Finanza
Intesa Sanpaolo, primo trimestre 2026: utile a 2,8 miliardi e maxi ritorno agli azionisti
Intesa Sanpaolo archivia il primo trimestre 2026 con un utile netto di 2,761 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando l’obiettivo di circa 10 miliardi di utile sull’intero esercizio. Il gruppo guidato da Carlo Messina mette in fila risultati superiori alle attese del mercato, sostenuti dalla crescita delle commissioni, dalla tenuta del margine d’interesse e da una forte disciplina sui costi.
Nel trimestre i proventi operativi netti salgono del 5,3% a 7,154 miliardi di euro, mentre i costi operativi scendono dello 0,7%, consentendo al risultato della gestione operativa di crescere del 9% a 4,585 miliardi. Il cost/income ratio si attesta al 35,9%, tra i migliori in Europa per un grande gruppo bancario. La banca conferma anche una forte politica di remunerazione degli azionisti. Nel trimestre è maturata una distribuzione cash di 2,6 miliardi di euro, di cui 2,1 miliardi in dividendi. A questi si aggiungono il saldo dividendi 2025 da 3,3 miliardi in pagamento a maggio e il buyback da 2,3 miliardi previsto a luglio 2026. Sul fronte patrimoniale, Intesa mantiene livelli ampiamente superiori ai requisiti regolamentari. Il Common Equity Tier 1 ratio si colloca al 13%, già considerando dividendi e buyback, e sale al 13,9% includendo il beneficio derivante dall’assorbimento delle Dta. La qualità del credito continua a migliorare.
I crediti deteriorati netti pesano appena per lo 0,8% sul totale secondo la metodologia Eba, mentre le sofferenze risultano “quasi azzerate”. Il costo del rischio annualizzato si ferma a 16 punti base e l’esposizione verso la Russia viene definita “vicina allo zero”. Nel primo trimestre il gruppo ha erogato circa 22 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine, di cui 13 miliardi in Italia a famiglie e imprese. Dal 2014, inoltre, Intesa Sanpaolo ha riportato in bonis circa 147 mila aziende italiane, contribuendo a salvaguardare oltre 737 mila posti di lavoro. Forte anche l’accelerazione sul piano industriale 2026-2029. La banca ha già investito 5,7 miliardi in tecnologia dal 2022 e lanciato 15 progetti basati su AI, GenAI e Agentic AI. Prosegue inoltre il ricambio generazionale: nel primo trimestre sono uscite circa 1.400 persone e ne sono state assunte circa 500, molte delle quali nel ruolo di Global Advisor. Cresce anche Isybank, che raggiunge 1,1 milioni di clienti, con quasi un milione di nuovi conti aperti.
Parallelamente il gruppo rafforza il presidio nel wealth management, settore considerato strategico per sostenere la crescita delle commissioni in uno scenario di tassi meno favorevole. Tra le divisioni operative spicca la performance della divisione IMI Corporate & Investment Banking, con utile netto a 767 milioni di euro, in crescita del 26% rispetto al primo trimestre 2025. Bene anche Private Banking, che registra 394 milioni di utile, e Insurance, che sale a 257 milioni. Per il resto del 2026 il gruppo prevede una crescita dei ricavi trainata soprattutto da commissioni e assicurazioni, costi stabili e ulteriore riduzione degli accantonamenti. Confermata anche una politica di payout molto generosa: il 95% dell’utile netto verrà restituito agli azionisti tra dividendi cash e buyback.
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