Alfio
Squillaci

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Ha collaborato alle pagine culturali di “Avvenimenti”, “La Provincia di Sondrio”, “Il Riformista”, "Linkiesta", “Lettera 43”, “Il Calibro”. Dilettante, ha una forte inclinazione per le lettere francesi, ma non resiste agli energici richiami della vecchia formazione filosofica e alle nuove curiosità nel campo delle scienze sociali. Ha un’aspirazione: catturare il lettore [...] con leggerezza, ma non a discapito del rigore delle fonti e dell’argomentazione.

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  • 3° Contenuto Gennaio 2015

Ultimi commenti

Pubblicato il 18/03/2017

in: Voucher : gli irriducibili che giocano a perdere

Analisi più che condivisibile. LA CGIL sta facendo gli errori che compì la FIOM con l'occupazione delle fabbriche nel 1920. (Fu lo stesso Bruno Buozzi a riconoscerlo). La spallata del sindacato contribuì alla reazione furibonda del padronato che si appoggiò da allora in poi al fascismo, e all'ascesa di quest'ultimo (è la tesi di Angelo [...] Tasca). L'intransigenza della Camusso sul tema dei voucher probabilmente è dovuta anche alla contesa della leadership della CGIL (fiato sul collo di Landini?).

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Pubblicato il 16/03/2017

in: Il caso del Sole 24 ore e il saturnismo delle classi dirigenti

"aristocrazia legittima" è una locuzione usata da Flaubert nella sua corrispondenza. Io credo: a) nella ineludibilità e nella necessità delle élite; b) chi le osteggia in verità si mette al loro posto; c) conseguentemente sono favorevole alla meritocrazia (il termine è stato inventato da M.Young e in lui aveva accezione negativa); d) il motto del [...] socialismo marxaiano (ma era un motto di Saint-Simon) dice" da ciascuno secondo i propri meriti a ciascuno secondo i propri bisogni", ecco i meriti però vanno riconosciuti a chi se li "merita". In poche parole l'aristocrazia legittima è una élite selezionata secondo il merito, utile socialmente, controllata politicamente. Elite e democrazia possono andare insieme concettualmente. Il merito è ciò che invocava la borghesia CONTRO LA NASCITA dei nobili. Chi si ostina a negare il merito si rassegna ai destini sociali formati dalle fortune di famiglie e alla semplice nascita. E' lui l'aristocratico illegittimo. E' lui che occorre impiccare. Non chi si è speso socialmente, economica per ascendere nella scala sociale.

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