Marcello
Uberti Foppa

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Studioso di urbanistica con la passione per le politiche e una perversione per i dati georeferenziabili. Concepisce l'urbano nel suo dualismo tra spazio e società e nella conseguente risultante. Preferisce lasciare dei dubbi piuttosto che costruire verità.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 13/02/2019

in: La secolare contrarietà del professor Marco Ponti alla Tav

C'è qualche imprecisione nella tua ricostruzione. Prima di tutto la questione delle accise e pedaggi sono considerate esternamente: l'analisi costi e benefici le addiziona all'analisi, non le considera internamente. Fa presente che devono assere tenute conto oltre l'analisi diretta. Le accise in genere dovrebbero servire per finanziare altro, che siano opere per ridurre l'impatto ambientale [...] o altro (anche se in italia le utilizziamo per altro) come le sigarette e l'alcool finanziano in parte la spesa sanitaria o altre politiche. I pedaggi, invece, dovrebbero servire ad ammortizzare il costo dell'opera e facilitare la sua manutenzione. Quindi è del tutto corretto che esse vengano conteggiante come impatto indiretto dell'opera perchè da qualche parte, poi, il buco finanziario va coperto. Il secondo appunto è che, chiunque abbia mai provato a fare un'analisi o una qualsiasi scelta strategica, nel momento in cui pianifica ha ben in mente la possibile direzione, cosciente dei meccanismi principali che la regolano. Era già chiaramente evidente che la variabile che pesa di più è il traffico previsto sulla linea. Ma per abbattere quello su strada bisogna far si che le origini e destinazioni siano compatibili con il tracciato, altrimenti le merci non passeranno mai di li. Sotto quel punto di vista, l'analisi è scarsamente attaccabile. Anche aumentando il costo dell'impatto ambientale difficilmente l'esito sarà diverso che negativo.

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Pubblicato il 13/02/2019

in: La secolare contrarietà del professor Marco Ponti alla Tav

C'è qualche imprecisione nella tua ricostruzione. Prima di tutto la questione delle accise e pedaggi sono considerate esternamente: l'analisi costi e benefici le addiziona all'analisi, non le considera internamente. Fa presente che devono assere tenute conto oltre l'analisi diretta. Le accise in genere dovrebbero servire per finanziare altro, che siano opere per ridurre l'impatto ambientale [...] o altro (anche se in italia le utilizziamo per altro) come le sigarette e l'alcool finanziano in parte la spesa sanitaria o altre politiche. I pedaggi, invece, dovrebbero servire ad ammortizzare il costo dell'opera e facilitare la sua manutenzione. Quindi è del tutto corretto che esse vengano conteggiante come impatto indiretto dell'opera perchè da qualche parte, poi, il buco finanziario va coperto. Il secondo appunto è che, chiunque abbia mai provato a fare un'analisi o una qualsiasi scelta strategica, nel momento in cui pianifica ha ben in mente la possibile direzione, cosciente dei meccanismi principali che la regolano. Era già chiaramente evidente che la variabile che pesa di più è il traffico previsto sulla linea. Ma per abbattere quello su strada bisogna far si che le origini e destinazioni siano compatibili con il tracciato, altrimenti le merci non passeranno mai di li. Sotto quel punto di vista, l'analisi è scarsamente attaccabile. Anche aumentando il costo dell'impatto ambientale difficilmente l'esito sarà diverso che negativo.

