Giornalismo
I Sondaggi di Lavitola: una storia da avanspettacolo Tv
Un sondaggio che somiglia al Sarchiapone di Walter Chiari: tutti ne parlano ma nessuno l’ha mai visto. Una storia degna dell’avanspettacolo televisivo, ma con protagonisti di rango: dal Faccendiere al Giornalista di inchiesta, fino a 2 famosi Giornalisti di tv e carta stampata
C’erano una volta i sondaggi, quelli elaborati per capire cosa pensasse la gente, la popolazione, su qualche cosa di specifico. E oggi ci sono quattro amici al bar che discettano su come costruire un sondaggio, come riuscire a modificare l’opinione pubblica per facilitare il consenso di un giornalista.
Sembra proprio di vivere all’interno di uno sketch televisivo di avanspettacolo, con Walter Chiari o Raimondo Vianello. Già me li vedo: un Faccendiere politico decide di far diventare un Giornalista d’inchiesta il capo di una coalizione politica, così, per fargli un favore, o per diventare lui stesso una sorta di king maker, chi lo sa… Commissiona allora un sondaggio ad un Istituto demoscopico americano (sic!) per capire quanto sia l’appeal (in Italia, sia ben chiaro, non negli Usa) di questo conduttore. I risultati non si conoscono, c’è il pericolo che questo sondaggio sia un po’ come il Sarchiapone: tutti ne parlano ma nessuno l’ha mai visto. Le notizie paiono positive, non si sa quanto positive, ma comunque non tali da far finire la faccenda immediatamente.
Decide allora di replicare lo stesso sondaggio, con l’idea di affidarlo questa volta ad un Istituto demoscopico italiano. Non è chiaro il motivo. Così, tanto per spendere altri soldi? se il sondaggio precedente aveva dato risultati positivi, non dovrebbe esserci il bisogno di farne uno uguale dopo poco tempo. Ma forse, in questo secondo sondaggio, le domande saranno diverse, più approfondite, mirate a capire se questo Giornalista Televisivo possa diventare in breve il leader della coalizione di centro-sinistra, mettendo d’accordo gli altri litiganti nel nome di questo nuovo e spumeggiante personaggio.
Il Faccendiere contatta dunque il Giornalista Televisivo, mettendolo al corrente delle sue mire e raccontandogli del sondaggio americano e del possibile sondaggio italiano. Poi, per meglio predisporre il colpo grosso, contatta anche due importanti Giornalisti della carta stampata, uno più giovane e un altro più anziano. Al primo chiede espressamente di aiutarlo a costruire le domande più appropriate da inserire nel questionario. Il Giornalista giovane è un po’ recalcitrante, ma alla fine qualche piccolo suggerimento glielo dà.
Il secondo, il Giornalista anziano, diventa invece cliente abitudinario del suo ottimo ristorante, dove gusta spesso gli spaghetti con le vongole, vongole però sgusciate, mi raccomando. Il Faccendiere chiacchiera spesso con lui, raccontando particolari interessanti delle sue importanti relazioni, e lo porta a casa in auto spesso a fine serata culinaria. Purtroppo il Giornalista anziano non pare interessato a contribuire al progetto ma, essendo appunto un giornalista, fa il suo mestiere e ascolta i segreti del Faccendiere.
E allora, vi chiederete, il sondaggio si fa o non si fa? Il Faccendiere contatta un importante Istituto demoscopico e insieme buttano giù le domande del questionario da sottoporre (di nuovo) agli italiani, per capire se c’è questo spazio per il Personaggio Televisivo di diventare il leader indiscusso del centro-sinistra. Ma del sondaggio non si sa più nulla di concreto.
Si sa soltanto che, qualche giorno dopo, il Faccendiere (a suo dire) “commissiona” un attentato davanti alla casa del Giornalista Televisivo, un attentato che lo fa diventare un uomo sotto attacco forse delle mafie o forse di qualcosa di ancora più grave, scuotendo le coscienze degli italiani.
Dopo qualche settimana, il Faccendiere si auto-denuncia, rivelando che il suo operato aveva come scopo quello di aiutare proprio il Giornalista Televisivo, di cui si dice grande amico e di lunga frequentazione.
Spiccioli dell’Italia contemporanea. Raimondo Vianello e Walter Chiari (con il Sarchiapone) l’avrebbero però messa in scena un pochino meglio.
Università Statale di Milano
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