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Intesa Sanpaolo, 30 miliardi per portare le PMI italiane sui mercati internazionali

Nuova alleanza con Confindustria, SACE, SIMEST e ICE per sostenere l’export e gli investimenti all’estero. Accordi bancari in Francia, India e Brasile e strumenti dedicati alla crescita internazionale delle imprese.

4 Novembre 2026

Trenta miliardi di euro di nuovo credito nei prossimi tre anni, accordi con banche estere e una collaborazione rafforzata tra pubblico e privato. È il nuovo piano per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane presentato a Roma da Intesa Sanpaolo insieme a Confindustria, SACE, SIMEST e ICE.

L’iniziativa, promossa dalla Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, punta ad accompagnare le aziende sui mercati globali in una fase segnata dalle tensioni geopolitiche e dalla trasformazione degli equilibri commerciali.

Il progetto si sviluppa lungo cinque direttrici. Oltre ai finanziamenti per esportazioni e investimenti, prevede partnership con istituti bancari in Francia, India e Brasile, destinate a estendersi ad altri mercati emergenti entro il primo semestre 2027.

Un ruolo importante sarà svolto dalla piattaforma Connecting Markets, che permette alle imprese di individuare clienti, fornitori e partner industriali in oltre 170 Paesi. Con SACE e SIMEST saranno inoltre potenziati gli strumenti finanziari e assicurativi per sostenere l’export di macchinari e beni strumentali, comparto che rappresenta il 18% delle esportazioni italiane.

Intesa Sanpaolo mette in campo una rete di oltre 300 specialisti dedicati e una presenza internazionale in più di 40 Paesi, a servizio di circa 90mila imprese clienti attive all’estero.

«Lo sviluppo internazionale è una chiave del successo del Made in Italy», ha sottolineato Barrese, ricordando che nell’ultimo triennio la banca ha messo a disposizione oltre 19 miliardi e gestito più di mille progetti di accompagnamento.

Per il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, la sfida «non è soltanto esportare di più, ma contare di più nei mercati globali». Un obiettivo che richiede strumenti concreti e una maggiore integrazione tra sistema produttivo, finanza e istituzioni.

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