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Criminalità

Gioco d’azzardo e scommesse: il riciclaggio nel divertimento

L’inchiesta analizza l’espansione del gioco d’azzardo in Italia, divenuto un’infrastruttura finanziaria da oltre 150 miliardi. Le mafie ne sfruttano la crescita, specialmente online, per riciclare proventi illeciti con ritorni superiori al narcotraffico e minori rischi

5 Ottobre 2026

Nelle stanze illuminate dal freddo bagliore dei terminali, i numeri non dormono mai. Scivolano leggeri, invisibili e puliti, attraversando confini e portali digitali per trasformare il denaro sporco della strada in un’illusione di legalità. Là dove una volta c’erano le valigette di contanti e i vicoli bui, oggi c’è un click silenzioso: la roulette infinita di un’economia nell’ombra che non perde mai. Quella del riciclaggio.

L’infrastruttura finanziaria dell’azzardo in Italia e i volumi della spesa

Il comparto del gioco d’azzardo e delle scommesse in Italia ha compiuto una metamorfosi profonda negli ultimi anni, trasformandosi da semplice settore ricreativo ad autentica infrastruttura finanziaria a elevatissima intensità di capitale. L’evoluzione dei volumi d’affari evidenzia una traiettoria di crescita costante: la raccolta complessiva è passata dai 111,7 miliardi di euro del 2021 ai 136 miliardi del 2022, fino a varcare la soglia dei 150-157 miliardi di euro annui nelle rilevazioni più recenti. Questa massa monetaria imponente equivale a circa il 7,1% del Prodotto Interno Lordo nazionale, una quota d’impatto paragonabile all’intera spesa sanitaria pubblica italiana (pari a poco più di 130 miliardi di euro, il 6,7% del PIL) e quasi doppia rispetto alle risorse destinate al sistema dell’istruzione.

Tuttavia, all’esplosione della spesa bruta non corrisponde un incremento proporzionale delle entrate per le casse dello Stato. Nel 2024 l’Erario ha incassato circa 11,5 miliardi di euro di gettito fiscale; una cifra che dimostra una resa proporzionalmente inferiore rispetto al passato (nel 2018 il gettito era di 10,3 miliardi a fronte di volumi complessivi di giocata nettamente inferiori). La ragione di questo disallineamento risiede nel profondo mutamento strutturale delle abitudini di consumo: il progressivo e massiccio travaso dal gioco fisico verso le piattaforme digitali e online, caratterizzate da un’aliquota di prelievo fiscale significativamente più ridotta rispetto agli apparecchi di tipo AWP (Amusement with Prizes o “newslot”) e VLT (Video Lottery Terminal).

Mentre gli apparecchi fisici hanno registrato una flessione della raccolta del 30% rispetto al 2019, attestandosi a 32,6 miliardi di euro nel 2024, il comparto online ha conosciuto un vero e proprio boom demografico e finanziario. I conti di gioco attivi sulla rete internet sono passati da 11 milioni nel 2020 a quasi 16 milioni nel 2024, registrando un incremento di 5 milioni di account in soli quattro anni. La portata monetaria del gioco remoto è imponente: nel solo 2023 sono stati ricaricati sui conti di gioco 10,385 miliardi di euro a fronte di prelievi per 6,615 miliardi; una dinamica che ha lasciato oltre 4 miliardi di euro di giacenza inattiva o infruttuosa direttamente sui conti intermediati dai concessionari, fruibili a costo zero.

La geografia della spesa riflette marcate asimmetrie territoriali e sociali. La Campania guida la classifica nazionale della spesa pro capite con 3.692 euro annui per abitante (inclusi i minori, ai quali il gioco è precluso per legge), seguita dall’Abruzzo con 3.319 euro, dal Molise con 3.275 euro e dalla Calabria con 3.148 euro. Tra i grandi centri urbani, Roma detiene il primato assoluto della spesa in termini assoluti, toccando gli 8,33 miliardi di euro nel 2024 (+7,1% rispetto al 2023), staccando nettamente Milano (3,94 miliardi di euro) e Napoli (3,45 miliardi). Nel panorama dei comuni italiani spicca il caso di Prato, dove la raccolta complessiva ha raggiunto gli 885 milioni di euro nel 2024, generando una spesa media pro capite record di 4.298 euro per residente.

