Pietro
Stangalini

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Nato a Varese nel 1993, studia filosofia

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Ultimi commenti

Pubblicato il 12/06/2019

in: Quel malsano centrismo

Mi dispiace ma non ho voglia di discutere di fascismo degli antifascisti. Trovo che sia quanto più illogico, salviniano, retorico e falso possibile. I fascisti potevano entrare al salone di torino. Non potevano però esporsi in vetrina. Semplice, semplice. Il fascismo vero e proprio avrebbe preso chi sospettato di antifascismo, o semplicemente poco desiderabile, e [...] l'avrebbe messo in gattabuia. Qua non è stato condannato nessun presunto pedofilo, e nemmeno quelli dichiarati! è stato semplicemente impedito ai pedofili di partecipare al dibattito con le loro idee sul fatto che non sia sbagliato molestare i bambini. E' poco democratico impedire, non di pubblicare!, di far partecipare a un salone una casa editrice a favore della pedofilia? Mi dica lei. Inoltre non credo che i WuMing siano marxisti ortodossi, ma anche se fosse fuori dalle etichette Capitalismo, Liberalismo e Fascismo sono la stessa parola. Il liberalismo è la presunta forma politica del capitalismo che però crea forti disuguaglianze che porterebbero alla fine del capitalismo se non intervenisse il fascismo, ergo diacronicamente liberalismo e fascismo coincidono.

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Pubblicato il 12/06/2019

in: Quel malsano centrismo

Grazie per il commento. Capisco che di questi tempi sia difficile farlo ma scindiamo le valutazione politiche dalle valutazioni economiche. Escludere il libro è una vittoria politica. Vogliamo fare un'analisi economica? 1 il libro è un'intervista a Salvini il politico più famoso del momento, ha davvero bisogno della pubblicità della vicenda per vendere? Non direi 2 [...] Il libro comunque non ha venduto un granché, la storia di Amazon era fumo negli occhi 3 Ora se su 10 persone che han seguito la vicenda esagerando c'è 1 fascista che ha comprato il libro, ce ne sono ora 9 che sanno che loro sono fascisti che vanno trattati come tali e che boicotteranno altaforte. Se c'è stata pubblicità è stata in minima parte positiva e in larga parte negativa. Intersecando i dati si capisce che le vendite non sono state eccezionali e che quindi l'impatto del salone se c'è stato, è stato minimo. Come tra l'altro si poteva tranquillamente prevedere osservando la relatività della vicenda nel bacino di papabili acquirenti. Più politica meno economia, che tanto sti fasci i soldi li fanno lo stesso.

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Pubblicato il 14/05/2019

in: Quel malsano centrismo

Grazie per il commento. Nel caso di Polacchi, il fondatore di Altaforte, ha dichiarato lui stesso di essere un fascista in diretta nazionale su RAI Radio 1. Direi quindi che qua abbiamo una definizione bella chiara. Si può dibattere se anche la scelta editoriale dell'intervista di Salvini sia almeno implicitamente rivolta ad un pubblico fascista. [...] Per me sì. Il campo da gioco è quello della politica, perché la politica è intervenuta nelle sue istituzioni per delimitare lo spazio in cui un editore esplicitamente fascista possa esprimersi. Per questo la vittoria è politica e va valutata come tale in questi termini. La politica certo incorre in severi problemi di definizione da sempre, basandosi su una retorica sofistica che cerca di smontare ogni definizione. Quindi effettivamente chi è fascista? Certo chi si definisce tale come Polacchi. Poi c'è chi attua comportamenti riconducibili al fascismo. Questo non fa di una persona un fascista, come una frase stupida non fa di chi la pronuncia uno stupido, però in politica tutto va ricondotto ad una ragione di azione, una motivazione. Perché quindi chi attua qualcosa di riconducibile al fascismo agisce così? La pericolosità del fascismo si disvela rispondendo a questa domanda, che poi richiede anche di rispondere a cos'è il fascismo. Il fascismo prelevato dalla storia è un assieme di atti di forza conservatori o reazionari per imporre in definitiva un rapporto sociale, in crisi ma vigente, sfavorevole all'uguaglianza materiale della cittadinanza, che poi trova uguaglianza invece nelle forme astratte della patria, della famiglia, del duce, etc. Insomma il fascismo non si può ridurre alla violenza che turba la quiete liberale. Proprio per questo le sue idee sono pericolose, perché possono diffondersi anche sotto mentite spoglie, e poi qualcuno può intercettarle per imporle in una strutturalità definita. In conclusione ciò che è avvenuto è molto diverso da una censura, visto che i libri sono in vendita; è più una chiusura politica, una forma attiva di resistenza che evidenzia che quei libri sono pericolosi, avvelenati, e non devono partecipare al dibattito culturale proprio perché rischiano di influenzarlo ed inquinarlo. Rischiano di intromettere qualche idea malsana, tra le tante che già ci sono, e in un futuro queste idee potrebbero portare ad uno spostamento a destra del dibattito politico, costringendo a compromessi o peggio. La democrazia si è difesa bene, è una piccola vittoria ovviamente, una mezza stelletta. Ma quello che importa notare è la risposta viva delle strutture democratiche che per tanto tempo poco avevano fatto contro i rigurgiti di esplicito fascismo. La libertà non è libertà lockiana, libertà da. La vera libertà è l'azione possibile nel corso delle cose, la libertà di impedire il fascismo perché eticamente questo è condannabile. La resistenza non nasconde (Raimo si esprime in maniera non del tutto chiara ma parla di revisionismo recente e che anzi la retorica resistenziale è mancata), la resistenza mette in luce per confronto il nemico comune della democrazia liberale e della democrazia del popolo: il fascismo. Lo definisce e lo limita per come può e per come giustamente è libera di fare. Far parlare i fascisti, politicamente, è opprimere la resistenza, dire tu che resisti non hai la libertà di agire, ti poniamo dei vincoli; e quindi politicamente è fare il gioco dei fascisti perché si limita la libertà del suo nemico, cioè di chi resiste. Libertà è partecipazione, libertà è resistenza!

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Pubblicato il 14/06/2018

in: La società democratica e i suoi nemici

"La democrazia si è diffusa e consolidata non tanto perché è “democratica” ma perché è (e finché è) efficiente" In realtà la democrazia si è instaurata come naturale conseguenza dell'espressione popolare che rovesciò il potere aristocratico-monarchico, proseguita poi nella spinta socialdemocratica nella speranza di riformare anche il rapporto dei poteri di stampo borghese vigenti tutt'oggi. [...] L'essenza della democrazia, a mio avviso, non è in quei tre punti, scolastici ma corretti, ricordati nell'articolo e nemmeno ha il compito di dare il potere al popolo, cosa impossibile praticamente peraltro, ma risiede nel delegare questo potere a saggi capi, e controllare mediante suffragio che questi lo usino per il popolo. Inoltre a questo si aggiunge un secondo moto di coesione sociale dove effettivamente la cittadinanza si mobilita in attività per il bene comune dove tutti sono privilegiati nel medesimo modo e concorrono secondo delle possibilità. Il problema nasce quando dal bene comune si passa all'interesse personale, al desiderio personale e al cercare il suo raggiungimento nell'espressione della propria volontà anche a discapito degli altri, tipico dell'atomismo postmoderno; cosa che i saggi capi hanno perfettamente intercettato facendo decadere in fretta la democrazia in volgare demagogia, per accalappiare il potere per il potere e usarlo a proprio vantaggio mentre concedono le infantili richieste di una popolazione lasciata senza guida.

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