)che qualche sostenitore di [...] Renzi abbia avuto un mezzo orgasmo alla notizia che con l'abrogazione dell'art.18 qualcuno si ritrovasse sul lastrico. Non credo (e l'esempio di Hitler è fuorviante) che in genere gli uomini politici siano "cattivi" e cioè sadici, bensì che la loro psicopatologia possa anche essere delinquenziale, proprio utilizzando le perversioni sado-masochistiche più o meno potenziali della gente, per rafforzare il proprio potere. Ovviamente la mia è una considerazione clinica (deformazione della professione...)

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Pubblicato il 26/07/2018

in: Folk psychology: la psicologia popolare intrisa di ideologie

Certo,certo. Ma gli stravolgimenti sintattici e grammaticali possono essere il tentativo snobbistico di trasformare lo scritto nel verbale, come fanno i ragazzi su social e cellulari (il che, alla mia eta', lo ammetto, e' un po' patetico...)

Pubblicato il 18/07/2018

in: aspetti caratteriali della discriminazione sociale

Certo. Ma io avevo indicato che la mancanza di empatia non e' l'unica variabile in gioco. Tra le altre una delle piu' 'potenti' e' data dalla persecutorieta ' paranoide, per la quale siamo costretti a vedere come nemico chi si contrappone. E cio' avviene sia per i 'buoni' che per i 'cattivi'. E poi ci [...] sono i fattori politici e cioe' l'utilizzazione di ideologie per preservare/aumentare il potere, ecc.La saluto caramente.

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