La convenienza strategica dell’infiltrazione mafiosa

Per le organizzazioni criminali di stampo mafioso, il settore dei giochi e delle scommesse ha smesso da tempo di essere un semplice ambito di estorsione sistemica o controllo parassitario del territorio per trasformarsi in una piattaforma integrata di investimenti, riciclaggio e autoriciclaggio. La penetrazione criminale nel comparto legale e illegale è fotografata dalla mappa tracciata dagli organi investigativi: la Campania registra la presenza di ben 40 clan mafiosi attivi nel business dell’azzardo, seguita dalla Calabria con 39 consorterie e dalla Sicilia con 38. Il fenomeno non risparmia il Centro-Nord, con 24 gruppi rilevati nel Lazio, 22 in Puglia e 9 ciascuna in Liguria e Piemonte.

L’interesse prioritario delle mafie per l’azzardo si fonda su una precisa convenienza economico-operativa. Il Generale della Guardia di Finanza Nicola Altiero ha sintetizzato la redditività differenziale dell’azzardo rispetto ai mercati illeciti tradizionali: un euro investito dalle consorterie criminali nel narcotraffico produce mediamente un profitto compreso tra i sei e i sette euro; lo stesso euro investito nel circuito dell’azzardo e delle scommesse genera invece tra gli otto e i nove euro di guadagno, a fronte di rischi giudiziari e operativi decisamente inferiori.

Le motivazioni strategiche che rendono il settore un fattore d’attrazione irrinunciabile per i capitali illeciti derivano da fattori strutturali:

  • Massimizzazione del ritorno sull’investimento (ROI): La resa finanziaria del settore supera quella del traffico di stupefacenti senza richiedere la gestione di complesse catene logistiche ad alto rischio di intercettazione o di perdita del carico.
  • Simmetria di rischio penale ed edittale: Le sanzioni per l’esercizio abusivo di scommesse o per reati societari legati al gioco sono storicamente più contenute rispetto a quelle previste per l’associazione finalizzata al traffico di droga o per il sequestro e l’estorsione.
  • Capacità imponente di assorbimento della liquidità: L’elevata frequenza delle transazioni in contanti o in moneta elettronica consente di diluire e confondere flussi finanziari di provenienza delittuosa all’interno di enormi volumi legali generati da milioni di scommettitori.
  • Mimetizzazione societaria e transnazionale: L’uso di licenze internazionali, concessioni schermate e architetture informatiche estere consente ai gruppi criminali di operare a cavallo tra legalità ed illegalità, opponendo ostacoli formali alle indagini di polizia giudiziaria.

Le grandi inchieste giudiziarie: l’articolata mappatura della Magistratura

Operazione Gambling e la matrice transnazionale maltese

L’operazione “Gambling”, scattata nel luglio 2015 sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Reggio Calabria e condotta in maniera congiunta da Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, rappresenta la prima grande indagine strategica che ha svelato al mondo giudiziario la dimensione transnazionale dell’infiltrazione della ‘ndrangheta nel settore delle scommesse online. L’inchiesta ha colpito una strutturata associazione a delinquere con proiezioni internazionali guidata dall’imprenditore Mario Gennaro, ritenuto il dominus del network e strettamente legato a Giorgio Benestare e alla storica cosca Tegano di Reggio Calabria.

