Matteo
Gemolo

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Matteo Gemolo è un musicologo e flautista italiano. Laureato in Filosofia all'Università di Padova, in Musicologia all'Università Ca' Foscari di Venezia e in flauto traversiere al Conservatorio Reale di Bruxelles. In qualità di interprete e ricercatore il suo lavoro si situa in prima linea nella ricerca, studio ed esecuzione del repertorio contemporaneo per il traversiere. Di [...] origini veneziane, vive da 8 anni a Bruxelles (Belgio). Suona regolarmente con orchestre barocche di fama internazionale e si esisisce nei principali teatri e festival in tutta Europa. Ha inciso per Warner Classics & Erato e per Arcana (Outhere Music). Ha collaborato con varie riviste tra cui FaLaUt (IT), The Flutist Quarterly (US) e come conferenziere per il Royal Northen College of Music di Mancheste (UK), l'Università di Cardiff (UK) e l'Università di Aveiro (PO). E’ attualmente titolare di una borsa di studio di dottorato in Music Performance all’Università di Cardiff (Galles). Appassionato di filosofia, politica, storia dell’arte, cinema e giornalismo. Scrive e parla fluentemente in Inglese e Francese.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 19/10/2018

in: Socialismo & Islam: un matrimonio coatto

Nella configurazione geopolitica attuale il pluralismo all'interno del mondo islamico genera non solo un vivace dibattito teoretico sulla dottrina stessa ma tensioni, guerre e conflitti armati in una buona parte del cosiddetto medioriente (e non solo). Nulla di tutto questo puo essere minimamente paragonato alle seppur diversificate e conflittuali visioni sulla dottrina cristiana che emergono [...] tra le diverse pratiche del cristianesimo nel panorama attuale. A quanto ne sappia io, questa diversità di visioni della dottrina cristiana non si traduce più in roghi per gli eretici, in crociate o in guerre sante. Questo se si parla di attualità, come cercavo di fare io nel mio articolo. Sul piano storico, invece, ha ragione lei. Lungi da me tuttavia, ricostruire la storia delle religioni abramitiche in un articolo in cui cercavo solo di concentrare le mie attenzioni sulle recenti elezioni politiche in Belgio.

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Pubblicato il 19/10/2018

in: Socialismo & Islam: un matrimonio coatto

Per rispondere alla sua domanda: 'una volta che fanno il loro mestiere ci lamentiamo'?: 1) il 'mestiere' svolto dal padre Philippe, come riportato nell'articolo è, per usare un eufemismo, quanto meno discutibile (ricordo che nel 2015 ha portato il comune di Molenbeek quasi alla banca rotta) 2) il 'mestiere' svolto dalla figlia Catherine, lo giudicheremo [...] nei prossimi anni. Sul 'ci lamentiamo': direi di si, sopratutto se si tengono in mente le visioni quanto meno 'morbide' (altro eufemismo) che sia padre (come hanno dimostrato gli anni in cui ha governato Molenbeek, penso alla sua opposizione al piano Tam Tam 6 del 2005 o alle quasi assenti politiche di controllo rispetto al pullolare di luoghi di culto clandestini dove il radicalismo islamico ha continuato a profilicare in questi anni in un clima di totale omertà sia da parte della comunità musulmana sia da parte dei loro rappresentati politici, facendo di Molenbeek quello che tutti noi conosciamo dalle cronache dei giornali) che figlia (come dimostrato nelle dichiarazioni di questi giorni rispetto al Plan Canal o le sue risposte ambigue rispetto alle origini e cause del radicalismo) hanno dimostrato di condividere. Le responsabilità della situazione di degrado sociale in cui Molenbeek è precipitata (io ci ho vissuto due anni tra il 2012 e il 2014) non sono ovviamente tutte imputabili alle politiche del PS. Questo sarebbe una sciocchezza anche solo pensarlo. Il mio contributo cercava di mettere in luce un clima politico e sociale omertoso su cui, a mio avviso, il PS ha vinto le elezioni.

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