Valentina
Milesi

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Soggetto altamente inquieto, placato solamente dalla modalità espressiva scritta.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 24/07/2018

in: Il colore rosso

Mi chiederei chi è stato favorito dall' imposta astoricizzazione di un fatto storico. Tale accenno è inserito nel contesto dell'omertà didattica affrontata.

Pubblicato il 23/05/2018

in: "Loro", Sorrentino riabilita il Cavaliere

"Loro" è riconciliante. Come fu deresponsabilizzante "La grande bellezza". Il mito di Silvio è perpetrato da "loro" che sono poi qualunquisticamente "tutti".

Pubblicato il 21/10/2017

in: Analisi e poesia

Salve, Carlo. Leggo solo ora il commento. L'appassionato amore per l'uomo, nella maggior parte dei casi, si nasconde dietro il cinismo. Come la vera sapienza, dietro la "fragorosa risata" nietzschiana.

Pubblicato il 21/10/2017

in: Chi sei?

Salve, Andrea. Parliamo tuttavia di libertà assai diverse, poiché una è la libertà di esprimersi secondo la propria intima identità (che non coincide con quella anagrafica) e di esprimersi in uno spazio che crei comunque interazione; parliamo quindi di una scelta che, se legata al bisogno di venir letti e ascoltati, implica una certa inclusione [...] che miri a valutare solo la scorrettezza dei comportamenti dell'utente accolto. L'altra è una libertà di chiusura a monte, che esclude in nome di una diffidenza arbitraria. Pertanto la questione potrebbe ancora porsi.

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Pubblicato il 21/10/2017

in: Chi sei?

Salve, Paolo Leggo solo ora il suo commento. Caricare, come immagine del profilo, foto di altri soggetti privati lo trovo scorretto perché in tal caso si scivolerebbe pericolosamente nel furto d'identità o confusioni affini ai danni di persone realmente esistenti. Alla fine della suo intervento lei parla di "paura". Nella mia riflessione accenno, tuttavia, a motivazioni [...] diverse dalla paura. Sono stata volutamente poco esaustiva poiché ritengo che negli spazi web sia più efficace una certa sintesi, la quale possa indurre poi i lettori ad un approfondimento partecipato. Siamo sicuri sia sempre la paura a spingere il soggetto verso l'occultamento della propria identità? A volte sì, non lo metto in dubbio. Non a caso, però, parlo di "onestà intellettuale" riferendomi a preconcetti che spesso ostacolano la sana valutazione del lettore. Giudicare una riflessione in base magari all'età acerba dell'autore mina questa libertà. Relegare immediatamente nell'oblio l'analisi politologica, potenzialmente universale, di un autore in virtù (o in vizio, in questo caso) del suo orientamento politico mina questa libertà. La stessa cosa succede a causa di antipatie personali che spesso impongono al lettore una certa supponente indifferenza sanzionatoria. Il raggiungimento dell'onestà intellettuale è proibitivo, ma il gioco dell'identità dissimulata può rivelare tuttavia all'essere sociale le sue intime contraddizioni e le trappole aprioristiche in cui spesso cade.

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