Il modello criminale individuato nell’operazione “Gambling” prevedeva la creazione di una complessa rete di società estere utilizzate come “scatole cinesi” per raccogliere giocate in Italia aggirando la normativa fiscale e di pubblica sicurezza. Il perno delle operazioni risiedeva a Malta, dove il gruppo aveva registrato e gestiva la società Betuniq, titolare di licenze d’azzardo locali con cui offriva scommesse sul territorio italiano attraverso una rete capillare di circa 1.500 punti vendita e centri scommesse. Il circuito permetteva di convogliare le giocate fisiche raccolte in Italia verso server ubicati all’estero, schermando i reali volumi d’affari e riciclando ingenti flussi di contante derivanti dai delitti della consorteria mafiosa.

L’indagine ha portato all’esecuzione di decine di ordinanze di custodia cautelare e al sequestro di beni per un valore stimato in oltre 2 miliardi di euro. Il dispositivo ablativo ha colpito l’intera struttura aziendale di Betuniq, insieme a numerose altre società veicolo estere dislocate in vari Paesi: in Austria è stata sequestrata la UNIQ Group Buchmacher GmbH con sede a Innsbruck; in Romania sono stati posti i sigilli alle società Be.Uniq Est Srl e Zeta Gaming Srl a Bucarest; in Spagna sono state oscurate e sequestrate le entità Crossbit SL e Irospace SL, entrambe registrate nell’arcipelago delle Canarie. L’operazione ha dimostrato come le mafie utilizzassero giurisdizioni estere compiacenti o caratterizzate da minori controlli antiriciclaggio per ripulire enormi masse di denaro sporco, facendole poi rientrare nel circuito finanziario legale sotto forma di utili societari apparendo trasparenti.

Operazione Galassia e la rete ombra del gioco online

L’evoluzione delle tecniche operative svelate da “Gambling” ha trovato una conferma nell’operazione “Galassia”, eseguita nel novembre 2018 dalla DDA di Reggio Calabria insieme al Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata (GICO) della Guardia di Finanza. L’indagine ha svelato l’esistenza di un vero e proprio cartello criminale integrato, promosso da imprenditori del settore e partecipato attivamente da diverse casate di ‘ndrangheta (tra cui i clan Tegano, Pesce, Cacciola e Barreca), capace di monopolizzare il mercato delle scommesse online a quota fissa mediante la creazione di piattaforme “.com” illegali.

Il meccanismo truffaldino si basava sull’utilizzo fittizio dei Centri Trasmissione Dati (CTD) e dei Punti Vendita Ricarica (PVR) distribuiti su tutto il territorio nazionale. Attraverso queste strutture fisiche, apparentemente destinate solo alla vendita di ricariche o alla fornitura di servizi informatici, i gestori raccoglievano banco contanti da parte dei clienti scommettitori, inserendo le puntate su piattaforme informatiche non autorizzate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il sistema operava una vasta evasione d’imposta unica e generava profitti occulti di proporzioni straordinarie, che venivano poi riciclati tramite sofisticate architetture finanziarie.

Figure centrali emerse dalle indagini sono quelle di Antonio Ricci, imprenditore catturato a Malta e successivamente al centro di complesse procedure giudiziarie, e dell’imprenditore romano Paolo Carlo. L’organizzazione faceva ricorso a trust di diritto maltese e a portafogli finanziari complessi per blindare e segregare il patrimonio accumulato. L’operazione “Galassia” ha portato al sequestro preventivo di compendi aziendali, fabbricati, disponibilità finanziarie e società di capitali (tra cui entità di diritto austriaco) per un valore complessivo superiore ai 400 milioni di euro. L’iter giudiziario ha segnato una tappa fondamentale nel luglio 2024, quando il Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il rinvio a giudizio per 16 persone impiegate nella rete, contestando a vario titolo i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio ed esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa.

Babylonia, Gaming Offline, Double Jack, Skinning e Scommessa

L’azione della Magistratura e delle Forze di Polizia si è estesa in maniera capillare sul territorio nazionale, dimostrando come l’infiltrazione nel settore dei giochi non riguardi soltanto le piattaforme online, ma si estenda all’infrastruttura fisica delle sale slot e degli apparecchi di intrattenimento collocati negli esercizi pubblici.

