Giorgio
Majorino

bio

Sono stato uno psicoanalista "ibrido" che ha sempre cercato di raccogliere nei vari orientamenti, materiali e ipotesi per il lavoro clinico e quindi, partendo da questi fare anche congetture un poco più approfondite sui fenomeni collettivi, andando aldilà di spiegazioni psicologiche solo descrittive. In altri termini facendo ipotesi sui meccanismi di base (o quelli [...] che, provvisoriamente, riteniamo tali). Oltre al lavoro clinico, ho partecipato a ricerche psicologico-sociali, attivita' peritali giudiziarie, insegnamento accademico. Ho pubblicato vari saggi su periodici culturali e scientifici e, nel 1992 il libro "Effetti psicologici della guerra", da Mondadori. https://www.narrazionipsicoanal itiche.com

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Ultimi commenti

Pubblicato il 07/04/2020

in: Coronavirus: la psicologa sull'orlo di una crisi di nervi

Volevo dire che nei film con J.Wayne le cose si mettono prima male ma poi tutto finisce bene. Ma è giusto che rispetto ai toni trionfalistici delle riscosse morali e psicologiche e addirittura economiche(!), dell'ottimismo generale, la realtà presente e forse,purtroppo futura, è dark, non solo in senso depressivo, ma anche come completa cecità d [...] ciò che poi avverrà'

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Pubblicato il 14/03/2020

in: coronavirus: il diffondersi del pensiero critico

Si,d'accordo. C'e' da chiedersi se il tema dell'emergenza,fondamentale in questo tipo di eventi sara'poi utilizzato come emergenza cronica potenziale per porre restrizioni a diritti e liberta'.

Pubblicato il 29/02/2020

in: Fenomenologia della percezione del rischio

Sono perfettamente d'accordo. Farei solo delle osservazioni sul problema di un attuale narcisismo autoreferenziale e sulla componente biologica di comportamenti ed atteggiamenti. Quando Freud,con la solita noncuranza introdusse il termine narcisismo, da allora stiamo cercando di capire non solo quello che veramente volesse dire(noi analisti trattiamo le sue affermazioni come se fossero la Bibbia)ma anche [...] caratteristiche, funzionalità e indispensabilità di tale concetto. Preferirei per ora di una utilizzare termini come senso di identità o simili. Anche per non incorrere nel rafforzamento ideologicamente moralistico per il quale oggi siamo tutti egoisti (e in passato..?).Per quanto riguarda le basi neurofisiologiche delle nostre componenti psichiche ,dato per scontato ,per non partire per derive metafisiche, che il nostro substrato neurologico è alla base di comportamenti,atteggiamenti e sentimenti, sarei cauto nella costruzione di un modello di causalità diretta. Allo stato attuale delle nostre conoscenze biologiche e di quelle psichiche, la distanza tra biologia e psichicità è ancora enorme e necessita di una costruzione di modelli esplicativi molto complessi, che forse necessitano sia di strumentazioni tecniche che di paradigmi metodologici che per ora sembrano abbastanza grossolani. Per questo,noi che lavoriamo in campo clinico, preferiscono avere una concezione provvisoria semplificata della psichicità.Per esempio su questo "maledetto"corona virus,cerchiamo di utilizzare concetti quali persecutorietà paranoide e il "misterioso" sado-masochismo. Sono in ogni caso molto interessato al discorso dell'input-output dei flussi informativi. Mi chiedo se dobbiamo cercare anche a questo proposito se si possono ancora utilizzare modelli causali semplici o è ora di ricorrere a modelli multi causali (ovviamente,purtroppo di difficilissima gestione). Cordialmente Giorgio Majorino

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