Andrea
Staiti

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Insegno Filosofia Morale all'Università di Parma, dopo sono rientrato con il programma Rita Levi Montalcini dopo aver lavorato per anni a Boston College, nel Massachusetts (USA). Mi interessano in particolare la fenomenologia di Husserl e i suoi nessi con altre correnti filosofiche di inizio Novecento.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 13/01/2016

in: Se la Merkel vede il mondo come Bush, le donne di Colonia pagano le conseguenze

Grazie per la riflessione, ben argomentata. Mi inquieta un po' la conseguenza che mi pare ci inviti a trarre: cioè che loro NON sono come noi. In che senso dovremmo intendere questa affermazione? Nel senso che siamo di fronte a una specie animale differente? Credo non possa essere la sua intenzione. Allora forse che non [...] esiste alcun sub-strato genericamente "umano" che sottende le varie differenze culturali? In questo caso peró dovremmo sposare un relativismo culturale estremo, che renderebbe poi estremamente difficile giustificare la pretesa validità, ad esempio, dei diritti umani che tanto ci stanno a cuore. Dovremmo sposare una visione del mondo per cui semplicemente nella storia vi sono molteplici culture che lottano per la supremazia senza che si possa far questione sensata del loro intrinseco valore o disvalore. Arriveremmo dunque alla legge del più forte, e in questo caso ad una certa legittimazione di culture e visioni del mondo che mirano ad affermarsi proprio sulla base della forza. Il punto non é coltivare la credenza (quella sí ingenua) che LORO in fondo sono come NOI, dove con "NOI" si intende "noi in quanto occidentali" bensì "noi in quanto esseri umani", cioè esseri che godono e soffrono grossomodo per le medesime ragioni, che possono fiorire o declinare, e che in qualche modo aspirano a realizzare se stessi. Se si vuole argomentare che la stessa categoria "essere umano" con i suoi correlati é un mero prodotto Occidentale, allora ritorniamo al problema di prima: un relativismo spinto che mina alla base ogni tentativo di giustificare gli strumenti cui ci appelliamo per cercare di costruire la pace e la convivenza. Un relativismo di questo genere, tuttavia, é facile da sostenere in sede accademica e politico-culturale ma a mio avviso dimostra la sua inconsistenza quando si incontra concretamente, faccia a faccia, individualmente, una persona proveniente da un contesto culturale diverso. Non si tratta di tacere gli aspetti gravemente problematici dell'Islam ma, a mio avviso, anzitutto di riflettere sugli aspetti amplificatori e disumanizzanti del "branco" e delle varie modalità in cui il nostro modo profondamente manchevole di organizzare l'accoglienza e poi l'insediamento di certe comunità nei grandi centri urbani faciliti la formazione di branchi. Se poi il branco é formato da persone con idee sbagliate (e non semplicemente "altre", infatti LORO sono come NOI in quanto esseri umani, e quindi credenze che danneggiano l'umanità loro e altrui vanno criticate) ecco create le condizioni per disastri come quello di Capodanno.

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Pubblicato il 22/11/2015

in: Lettera al figlio che non avrò: da un libro ai Childfree

Ovviamente scelte come queste sono assolutamente individuali e vanno rispettate. Va anche aggiunto però che chi fa figli, invece, oltre a compiere una scelta assolutamente individuale rende anche un servizio alla collettività, diversamente da chi fa una scelta diversa. Di conseguenza, sarebbe opportuno tenere in considerazione questa asimmetria soprattutto a livello di tassazione e benefits, [...] cosa che purtroppo in Paesi come l'Italia non avviene. In altri termini: se decidi di non voler fare figli devi però essere pronto a contribuire di più per sostenere chi decide di farne. You can't have your cake and eat it, too...