A Roma, l’operazione “Babylonia”, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma, ha fatto luce sulle attività di un violento ed egemone sodalizio criminale impegnato nel riciclaggio di proventi illeciti mediante l’acquisizione diretta di sale giochi, videolottery e locali pubblici di primissimo piano. L’indagine ha portato al sequestro di un patrimonio del valore di oltre 300 milioni di euro a carico di figure chiave come Andrea Scanzani e il gruppo Vitagliano. Tra i beni confiscati figurano storici e notissimi bar della Capitale, come il bar “MIZZICA!” (con i punti vendita di via di Catanzaro e Piazza Acilia) e il locale “MACAO”, acquisiti attraverso società veicolo per ripulire enormi flussi di contante generati dal noleggio e dalla gestione di macchine VLT e slot machine.

Nel Sud Italia, le indagini parallele denominate “Gaming Offline”, “Double Jack”, “Skinning” e “Scommessa” hanno tracciato un quadro omogeneo d’infiltrazione:

  • Operazione Gaming Offline e Double Jack (Catania): La Guardia di Finanza di Catania ha svelato l’intreccio sistematico tra società attive nel settore delle scommesse online e la potente famiglia mafiosa dei Santapaola-Ercolano. L’inchiesta ha consentito di accertare un’imponente frode fiscale ed evasione delle imposte sui giochi per un ammontare di circa 600 milioni di euro, attuata mediante il trasferimento dei server di raccolta in Paesi a fiscalità privilegiata e la gestione di centri scommesse clandestini sul territorio etneo.
  • Operazione Scommessa (Puglia/Bari): Ha documentato la creazione di un impero economico da oltre 63 milioni di euro edificato dalla criminalità organizzata pugliese sfruttando le scommesse sportive clandestinamente raccolte e la progressiva acquisizione di concessioni ed esercizi commerciali legali utilizzati come paravento.

Mappatura analitica dei flussi finanziari di riciclaggio e autoriciclaggio

Circuito online e conti di gioco interposti: dinamiche di ripulitura

L’analisi integrata delle evidenze investigative della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e delle analisi finanziarie dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) consente di ricostruire le precise direttrici operative utilizzate dalle consorterie criminali per effettuare il riciclaggio ed il lavaggio del denaro sporco attraverso i canali di gioco remoti.

Il processo tipico di ripulitura tramite conti di gioco online segue una successione definita di passaggi. In prima battuta, l’organizzazione criminale provvede al reclutamento e all’interposizione fittizia di prestanome. Si tratta dell’ingaggio di una pluralità di soggetti incensurati o in stato di bisogno a cui viene fatta intestare l’apertura di centinaia di conti di gioco online presso concessionari legali autorizzati. Successivamente si passa all’alimentazione del conto mediante contante o strumenti di pagamento anonimi: i conti vengono ricaricati in modo frazionato e sistematico acquistando voucher e carte prepagate presso Punti Vendita Ricarica (PVR) compiacenti o direttamente controllati dal clan, impiegando denaro contante generato da attività delittuose quali traffico di stupefacenti, usura ed estorsioni.

La fase centrale del meccanismo risiede nella simulazione dell’attività di gioco e nell’abbattimento del rischio monetario. A differenza del giocatore comune, il riciclatore non ricerca la vincita, bensì la conservazione del capitale. Il denaro accreditato sul conto viene impiegato solo in minima parte per scommesse a margine di rischio quasi nullo (ad esempio puntate su eventi sportivi con quote bassissime) oppure attraverso strategie di coperture incrociate su esiti opposti dello stesso evento, eseguite contemporaneamente da conti diversi gestiti dalla medesima regia criminale. Raggiunta la parvenza di un’attività di gioco effettiva, si procede allo smobilizzo e alla monetizzazione tramite canale bancario: il saldo presente sul conto viene prelevato richiedendone l’accredito diretto via bonifico o assegno circolare indirizzato su un conto corrente intestato al prestanome. La transazione bancaria in uscita assume la causale formale di “prelievo da conto di gioco”, trasformando il contante di provenienza illecita in una risorsa del tutto tracciabile, bancarizzata e apparentemente prodotta da vincite o attività di intrattenimento legale.

