Energia

Decreto Bollette 2026: cosa prevede per imprese e famiglie

Dal contributo da 115 euro per i vulnerabili agli sconti per imprese e nuove regole su gas e data center. Sono alcune tra le misure contenute nel Decreto Bollette approvato dal Consiglio dei Ministri

19 Febbraio 2026

Il Consiglio dei Ministri, il 18 febbraio 2026, dopo alcune limature, ha approvato il Decreto Bollette 2026, contenente misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche, e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico. Il decreto entrerà in vigore una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni. “Con questo provvedimento, che vale oltre tre miliardi di euro – spiega il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto – interveniamo su una priorità assoluta: garantire energia a prezzi più bassi per famiglie e imprese, con risparmi effettivi. Il governo ha scelto ancora una volta la strada della concretezza, per la competitività del sistema Paese e per la crescita economica”.

Decreto Bollette: contributi destinati alle famiglie

Il decreto legge prevede un contributo aggiuntivo pari a 115 euro all’anno sulla bolletta elettrica per 2,7 milioni di famiglie vulnerabili che già percepiscono il bonus sociale (200 euro). Dal primo gennaio 2026, la soglia Isee per il bonus sociale è salita a 9.796 euro (fino a 3 figli) e resta a 20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli. Il beneficio complessivo per queste famiglie sarà pari a 315 euro all’anno.

Il Decreto Bollette introduce anche un contributo fino a 60 euro sulla bolletta elettrica per 4,5 milioni di famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro che non percepiscano però bonus sociali. Si legge che “i venditori di energia elettrica possono riconoscere ai propri clienti domestici residenti, che non siano titolari del bonus sociale e con Isee annuale non superiore a 25.000 euro un contributo straordinario a copertura di acquisto dell’energia elettrica”. Ai venditori che aderiscono al meccanismo è rilasciata una attestazione che può essere utilizzata anche a fini commerciali.

Oltre ai requisiti personali, bisogna rispettare quelli di fornitura elettrica: i consumi del primo bimestre dell’anno (o di fornitura per i nuovi contratti) devono essere inferiori a 0,5 MWh (500 KWh); i consumi dei 12 mesi precedenti il termine del bimestre devono essere inferiori a 3 MWh (3.000 KWh).

Rimodulazione degli incentivi

Un passaggio decisivo per la riduzione delle bollette dei cittadini riguarda la riforma della componente ASOS, ovvero gli oneri destinati al sostegno delle rinnovabili. Il decreto propone ai titolari di vecchi impianti fotovoltaici di rimodulare i propri incentivi: accettando una riduzione della tariffa (fino al 30%), i proprietari otterranno in cambio un’estensione della durata della convenzione. L’obiettivo è favorire il rifacimento integrale degli impianti esistenti, incentivando l’uso di componentistica prodotta in Europa e incrementando la produttività energetica italiana senza consumare nuovo suolo.

Le misure per le imprese

Per tutte le imprese, è previsto un contributo sulla bolletta elettrica di 431 milioni per 2026, 500 milioni per il 2027, 68 milioni per il 2028. Il beneficio si traduce in uno sconto pari a 3,4 euro/MWh per l’anno 2026, 4 euro/MWh per l’anno 2027 e 0,54 euro/MWh per l’anno 2028. Le risorse derivano da un incremento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP applicata alle imprese sulle aziende che producono, distribuiscono e forniscono energia e prodotti energetici. “Utilizziamo le risorse ricavate per abbattere gli oneri di sistema che gravano sulle bollette di oltre 4 milioni di imprese”.

Previsto anche un ulteriore contributo sulla bolletta elettrica di 850 milioni per le imprese, corrispondente a 6,8 euro al MWh. Si tratta di una riduzione pari a circa 0,0068 euro per kWh, che viene applicata direttamente sulla componente degli oneri generali di sistema della bolletta, senza necessità di presentare domande o istanze. Le risorse derivano dalla riduzione delle tempistiche di giacenza degli oneri di sistema, versati dai venditori, nelle casse delle imprese distributrici di energia elettrica.

Tra le novità previste, “anche un meccanismo che introduce di fatto il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas”, con l’obiettivo di svincolare il prezzo dell’energia elettrica dagli eventuali aumenti del gas.

Decreto Bollette: Promozione contrattualizzazione impianti FER

Il decreto prevede anche la promozione della contrattualizzazione degli impianti FER (fonti energetiche rinnovabili) a fine incentivazione a prezzi calmierati all’interno del servizio di aggregazione svolto da Acquirente Unico nell’ambito della bacheca PPA, prevedendo una premialità, pari al 15% della differenza tra la media annua ponderata, sulle quantità contrattualizzate, dei prezzi del mercato spot nella zona in cui è localizzato l’impianto e il prezzo riconosciuto nell’ambito del servizio di aggregazione.

Pmi: revisione degli incentivi del Conto energia

Nel decreto è prevista la revisione dei meccanismi incentivanti del Conto energia e modifiche dei tempi di versamento degli oneri da parte dei distributori. Come era stato anticipato, verrà venduto il gas stoccato durante la crisi energetica del 2022 per eliminare la differenza di prezzo (spread) fra il gas alla borsa europea Ttf e a quella italiana Psv. Il decreto prevede una “gas release” a prezzo calmierato per le industrie. Si promuove il ricorso ai “Power Purchase Agreements”.

Nello specifico, si prevede la facoltà dei soggetti titolari degli impianti fotovoltaici beneficiari dei Conti Energia di aderire a un meccanismo che, a fronte di una riduzione dell’incentivo del 15% o del 30% nel secondo semestre 2026 e nel 2027, ne estende la durata di 3 o di 6 mesi.

Decreto Bollette: Data Center e rinnovabili

Per rispondere alla domanda di digitalizzazione, il decreto introduce una “corsia unica” per i Data Center, con procedure di autorizzazione che non potranno superare i dieci mesi e l’accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili. Si impone anche una maggiore trasparenza nella gestione della rete. Terna sarà obbligata a mappare e pubblicare la capacità residua della rete di trasmissione, permettendo agli investitori di sapere in anticipo dove è possibile connettere nuovi impianti. Si aprono inoltre i primi quadri regolatori per la cattura e lo stoccaggio della CO2 (CCUS), definendo i criteri di accesso alle infrastrutture di trasporto per le industrie “hard-to-abate”.

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