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Pubblicato il 13/02/2019

in: La secolare contrarietà del professor Marco Ponti alla Tav

C'è qualche imprecisione nella tua ricostruzione. Prima di tutto la questione delle accise e pedaggi sono considerate esternamente: l'analisi costi e benefici le addiziona all'analisi, non le considera internamente. Fa presente che devono assere tenute conto oltre l'analisi diretta. Le accise in genere dovrebbero servire per finanziare altro, che siano opere per ridurre l'impatto ambientale [...] o altro (anche se in italia le utilizziamo per altro) come le sigarette e l'alcool finanziano in parte la spesa sanitaria o altre politiche. I pedaggi, invece, dovrebbero servire ad ammortizzare il costo dell'opera e facilitare la sua manutenzione. Quindi è del tutto corretto che esse vengano conteggiante come impatto indiretto dell'opera perchè da qualche parte, poi, il buco finanziario va coperto. Il secondo appunto è che, chiunque abbia mai provato a fare un'analisi o una qualsiasi scelta strategica, nel momento in cui pianifica ha ben in mente la possibile direzione, cosciente dei meccanismi principali che la regolano. Era già chiaramente evidente che la variabile che pesa di più è il traffico previsto sulla linea. Ma per abbattere quello su strada bisogna far si che le origini e destinazioni siano compatibili con il tracciato, altrimenti le merci non passeranno mai di li. Sotto quel punto di vista, l'analisi è scarsamente attaccabile. Anche aumentando il costo dell'impatto ambientale difficilmente l'esito sarà diverso che negativo.

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Pubblicato il 13/02/2019

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C'è qualche imprecisione nella tua ricostruzione. Prima di tutto la questione delle accise e pedaggi sono considerate esternamente: l'analisi costi e benefici le addiziona all'analisi, non le considera internamente. Fa presente che devono assere tenute conto oltre l'analisi diretta. Le accise in genere dovrebbero servire per finanziare altro, che siano opere per ridurre l'impatto ambientale [...] o altro (anche se in italia le utilizziamo per altro) come le sigarette e l'alcool finanziano in parte la spesa sanitaria o altre politiche. I pedaggi, invece, dovrebbero servire ad ammortizzare il costo dell'opera e facilitare la sua manutenzione. Quindi è del tutto corretto che esse vengano conteggiante come impatto indiretto dell'opera perchè da qualche parte, poi, il buco finanziario va coperto. Il secondo appunto è che, chiunque abbia mai provato a fare un'analisi o una qualsiasi scelta strategica, nel momento in cui pianifica ha ben in mente la possibile direzione, cosciente dei meccanismi principali che la regolano. Era già chiaramente evidente che la variabile che pesa di più è il traffico previsto sulla linea. Ma per abbattere quello su strada bisogna far si che le origini e destinazioni siano compatibili con il tracciato, altrimenti le merci non passeranno mai di li. Sotto quel punto di vista, l'analisi è scarsamente attaccabile. Anche aumentando il costo dell'impatto ambientale difficilmente l'esito sarà diverso che negativo.

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Pubblicato il 13/02/2019

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C'è qualche imprecisione nella tua ricostruzione. Prima di tutto la questione delle accise e pedaggi sono considerate esternamente: l'analisi costi e benefici le addiziona all'analisi, non le considera internamente. Fa presente che devono assere tenute conto oltre l'analisi diretta. Le accise in genere dovrebbero servire per finanziare altro, che siano opere per ridurre l'impatto ambientale [...] o altro (anche se in italia le utilizziamo per altro) come le sigarette e l'alcool finanziano in parte la spesa sanitaria o altre politiche. I pedaggi, invece, dovrebbero servire ad ammortizzare il costo dell'opera e facilitare la sua manutenzione. Quindi è del tutto corretto che esse vengano conteggiante come impatto indiretto dell'opera perchè da qualche parte, poi, il buco finanziario va coperto. Il secondo appunto è che, chiunque abbia mai provato a fare un'analisi o una qualsiasi scelta strategica, nel momento in cui pianifica ha ben in mente la possibile direzione, cosciente dei meccanismi principali che la regolano. Era già chiaramente evidente che la variabile che pesa di più è il traffico previsto sulla linea. Ma per abbattere quello su strada bisogna far si che le origini e destinazioni siano compatibili con il tracciato, altrimenti le merci non passeranno mai di li. Sotto quel punto di vista, l'analisi è scarsamente attaccabile. Anche aumentando il costo dell'impatto ambientale difficilmente l'esito sarà diverso che negativo.

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