Vulnerabilità del gioco fisico: Video Lottery Terminal (VLT), AWP e compravendita di titoli vincenti

Nel comparto del gioco su rete fisica, le tecniche di manipolazione finanziaria sfruttano le peculiarità tecnologiche delle macchine da gioco e l’interazione diretta con il contante.

Negli apparecchi Video Lottery Terminal (VLT), collegati a sistemi di elaborazione centrali ma dotati di accettatori di banconote ad alto taglio, le tecniche di riciclaggio si basano sull’inserimento diretto di contante di provenienza illecita. Il riciclatore inserisce ingenti somme in banconote da 100, 200 o 500 euro all’interno del terminale. Senza effettuare alcuna puntata, o limitandosi a giocate simboliche di pochi centesimi, l’operatore richiede immediatamente l’erogazione del credito tramite il tasto di incasso (payout), ottenendo l’emissione di un ticket cartaceo indicante il saldo disponibile. Il ticket viene quindi presentato alla cassa del gestore della sala per ottenerne il pagamento in contanti o con assegno. In questo modo, le banconote sporche inserite nella macchina vengono sostituite dal denaro presente nella cassa del gestore (denaro tracciato e contabilizzato), e il cliente ottiene una ricevuta di incasso del ticket utilizzabile per giustificare la provenienza dei fondi di fronte alle autorità fiscali e antiriciclaggio.

Una seconda tecnica diffusa nelle sale da gioco fisiche consiste nella compravendita dei titoli vincenti. I referenti dei clan criminali presidiano le sale slot, i casinò o le sale bingo alla ricerca di giocatori reali che abbiano realizzato vincite di importo elevato. Il riciclatore propone al vincitore di acquistare il ticket o la fiche vincente pagandolo per intero in contante “sporco”, aggiungendo un sovrapprezzo a titolo di premio (in genere compreso tra il 5% e il 10% del valore della vincita). Lo scommettitore incassa immediatamente il denaro liquido senza attendere i tempi di pagamento tracciato, mentre l’esponente della criminalità incassa ufficialmente il titolo vincente presso il concessionario, facendosi intestare la vincita ed ottenendo un pagamento mediante bonifico bancario, con tanto di attestazione di vincita rilasciata dall’operatore pubblico.

Architetture societarie estere, Trust e schemi di autoriciclaggio

Su un livello organizzativo superiore, le consorterie criminali integrano il comparto scommesse all’interno di complesse architetture finanziarie estere, disegnate per realizzare operazioni di autoriciclaggio ed evasione fiscale su vasta scala.

Questo schema societario articolato si sviluppa lungo tre livelli strutturali:

  1. Livello di facciata legale (Retail fisico e digitale): Si tratta della rete capillare di Punti Vendita Ricarica (PVR), Centri Trasmissione Dati (CTD), bar ed edicole situati in Italia e gestiti direttamente o indirettamente da soggetti affiliati. Questa infrastruttura raccoglie il denaro fisico dei giocatori e garantisce la presenza pervasiva del marchio sul territorio.
  2. Livello di intermediazione offshore (Società concessionarie ed operatore “.com”): Il software di gestione delle scommesse e i server centrali di memorizzazione dei dati di gioco vengono collocati in giurisdizioni estere caratterizzate da regimi fiscali di favore e da normative antiriciclaggio meno rigide (Malta, Curaçao, Romania, Austria, Gibilterra). Le società estere incassano i flussi finanziari generati dalla rete italiana tramite contratti di fornitura di servizi informatici o licenze d’uso del marchio (royalties), svuotando la base imponibile in Italia ed erodendo le imposte erariali.
  3. Livello di segregazione patrimoniale e re-investimento (Trust e veicoli finanziari): I profitti netti generati dall’attività abusiva e dal lavaggio del denaro vengono schermati all’interno di Trust finanziari, fondazioni straniere e società immobiliari di investimento con sede nei paradisi fiscali. Da questi veicoli, le risorse finanziarie ripulite vengono reinvestite per acquistare immobili di pregio, attività commerciali nel settore della ristorazione, o per sottoscrivere quote di società concessionarie ufficiali, completando il ciclo dell’autoriciclaggio nell’economia legale.Il dispositivo di contrasto: indicatori UIF, vigilanza ed opzioni di prevenzione

