Infrastrutture
FiberCop si aggiudica la gara del Fondo Nazionale per la Connettività: fibra FTTH per altri 477 mila civici
FiberCop vince la gara del Fondo Nazionale per la Connettività: previsti collegamenti FTTH per 477 mila civici e investimenti fino a 300 milioni
FiberCop si è aggiudicata la gara del Fondo Nazionale per la Connettività (FNC), l’iniziativa finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per accelerare la diffusione della banda ultralarga sul territorio nazionale. L’assegnazione riguarda oltre 477 mila civici, pari a circa 700 mila unità immobiliari, distribuiti nei sette lotti geografici previsti dal bando.
L’intervento si aggiunge ai circa 1,2 milioni di civici già raggiunti dalla società nell’ambito dei precedenti programmi del PNRR e rafforza il piano di estensione della rete in fibra ottica fino alle abitazioni (FTTH). Il valore dell’investimento previsto da FiberCop è pari a un massimo di 300 milioni di euro, al netto dei contributi pubblici, che potranno coprire fino al 70% delle spese in conto capitale.
Il Fondo Nazionale per la Connettività punta a ridurre il digital divide attraverso la realizzazione di reti in grado di garantire velocità di almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload. La procedura è stata gestita da Invitalia, soggetto attuatore dell’iniziativa per conto del Dipartimento per la trasformazione digitale.
Il piano operativo prenderà il via nella seconda metà del 2026, con la parte principale dei lavori concentrata tra il 2027 e il 2029 e conclusione prevista entro giugno 2030. I contributi pubblici saranno erogati durante l’avanzamento del progetto, con un primo anticipo di cassa previsto già nel 2026.
Secondo FiberCop, l’aggiudicazione è coerente con la strategia di completamento della copertura FTTH sia nelle aree interessate dal Piano Italia a 1 Giga sia nelle cosiddette aree autonome, confermando gli obiettivi temporali già annunciati dall’azienda.
Sul piano economico, la società prevede che l’ampliamento della rete contribuisca a rafforzare gli indicatori finanziari di lungo periodo grazie all’aumento della copertura infrastrutturale e ai contributi pubblici, senza effetti significativi sulla guidance relativa agli investimenti, sulla leva finanziaria o sulla politica finanziaria nel breve termine.
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