Germania

Torna il nazismo: niente più guerra alla Russia

Se quest’ultima frase non vi suona, se non vi tornano i conti, forse state utilizzando categorie interpretative leggermente fuori fuoco.

7 Settembre 2026
Questa mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor. Ho trovato i giornali invasi da una parola che credevamo sconfitta dalla storia: nazismo.
È tornato il nazismo in Europa, è tornato il nazismo in Germania!
Si salvi chi può.
Estrema Destra, Ultra Destra, Super Destra, SuperMega Destra, SuperTurboMegaUltra Destra.
Non sanno più che parole usare per spaventarvi.
E voi, razza di pantofolai borghesi, non vi spaventate. Andate persino a mare disertando il fronte ucraino, con il corpo e con la mente, come ha lamentato il sionista Fassino, gli occhi suoi intrisi di pianto. Non piangeva così tanto dall’ultima volta che scoprì di “avere una banca”.
Ma vi rendete conto? Con la vittoria di AfD in Germania si potrebbe persino evitare la Terza Guerra Mondiale. Non succedeva qualcosa di così grave (la pace) dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
La redazione di Repubblica con le mani nei capelli, Propaganda Live in lutto, Zerocalcare sconvolto perché la cosa lo devasta.
Insomma signori: è tornato il nazismo, niente più guerra alla Russia.
Se quest’ultima frase non vi suona, se non vi tornano i conti, forse state utilizzando categorie interpretative leggermente fuori fuoco.
Va bene, torniamo seri.
AfD, per chi ancora conserva una minima aderenza al significato delle parole, e magari ha anche studiato un po’ di storia, ovviamente non è un partito neonazista. Non è nemmeno un partito di estrema destra. Se continuiamo a chiamare “estrema destra” ogni partito di destra, perdiamo la capacità di riconoscere la vera estrema destra.
AfD è un normale partito di destra, con qualche fisiologica e marginale compromissione criminale di qualche suo militante, in modo non troppo diverso da Fratelli d’Italia.
L’estensione del suo bacino elettorale lo ha inevitabilmente “normalizzato”, e lo ha spinto a intercettare istanze e insofferenze diffuse nella società tedesca.
L’abuso giornalistico-istituzionale dell’aggettivo “estrema” (o super, mega, ultra) serve solo a imprimere una forza centripeta all’elettorato di sinistra più impressionabile, che da quella parola viene spaventato e che così viene spinto e intrappolato dentro formazioni “moderate” (il celebre “voto utile” al “meno peggio”, quella simpatica formula magica che vi ha impoverito negli ultimi 30 anni).
È la stessa identica funzione centripeta della Strategia della Tensione degli anni ’70, che sia l’Italia sia la Germania conobbero. Prima si faceva con le bombe e con le ideologie; oggi, nella brutta epoque dell’aperitivo, solo con le ideologie, in cui il woke e l’anti-woke, progressisti grotteschi e conservatori anacronistici, fanno la parte dei “due opposti estremismi”, da cui qualcuno ci dovrà pur proteggere: Gladio, oggi come ieri.
Così, per non far vincere “le estreme destre” (sennò torna il fascismo, il nazismo, il satanismo), si chiede di votare le destre, che sono liberiste come le prime, sioniste come le prime, elitariste come le prime, ma colorate di arcobaleno e di rinnovata sensibilità.
Due destre speculari, che per attuare gli interessi delle élites agitano lo spauracchio del maschio bianco – da un lato – e del maschio nero – dall’altro.
Una stessa, identica impostura dal doppio volto. L’operazione Vannacci in Italia (come già l’operazione Salvini, poi Meloni) ha la stessa funzione sistemica dell’operazione Campo Largo, la stessa che Afd ricopre in Germania: la gestione del dissenso inarrestabile dei popoli europei nei confronti di UE e Nato, per poi reprimere, una volta giunti al governo, le “intemperanze” da campagna elettorale.
Dunque anche in Germania Afd farà il suo compitino obbediente, se riuscirà a governare? Non è dunque vero che rappresenta una postura alternativa nei confronti della Russia?
Ho iniziato questo articolo con ironia, giocando sul paradosso del nazismo che si avvicina e della guerra che si allontana. È indubbio che buona parte dell’elettorato di AfD spera in un raffreddamento della pentola bellica, dannati nazisti eteropatriarcali.
Ma vanno fatte alcune precisazioni.
AfD si è opposta al piano tedesco di riarmo più che altro in nome della Schuldenbremse (austerità fiscale), ma nel suo programma prevede l’aumento delle spese militari e coltiva persino l’idea dell’atomica per l’indipendenza strategica della Germania.
Tuttavia, l’intenzione dichiarata di AfD, scritta nero su bianco nel suo programma, è quella di voler ripristinare il North Stream e il legame energetico con la Russia.
La conversione dell’economia tedesca al riarmo è un macchinario ciclopico forse lento, alcuni dicono arrugginito, ma che ormai ha mosso le sue rotative: nessuna elezione può fermarlo.
Il piano europeo e tedesco di riarmo ha due possibili obiettivi:
1) Limitarsi a dirottare ingenti risorse pubbliche in poche mani private, e nel frattempo scongiurare la formazione di un polo eurasiatico capace di impensierire le talassocrazie atlantiche, congelando il confine euro-russo in una nuova Cortina di Ferro;
2) Avanzare al livello successivo della guerra, secondo il possibile scenario descritto da Draghi (discorso del 14 maggio) e da Merz (lettera del 18 maggio): Italia e altri Paesi forniscono supporto economico e logistico; Francia e Gran Bretagna la deterrenza nucleare; Germania, Polonia e i baltici la punta di acciaio dell’escalation militare, al fine di fiaccare fino allo stremo il regime russo (se non ci fiacchiamo prima noi).
Teoricamente questi due obiettivi sono incompatibili con i propositi ufficiali di AfD (dannati nazisti, ripetiamolo).
Dunque si impedirà in tutti i modi che vadano al governo, con il “Brandmauer” o altri mezzucci in stile cileno (sempre per salvare la democrazia, si capisce).
E se riusciranno a governare o almeno a partecipare al futuro governo, prevedo che si riveleranno l’ennesima tigre di carta, l’ennesima delusione per chi è stato ingannato, per chi ha creduto ancora una volta alle campagne pubblicitarie dei Trump e dei Salvini.
Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.