Il dispositivo di contrasto: indicatori UIF, vigilanza ed opzioni di prevenzione

Gli indicatori di anomalia dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF)

L’ossatura del sistema di prevenzione finanziaria contro il riciclaggio nel comparto dell’azzardo è rappresentata dall’attività dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), istituita presso la Banca d’Italia in attuazione del D.Lgs. 231/2007 e successivamente rafforzata dal D.Lgs. 90/2017. Un passaggio normativo e operativo fondamentale si è compiuto con l’emanazione del Provvedimento UIF del 12 maggio 2023 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 121 del 25 maggio 2023 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2024), che ha aggiornato e riordinato gli indicatori di anomalia per l’individuazione delle operazioni sospette.

Il provvedimento ha strutturato un corpus di 34 indicatori generali articolati in circa 400 sub-indici di anomalia, concepiti come guida per consentire ai soggetti obbligati (concessionari di gioco, gestori di sale, intermediari finanziari) di intercettare operatività opache. In questo contesto assume un ruolo rilevante il Codice Fenomeno G01 (“Operatività anomala inerente a giochi e scommesse”), destinato alla codifica informatica delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS) inviate dai soggetti obbligati.

Tra gli indici e sub-indici specifici elaborati dalla UIF in materia di giochi e scommesse figurano fattispecie chiare:

  • Anomalie nella gestione dei Conti di Gioco online: Mancato o insignificante utilizzo di giacenze di rilevante importo presenti sul conto di gioco per periodi prolungati, specie se intestate a soggetti dal profilo economico incoerente o con anomalie soggettive; improvviso, vorticoso ed ingiustificato aumento dell’operatività (ricariche ed immediati prelievi) a valere su conti rimasti inattivi o scarsamente movimentati per lungo tempo; frequente ed anomala apertura e chiusura di conti di gioco riconducibili alla medesima persona fisica o ad un medesimo indirizzo IP / gruppo familiare.
  • Anomalie nel gioco fisico e nei casinò: Richieste cospicue di acquisto o di cambio di titoli abilitanti al gioco (fiches, gettoni, ticket) effettuate con ricorso a contante in banconote di piccolo taglio o, al contrario, in tagli da 200 e 500 euro; ingresso all’interno di sale da gioco o casinò da parte di soggetti già in possesso di elevati quantitativi di titoli o fiches acquistate in precedenza o provenienti da altre strutture; richieste di incasso e riscossione della vincita da parte di soggetti diversi rispetto all’effettivo acquirente identificato al momento del gioco o attraverso delegati ricorrenti; concentrazione di giocate ripetute, effettuate presso il medesimo punto vendita o in punti tra loro vicini, aventi ad oggetto lo stesso evento e puntate identiche su medesimi esiti.

L’efficacia della rete di prevenzione si riflette nei numeri relativi alle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS) trattate dall’Unità: nel corso del 2022 la UIF ha ricevuto complessivamente 155.426 segnalazioni, mentre nel 2024 le SOS trattate sono state 145.401. Con specifico riferimento al comparto dei giochi, l’analisi del flusso informativo rileva un’impennata: nel solo primo semestre del 2025 le segnalazioni riferibili al settore dell’azzardo sono state 6.433, registrando un incremento del 37% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; la quasi totalità delle anomalie intercettate è risultata direttamente collegata all’operatività del gioco remoto e dei conti online.

Presidi di controllo sul territorio: ADM, Guardia di Finanza e Registro RUA

L’attività di prevenzione e contrasto del gioco illecito si fonda sulla cooperazione operativa tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e la Guardia di Finanza.

