Giornalismo
La settimana della pace sullo stretto e dei fronti aperti della politica
Come ogni settimana ecco i fatti più importanti dei giorni passati
C’è l’accordo di pace tra Usa e Iran. A comunicarlo è stato il premier pachistano: cessazione immediata di tutte le operazioni militari su tutti i fronti, Libano compreso. La firma dell’intesa a Ginevra, dopo si riaprirà lo Stretto di Hormuz. Trump: che il petrolio scorra. Crolla il prezzo del barile. Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia: bene l’accordo ora attuarlo in modo rapido e completo, via le sanzioni all’Iran solo con passi chiari e verificabili sul nucleare.
Giorgia Meloni interviene sul caso della dichiarazione di antifascismo che gli editori dovranno sottoscrivere per partecipare alla fiera del libro di Roma Più libri più liberi sollevato da “Il Giornale”. La premier non usa giri di parole per condannare la decisione degli organizzatori definendola una “censura”.“È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono. Le case editrici dovranno ottenere quest’anno il “patentino antifascista”.
A Evian il vertice del G7 organizzato dalla presidenza francese, con un’agenda incentrata sui principali dossier internazionali: dal sostegno all’Ucraina alla stabilità del Medio Oriente con l’accordo Usa-Iran, dai partenariati con i paesi emergenti alla crescita economica, passando per l’intelligenza artificiale. I lavori si sono aperti con l’arrivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ricevuto dal presidente francese Emmanuel Macron per un incontro bilaterale. Previsto poi il benvenuto ufficiale ai leader del G7, seguito da una cena di lavoro dedicata ai grandi dossier internazionali.
A Milano nasce il movimento Europeisti.eu con l’obiettivo di creare un polo democratico, europeista, riformista in Italia. A tenerlo a battesimo è il leader di Azione Carlo Calenda, secondo cui «c’è un enorme campo da conquistare» soprattutto perché le prossime coalizioni in vista delle politiche andranno «da Vannacci a Tajani, da Renzi a Potere al Popolo e noi dobbiamo dare un’alternativa a questo scempio». Presenti anche Pina Picierno che ha da poco lasciato il Pd per fondare Spazio Pubblico Tra gli altri si sono alternati sul palco l’ex premier Mario Monti, Elena Bonetti, Luigi Marattin, Carlo Cottarelli, Giuseppe De Mita, Filippo Rossi
E’ morto il cardinale e arcivescovo Camillo Ruini, aveva 95 anni. Presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI, l’assemblea dei vescovi italiani) dal 1991 al 2007 ed ex cardinale vicario del papa per la diocesi di Roma, Ruini fu per anni uno dei religiosi più noti e influenti dal punto di vista politico, intervenendo spesso e con toni perentori per opporsi a iniziative dei governi di turno, specialmente quelli progressisti. Nella campagna referendaria sulla fecondazione assistita del 2005 promossa dai radicali, incitò esplicitamente e con successo all’astensionismo, così da sabotare l’iniziativa facendo mancare il raggiungimento del quorum.
(Ilpost)
Sono stati tutti assolti con la formula “il fatto non sussiste”gli 8 imputati nella prima sentenza delle numerose indagini aperte sulla gestione dell’urbanistica nel comune di Milano. Gli otto soggetti erano accusati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva. Si tratta del caso riguardante la “Torre Milano“, un grattacielo di 24 piani alto 85 metri edificato in via Stresa al posto di due piccole palazzine a uffici di 2 e 3 piani che un tempo ospitavano una casa editrice. la sentenza chiude con un’assoluzione piena il primo processo del filone sulla rigenerazione urbana.
Donald Trump ha siglato personalmente una copia del memorandum of understanding con l’Iran mentre era a cena con il presidente francese Emmanuel Macron a Versailles. La notizia è stata confermata dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. In Svizzera non si terrà alcuna cerimonia di firma formale. L’accordo in 14 punti include tra i punti principali: la fine immediata e permanente della guerra, revoca del blocco navale Usa, ripresa del traffico navale, fine delle sanzioni Usa, lo sblocco dei fondi e beni iraniani, il rispetto della sovranità e integrità territoriale altrui. L’iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. Le parti si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo definitivo entro un periodo massimo di 60 giorni.
(Skytg24)
La linea italiana sui migranti passa anche al Consiglio d’Europa: i 46 Stati membri si sono accordati su un testo sollecitato dalla maggioranza dei Paesi, tra i quali l’Italia e il Regno Unito, che auspicavano espulsioni più semplici per gli stranieri condannati, senza il rischio di incorrere in sanzioni per la violazione dei diritti umani. Si chiedeva che la Corte europea dei diritti dell’uomo modificasse la propria interpretazione dei testi in modo meno favorevole ai diritti degli stranieri. E’ già successo che la Corte di Strasburgo decidesse che le espulsioni violavano il diritto alla vita familiare degli stranieri condannati, tagliandoli dalla loro famiglia, o rischiavano di esporli a trattamenti degradanti.
Le forze militari ucraine hanno colpito per la seconda volta in una settimana una raffineria nella regione di Mosca. Il sindaco della capitale russa Sergey Sobyanin ha dichiarato che la difesa aerea ha intercettato 180 droni mentre si avvicinavano alla città, ma che “alcuni” sono comunque riusciti a colpire una raffineria, in quello che ha definito un attacco “massiccio”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l’attacco alla raffineria in un post su X, in cui ha condiviso un video che sembra mostrare le conseguenze dei raid.
(Euronews)
Elezioni politiche 2027: prende corpo l’ipotesi del voto ad aprile, una possibilità considerata con crescente realismo dalle parti di Palazzo Chigi e tra i partiti di maggioranza e secondo alcune fonti parlamentari tra le strutture della Presidenza del Consiglio e quelle del Quirinale. Il dato politico costituzionale più rilevante è che se la premier si presentasse dopo la manovra con una maggioranza formalmente viva ma politicamente logorata, il Quirinale potrebbe prendere atto dello scioglimento come soluzione ordinata, non come forzatura.
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