Finanza

PMI italiane tra paradossi e opportunità: competenze e scelte al centro della crescita

Maria Ameli (Head of Wealth Advisory di Banca Generali): “il futuro delle piccole e medie imprese italiane Il futuro dell’impresa italiana non è da inventare. È già qui, in mezzo a noi. E ha bisogno di persone che abbiano il coraggio di entrare in gioco

9 Giugno 2026

Lavoro di squadra, competenze, pianificazione, innovazione. Sono questi gli elementi chiave che Maria Ameli, Head of Wealth Advisory di Banca Generali, individua per la crescita e la continuità delle piccole e medie imprese italiane.

Nel suo intervento al Politecnico di Milano, in occasione dell’Alumni Polimi Day 2026, l’esperta di Banca Generali – anche Consigliere Delegato di Generfid, membro del CdA di Agorai Innovation Hub e docente in business school internazionali – ha fatto il punto sullo stato e le prospettive del sistema imprenditoriale italiano, lanciando al contempo un messaggio chiaro alle nuove generazioni, rappresentate dalla platea di studenti e alumni dell’ateneo.

“I capitali fluiscono dove ci sono visione e competenza”, ha sottolineato. Partendo dal proprio percorso accademico e professionale – segnato anche da mobilità sociale e sinergia tra accademia e impresa – ciò che fa davvero la differenza nella crescita d’impresa, secondo Ameli, non sono unicamente le idee, ma la capacità di execution e le competenze tecniche e relazionali. “Nessuno costruisce da solo” è uno dei principi cardine richiamati nel suo discorso, a indicare la centralità del lavoro di squadra nelle imprese e in contesti economici sempre più complessi e incerti.

L’analisi si è quindi concentrata sulle PMI del sistema Italia, definito “un grande paradosso e insieme una grande opportunità”. Il Paese è, infatti, il più popolato d’Europa in termini imprenditoriali: conta quasi 5 milioni di imprese, di cui 240mila sono realtà strutturate a conduzione familiare. Queste generano il 42% del fatturato nazionale e danno lavoro a una persona su tre. Un patrimonio economico rilevante di cui, tuttavia, non si ha piena consapevolezza ed è spesso sottovalutato.

Il nodo cruciale resta però il passaggio generazionale, una delle principali sfide per il tessuto produttivo italiano. Nei prossimi 5 anni oltre il 20% delle imprese sarà chiamato ad affrontare questa transizione, in un contesto in cui solo il 30% è in grado di passare alla seconda generazione e appena il 13% alla terza.

“È in questi momenti di discontinuità che si rischia di distruggere valore, per mancanza di scelte”, ha spiegato Ameli, evidenziando come l’indecisione e l’inerzia rappresentino un rischio spesso invisibile ma elevato per le imprese. Da qui l’appello alle nuove generazioni: “queste aziende non vi stanno cercando, vi stanno aspettando, hanno bisogno di voi in questo momento delicato”. Le PMI sono alla ricerca di giovani competenze, energie e visione per affrontare le sfide della crescita e del domani.

Un messaggio che si traduce in quattro indicazioni concrete: scegliere industry solide e non mode passeggere; creare valore nei contesti più complessi e meno esplorati; costruire team in cui la diversità sia il vero motore e vantaggio; iniziare ed entrare in gioco, anche in piccolo.

Un approccio già applicato concretamente anche in Banca Generali, dove – ha raccontato Ameli – il suo team di professionisti tecnici ha investito sul miglioramento della capacità comunicativa, dando vita alla serie podcast Il valore che resta, con l’obiettivo di rendere più accessibile il mondo del wealth advisory a imprenditori e famiglie.

In chiusura, il messaggio strategico: il futuro delle PMI italiane non richiede di essere reinventato, ma sviluppato. “Il futuro dell’impresa italiana non è da inventare. È già qui, in mezzo a noi. E ha bisogno di persone che abbiano il coraggio di entrare in gioco”.

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