Nel quinquennio compreso tra il 2020 ed il 2024, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha effettuato complessivamente 125.083 interventi ispettivi sul territorio nazionale. La ripartizione delle verifiche evidenzia la priorità attribuita ai segmenti a maggiore rischio d’infiltrazione: 66.283 controlli sono stati svolti su Slot machine (AWP) e Videolottery (VLT) presso sale giochi, bar ed esercizi pubblici; 29.882 controlli hanno interessato la rete del Lotto e dei concorsi numerici, affiancati da verifiche mirate sulla regolarità delle licenze ed ex art. 88 TULPS per le scommesse sportive. In parallelo, ADM cura e aggiorna costantemente la “black list” dei siti d’azzardo non autorizzati, disponendone l’oscuramento e il blocco dell’instradamento del traffico internet tramite i provider operanti in Italia.

L’azione repressiva svolta dalla Guardia di Finanza nell’anno 2024 conferma la persistenza del fenomeno: gli interventi eseguiti lungo l’intera filiera del gioco hanno portato alla denuncia a piede libero di 378 soggetti all’Autorità Giudiziaria per reati legati all’esercizio abusivo di giochi e scommesse ed al riciclaggio. Nello stesso periodo, i reparti territoriali e speciali delle Fiamme Gialle hanno individuato e sottoposto a sequestro 345 punti clandestini di raccolta scommesse operanti come CTD o PVR abusivi, verbalizzando violazioni amministrative e constatando circa 2,4 milioni di euro di Imposta Unica sui giochi sottratta all’Erario.

A tutela dei soggetti vulnerabili e come presidio antiriciclaggio indiretto, la normativa di settore ha introdotto il Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA). Gestito direttamente dall’ADM, il RUA consente ai cittadini affetti da ludopatia o che intendono inibirsi l’accesso al gioco di iscriversi in una banca dati centralizzata che blocca automaticamente l’apertura di nuovi conti di gioco e l’utilizzo dei conti esistenti su tutte le piattaforme concessionarie legali.

Intelligence antimafia, cooperazione internazionale e riforme prospettiche

Sul piano dell’intelligence della polizia giudiziaria, la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ed il Comando Generale della Guardia di Finanza hanno implementato sofisticati strumenti d’analisi massiva dei dati per intercettare i profili di rischio di riciclaggio prima che il denaro sia definitivamente integrato nell’economia legale.

La DIA si avvale del sistema informatico integrato “EL.I.O.S.” (Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette), una piattaforma in grado di processare e incrociare in tempo reale decine di migliaia di Segnalazioni di Operazioni Sospette trasmesse dalla UIF con gli elementi informativi provenienti dall’analisi delle strutture criminali, dall’Anagrafe Tributaria, dalla banca dati delle misure di prevenzione e dal Sistema Informativo Interforze (S.D.I.). In attuazione dei protocolli stipulati con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (DNAA), le segnalazioni ad alto rischio di condizionamento mafioso vengono arricchite tramite l’interrogazione delle banche dati giudiziarie SIDNA (Sistema Informativo Direzione Nazionale Antimafia) e REGE (Registro Generale notizie di reato). Nel solo periodo di riferimento analizzato nei protocolli d’intesa, la DIA ha processato massivamente quasi 100.000 segnalazioni di operazioni sospette, selezionando ed evidenziando alla DNA oltre 23.400 flussi finanziari opachi potenzialmente riconducibili alle consorterie di tipo mafioso; nel 93% dei casi selezionati, gli approfondimenti svolti hanno confermato un legame diretto con procedimenti penali o di prevenzione patrimoniale già attivi presso le Direzioni Distrettuali Antimafia competenti.

