Finanza
Banca Generali, l’Internal Audit come partner strategico e acceleratore del business
Maria Emilia la Forgia guida l’Internal Audit di Banca Generali con una visione innovativa: trasformare le funzioni di controllo in partner strategici del business, coinvolti ex ante nelle progettualità.
La filosofia a monte è quella di cambiare la prospettiva delle funzioni di controllo e consulenza aziendale: di dialogo continuo, interno, presentandosi come partner strategico del business, non solo per verifiche e controlli ex post ma con un coinvolgimento ex ante nelle progettualità come per esempio è accaduto nell’ambito delle operazioni straordinarie con l’integrazione di Intermonte e come sta accadendo ora per tutto il cantiere legato allo sviluppo dell’AI o ancora alla strutturazione di nuove operazioni finanziarie e di investimento come i Club Deal.
E’ questa la missione di Maria Emilia la Forgia (nella foto), Head of Internal Audit di Banca Generali, entrata nella terza private bank italiana circa 3 anni e mezzo fa, periodo in cui parte del suo impegno è stato volto a implementare un nuovo approccio culturale che ormai ha permeato tutta l’attività in cui è coinvolta insieme al suo team di una ventina di risorse.
“Abbiamo sviluppato un documento strategico della funzione dove ci presentiamo come partner di strategia e acceleratore del business: ruolo in cui crediamo fermamente. Stiamo lavorando quotidianamente per fare percepire l’Internal Audit come un elemento in più, a valore aggiunto, per la crescita sostenibile della banca nel tempo. Lo facciamo in ottica collaborativa, come parte attiva del processo e della vita aziendale e in una prospettiva diversa rispetto al passato. Banca Generali è una realtà in crescita e dall’altissimo potenziale generativo e anche le funzioni di controllo devono avere un po’ lo stesso stile, stare al passo con questa capacità e velocità”, racconta illustrando con passione il suo lavoro: non a caso ha ricevuto di recente il premio “Oltre la Vetta” al Senato della Repubblica, dedicato alla leadership femminile orientata alla visione e alla trasformazione.
L’attività abbraccia il gruppo bancario nel suo insieme: “Copriamo anche la funzione centralizzata a livello di gruppo delle legal entity estere come la Svizzera, il Lussemburgo e ora l’Irlanda” dopo la sigla di un’offerta vincolante per l’acquisizione del 75% di Investlinx, una piattaforma indipendente con sede a Dublino specializzata in ETF attivi pienamente autorizzata dalla Central Bank of Ireland. Proprio l’Irlanda rappresenta una nuova importante geografia per la banca e anche un nuovo framework normativo con cui confrontarsi. “Questo approccio centralizzato consente un’armonizzazione e un coordinamento concreto”, osserva ancora la Forgia.
Come accennato un nuovo importante capitolo è rappresentato dall’AI che è anche un pillar del nuovo Piano strategico della private bank che sarà presentato alla comunità finanziaria a fine anno. “Ci stiamo muovendo lungo due direttrici: da un lato dobbiamo essere in grado di verificare la tenuta di queste iniziative AI da un punto di vista di controlli e sicurezza in risposta anche alla nuova normativa in vigore ‘AI Act’. Dall’altro siamo a nostra volta un motore propulsivo di iniziative: abbiamo per esempio intavolato una discussione costruttiva su un concreto supporto che può arrivare dai nuovi strumenti alle Operations e su un necessario screening dei tool in ottica di ragionamento sulla cultura del rischio”.
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