Michele
Montanari

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Faenza 16 agosto 1970, libero pensatore in forma scritta, osservatore estraneo ai fatti, fedele al principio inattuale dell'onestà intellettuale. Ho scritto per Storie.it, Minima&moralia, Argo e altri spazi web. Curo www.undog.it

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Pubblicato il 05/08/2019

in: Politica e comunicazione: solo il pubblico può decidere cosa serve raccontare

Sono convinto che l'estetica governi l'immaginario collettivo e che, per contro, l'etica (qualunque etica se non la stessa etica dell'immagine) sia tramontata in un antro del privato (semmai). La politica non fa eccezione, anzi sta risalendo la china dei consensi (quella governativa per lo meno) a colpi di "immagine". Se lo stesso Salvini non incarnasse [...] (fisicamente, spiritualmente) una disarmante rassicurante e brutale normalità per la cosiddetta gente comune e avesse l'aspetto e l'atteggiamento di un "politico classico" (ne esistono ancora, ma sono patetici in quanto non credibili), non godrebbe di tanto consenso, a parità di idee destrorse intendo. La questione è estetica, non più etica. La politica è spettacolo, cinema, è racconto, il governare è lasciato al caso (o al caos) superiori. Qualcuno ha scritto la politica senza più politica, così dicendo tutto.

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