Storia

Libertà…

25 Aprile 2026

La storia narra di mortal sospiri, su piazze di carri a tiri,

di gioventù legnose e uomini che a colpo d’armi sferra

il cor di morti e vivi,

al tempo della guerra.

A capo chino e pelo castano,

la mano tremula dello scrivano

nel silenzioso far di buon rispetto

sotto un colletto nero a doppio petto.

La veste sobria di stile ombroso

segnava l’orrido calcare bellicoso

che di passo languido e di smacco

avea soltanto il volteggiar di seta e tacco.

Tra folle mute e sguardi pensosi

l’egida scuoteva i selciati silenziosi,

al seguitar di passi in ferro e saluti mortali,

al suon d’ottoni di bande musicali.

Nel mar d’umane vite,

in grembo al fascio di ore segnate,

al trepidar di voce e vana speme,

il folgorante motto di morte e di catene.

L’andirivieni adombra la folla pensosa

s’affolla lingua e ragione nella piazza vorticosa,

di sgomento s’odon pugni e singhiozzi,

a seguitar su carta, rime e il diman in pezzi.

Da terra e ciel mani e coraggio,

liberaron l’Italia dall’ostaggio,

bandiere a stelle, strisce e croci vigorose,

posero fine ai mietitor di vite e di rose.

Per man di baionette e tuoni,

le labbra languide furon mute penzoloni,

colei che di rigore e amata sorte,

fu sua degna compare del consorte.

Del fanatismo e l’odio, i marmi luttuosi,

recan i nomi dei combattenti valorosi,

la storia narra dell’umanità,

di chi a Dio ha offerto fiato e pelle per la libertà.

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