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Pubblicato il 15/11/2015

in: Vinceranno loro/2

Qualche appunto: 1) La parola giusta non dovrebbe essere IMMINENZA con la I, e non IMMANENZA, con la A? In lingua italica immAnenza è l'opposto di trascendenza (es. Dio è trascendente rispetto al mondo mentre la pianta di fico che ho in giardino è immAnente in esso, oppure, la mia percezione del tavolo è immAnente [...] alla mia coscienza mentre il tavolo che percepisco è trascendente). La rivoluzione, lo Stato islamico etc. sono invece (nella testa dei folli che ci credono) immInenti, con la I, cioè, "detto terra terra" stanno per accadere. O no? 2) Di folli con un idea fissa e molta fede in essa ce ne abbiamo avuti in ogni epoca. Che dire dei brigatisti rossi? Anche loro erano giovani, armati, incazzati e pronti a morire per una rivoluzione che credevano imminente (con la I). Che dire dell'ETA? Dell'IRA? Si potrebbe continuare. Ovviamente non è opportuno fare di tutta l'erba un fascio e ci sono delle specificità del terrorismo islamico da considerare. Però il mero fatto che ci siano dei personaggi che credono ciecamente in un ideale e hanno anche le armi per provare a realizzarlo non significa che siano a un passo dalla vittoria. Noi non crederemo più in niente, ma per lo meno crediamo fermamente che non credere più in niente sia un sacrosanto diritto. Tant'è che di terroristi ne incarceriamo diversi.

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Pubblicato il 15/11/2015

in: Vinceranno loro/2

Qualche appunto: 1) La parola giusta non dovrebbe essere IMMINENZA con la I, e non IMMANENZA, con la A? In lingua italica immAnenza è l'opposto di trascendenza (es. Dio è trascendente rispetto al mondo mentre la pianta di fico che ho in giardino è immAnente in esso, oppure, la mia percezione del tavolo è immAnente [...] alla mia coscienza mentre il tavolo che percepisco è trascendente). La rivoluzione, lo Stato islamico etc. sono invece (nella testa dei folli che ci credono) immInenti, con la I, cioè, "detto terra terra" stanno per accadere. O no? 2) Di folli con un idea fissa e molta fede in essa ce ne abbiamo avuti in ogni epoca. Che dire dei brigatisti rossi? Anche loro erano giovani, armati, incazzati e pronti a morire per una rivoluzione che credevano imminente (con la I). Che dire dell'ETA? Dell'IRA? Si potrebbe continuare. Ovviamente non è opportuno fare di tutta l'erba un fascio e ci sono delle specificità del terrorismo islamico da considerare. Però il mero fatto che ci siano dei personaggi che credono ciecamente in un ideale e hanno anche le armi per provare a realizzarlo non significa che siano a un passo dalla vittoria. Noi non crederemo più in niente, ma per lo meno crediamo fermamente che non credere più in niente sia un sacrosanto diritto. Tant'è che di terroristi ne incarceriamo diversi.

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Pubblicato il 15/11/2015

in: “Noi musulmani delle periferie d’Europa, vi spieghiamo la nostra voglia di Isis”

Questo articolo è un insulto a tutti quei ragazzi di origini musulmane (turchi, arabi, nordafricani, etc.), che in silenzio, partendo dalle suddette periferie in questione si sono fatti il mazzo, hanno studiato, si sono tirati fuori e adesso sono direttori d'azienda, politici, sportivi, professori universitari, etc. etc. etc. Sì, perché l'Europa sarà grigia e fredda [...] ma le opportunità CI SONO, soprattutto in Paesi come la Germania o la Svezia. Il disagio esistenziale se ce l'hai te lo tieni, ti tiri fuori la paglia dal c... (come diceva mio nonno) e cerchi di costruirti una vita, come fanno tanti tuoi coetanei di tutte le nazionalità. Se non ne hai voglia puoi sempre suicidarti (non è reato), senza tirarti dietro altre decine di persone. Mi space, noi potremo fare di più per l'integrazione, ma questo articolo è inescusabile.

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