No, non dobbiamo scusarci con Salvini nemmeno stavolta

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15 maggio 2017

Ci siamo cascati in tanti. Lettori, giornalisti, esponenti politici. Pensavamo di aver visto la figura di Matteo Salvini travolta da una slavina del suo stesso guano, invocando la pulizia etnica a Radio Padania:

«Sull’immigrazione dobbiamo deciderci una volta per tutte: serve un programma di pulizia etnica»

Sembrava proprio che, lasciate cadere tutte le maschere, Salvini si fosse messo sullo stesso piano dei leghisti di seconda fascia, come il famigerato ex sindaco-sceriffo di Treviso, Gentilini, condannato tre anni fa alla (ridicola) sanzione di 4000 Euro per aver invocato una «pulizia» «da tutte queste etnie che distruggono il nostro paese…basta islamici, che tornino ai loro paesi…non voglio vedere consiglieri neri, gialli, marroni, grigi…».

Sarebbe stato troppo bello, lo ammetto. Senonché, Alt! Fermi tutti. Quella cosa, Salvini non l’ha mai detta. Grazie alla sciatteria di un redattore Ansa, abbiamo condiviso e commentato un lancio d’agenzia balordo. Una fake news. La citazione testuale dell’intervento di Salvini alla radio è la seguente:

«Vedremo di adottare ogni mezzo possibile, oltre a quelli che già abbiamo percorso, per fermare questa invasione. E quando dico “ogni mezzo”, dico ogni mezzo, ovviamente…legalmente permesso o quasi, perché siamo a fronte, siamo di fronte a un tentativo evidente di pulizia etnica, di sostituzione etnica ai danni di chi vive in Italia».

Ora, fatto il dovuto mea culpa per la bufala improvvidamente diffusa, non abbiamo molto altro di cui rimproverarci. La retorica xenofoba leghista è un fatto incontrovertibile, non servono ulteriori conferme, non serve nemmeno un’eccezione che confermi la regola. E siamo davvero sicuri che l’uscita a Radio Padania rappresenti un’eccezione al pensiero standard del “Capitano” Salvini? Riflettiamo per un attimo sulla sostanza delle sue parole. Si tratta del solito refrain ripetuto da decenni dalle destre radicali europee e americane, quello della «pulizia etnica dei nativi», della «grande sostituzione». del «white genocide».

La Nuova Destra – che forse sarebbe il caso di chiamare «destra postmoderna» ha imparato a percorrere con attenzione il campo minato del discorso pubblico, operando una serie di rovesciamenti retorici e creando una vera e propria neolingua. Così, se nel Ventunesimo secolo non ci si può dire razzisti in alcun consesso civile, ci si dichiarerà «differenzialisti», amanti delle differenze e ostili all’«omogeneizzazione dei popoli», se non è più possibile dichiararsi a favore della pulizia etnica, si denuncerà la fantomatica pulizia etnica subita dai cristiani bianchi d’Occidente, e così via.

Vale la pena ricordare come pressoché tutti i genocidi dell’età contemporanea vengano descritti dai loro perpetratori – e da una parte della storiografia – come «genocidi difensivi», espressione di per sé agghiacciante. L’idea è che di fronte a una minaccia reale o immaginaria, al gruppo nazionale maggioritario venga indicato – dal fascista di turno – un capro espiatorio in forma di quinta colonna nemica. Fu così per lo Yetz Meghern, per la Shoah, su fino alle varie pulizie etniche regionali di fine secolo. La “difesa attiva” dei Serbi dalla minaccia islamica è stata uno dei motori delle stragi di musulmani bosniaci durante la dissoluzione della Jugoslavia. (Per inciso, in quegli anni era la Lega di Bossi – teoricamente assai distante dalla Lega sovranista di Salvini – a rendere omaggio al fascista Milošević).

Inventare minacce esistenziali e cospirazioni diaboliche è sempre il primo passo, la condizione necessaria per fascistizzare la folla e renderla capace di qualunque atrocità. Ecco perché tra l’invocare la pulizia etnica per i migranti e denunciare la pulizia etnica degli Italiani non c’è molta differenza. Si tratta di una strategia psicologica ben consolidata e pericolosissima delle cui conseguenze il continente europeo ha sofferto fino a un paio di generazioni fa. Ecco perché, a mio avviso, Matteo Salvini è indegno di occupare – le rare volte in cui è presente – un seggio al Parlamento Europeo.

TAG: destra radicale, fake news, grand remplacement, lega nord, matteo salvini, migranti, pulizia etnica, radio padania, xenofobia
CAT: immigrazione, Partiti e politici

5 Commenti

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  1. beniamino-tiburzio 2 mesi fa
    Grech, di Salvini m'importa poco, anzi niente. Tu però c'è la metti tutta ad imitarlo.
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  2. beniamino-tiburzio 2 mesi fa
    Grech, di Salvini m'importa poco, anzi niente. Tu però c'è la metti tutta ad imitarlo.
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  3. marco-baudino 2 mesi fa
    Sig. Federico, guardi, sono stanco di sentire questioni così, come quelle da lei enunciate che non portano e non porteranno a nulla... Le riporto quanto ho commentato all'articolo di questa sequenza di Silvia Bianchi in merito a chiudersi in casa e "serenamente" non informarsi più... :
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  4. marco-baudino 2 mesi fa
    Certo, non ascoltare più. Un po' come gli struzzi che mettono la testa sotto terra, ma lasciano il deretano esposto... No, occorre essere attivi e all'erta per dare un contributo perché quanto sta succedendo sta aprendo le porte a tensioni sociali che sono evidenti. Questa ingestita situazione di ingressi continui di persone che dovrebbero trovare pace nei propri paesi non permette la corretta accoglienza a coloro che ne avrebbero diritto, come i soli rifugiati politici. Gli altri dovrebbero essere gestiti con politiche estere che la classe politica italiana (ed europea) di oggi non ha il pedigree e la "classe" di saperla individuare prima e applicare dopo. Aaa politica estera europea cercasi... E il popolo come sempre paga! Ma fake o non fake, stiamo informati e attivi...
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  5. marco-baudino 2 mesi fa
    ...e lasci perdere questo astio verso la destra. Siamo un popolo sempre più diviso, dominato da sistemi sopra la nostra testa che godono di questa divisione atavica di nazione che ha perso il proprio orizzonte. Concordia, non continue discussioni; accordo, non continue polemiche; idee da applicare, magari in linea con la nuova economia circolare, fatta di nuova energia, soluzioni sostenibili, nuove prospettive di crescita... Impossibile? Vabbhe', non saremo né la prima né l'ultima civiltà che si estinguera'. Rimarranno le opere e le invenzioni offerte all'umanità dai nostri grandi del passato!!!
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