Sul fronte del contrasto operativo internazionale, la DIA ha promosso la creazione della “Rete Operativa Antimafia” (ONNET – Operational Network), un network investigativo al quale hanno aderito 34 forze di polizia in rappresentanza di 29 Paesi, sostenuto finanziariamente dalla Commissione Europea. L’obiettivo prioritario della rete è il supporto coordinato alle unità investigative e finanziarie impegnate nel contrasto ai grandi patrimoni mafiosi delocalizzati all’estero tramite piattaforme di gioco online e transazioni transfrontaliere. Le missioni congiunte ed i blitz internazionali eseguiti nel quadro della rete ONNET hanno consentito l’arresto complessivo di 556 persone e l’esecuzione di sequestri patrimoniali per circa 151 milioni di euro.

Nonostante i risultati raggiunti dalle forze dell’ordine e dalla Magistratura, l’analisi degli organi inquirenti evidenzia la necessità di mirati interventi normativi di riforma:

  • Estensione dei poteri di approfondimento diretto della DIA: L’introduzione di modifiche legislative che attribuiscano alla DIA il potere-dovere esplicito di svolgere approfondimenti investigativi diretti anche di fronte a input informativi o segnalazioni di origine finanziaria internazionale.
  • Rafforzamento della tracciabilità nei Punti Vendita Ricarica (PVR): L’adozione di un registro unico centralizzato dei titolari dei PVR e la drastica limitazione dell’uso del contante per l’acquisto di ricariche sui conti di gioco remoti, imponendo l’impiego esclusivo di strumenti di pagamento personalizzati e tracciabili.
  • Omogeneizzazione delle normative antiriciclaggio transfrontaliere: La promozione di uno standard normativo europeo uniforme per l’attribuzione delle licenze di gioco online, volto ad azzerare le asimmetrie normative sfruttate dai gruppi criminali in giurisdizioni a fiscalità e controllo attenuati.
  • Interconnessione diretta delle banche dati dell’Erario e dell’Antimafia: L’integrazione automatizzata tra i flussi di giocate monitorati in tempo reale dal sistema SOGEI dell’ADM e le banche dati antiriciclaggio della UIF e delle Forze di Polizia, per generare segnalazioni immediate al verificarsi di anomalie volumetriche sui conti di gioco.

Sintesi strategica e conclusioni

Prospettive d’azione e bilancio dell’impatto economico

L’analisi dell’evoluzione del fenomeno dimostra come il gioco d’azzardo e le scommesse abbiano perso la sola dimensione ricreativa per assurgere a perno delle strategie finanziarie della criminalità organizzata. L’azzardo rappresenta per le mafie un fattore di moltiplicazione economica: un settore capace di garantire rendimenti superiori ad ogni altra attività illecita, offrendo al contempo lo strumento idealmente concepito per mimetizzare e ripulire il denaro sporco all’interno di flussi legali.

Il travaso progressivo dei volumi finanziari verso i canali digitali ed online ha ridefinito la natura della penetrazione mafiosa, trasformandola da fenomeno prevalentemente territoriale in un’architettura criminale transnazionale, altamente tecnologica ed evoluta sotto il profilo finanziario. Le grandi indagini giudiziarie da “Gambling” a “Galassia”, fino alle operazioni “Babylonia” e “Gaming Offline”, hanno dimostrato che il contrasto efficace all’infiltrazione mafiosa nell’azzardo non può limitarsi ad interventi repressivi ex post, ma richiede la costante manutenzione e il continuo affinamento dei presidi di prevenzione finanziaria.

L’efficacia della risposta istituzionale ed erariale risiederà nella capacità di coniugare l’analisi finanziaria massiva delle operazioni sospette guidata dalla UIF e dalla DIA con la chiusura delle falle normative ancora esistenti, specialmente sul terreno delle giurisdizioni estere compiacenti e dei punti fisici di ricarica sul territorio. Soltanto attraverso una cooperazione investigativa transfrontaliera priva di ostacoli formali ed una tracciabilità integrale ed inderogabile di ogni singolo flusso di denaro destinato al gioco sarà possibile sottrarre alle consorterie mafiose uno dei più imponenti motori di accumulazione di capitale della storia criminale recente.

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