America
La Corte Suprema boccia i dazi di Trump e lui annuncia nuove tariffe del 10%
Per la Corte Suprema degli Stati Uniti i dazi di Trump sono illegali. “È una sentenza vergognosa”, replica il Presidente che annuncia nuove tariffe del 10%
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente Donald Trump non aveva l’autorità per imporre dazi su numerosi partner commerciali facendo ricorso all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). La decisione, approvata con sei voti favorevoli e tre contrari, rappresenta un passaggio significativo nel dibattito sui limiti del potere esecutivo in materia commerciale.
Secondo i giudici, la legge invocata dall’amministrazione non attribuisce al presidente il potere di introdurre tariffe sulle importazioni. Nel motivare la sentenza, la Corte ha chiarito che la norma consente al capo dello Stato di intervenire sul commercio internazionale in situazioni straordinarie, ma non di stabilire dazi in modo unilaterale.
La decisione segna un limite importante all’uso degli strumenti emergenziali da parte della Casa Bianca e conferma le conclusioni già espresse in precedenza da tribunali di grado inferiore.
L’origine della controversia
Il caso è stato portato davanti alla Corte Suprema da diverse imprese statunitensi, affiancate da dodici Stati federali, che sostenevano di aver subito danni economici a causa delle tariffe.
Le misure risalgono all’aprile successivo al ritorno di Trump alla presidenza. In quell’occasione l’amministrazione aveva annunciato un ampio sistema di dazi differenziati per Paese, presentato come uno strumento per riequilibrare rapporti commerciali ritenuti sfavorevoli agli Stati Uniti. L’annuncio aveva provocato forti reazioni nei mercati finanziari e tra i partner internazionali di Washington.
Nel corso del 2025, nonostante alcune revisioni delle misure più severe, il livello medio delle tariffe statunitensi era salito oltre il 10%, raggiungendo il valore più elevato dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Le possibili conseguenze
La sentenza non annulla automaticamente gli accordi commerciali conclusi dagli Stati Uniti con altri Paesi, ma riduce la capacità negoziale dell’amministrazione americana. Senza la possibilità di utilizzare in modo esteso l’IEEPA, la Casa Bianca dispone di margini più limitati per introdurre nuove tariffe o mantenere quelle esistenti.
Il governo potrebbe comunque ricorrere ad altre norme commerciali, che però prevedono condizioni più restrittive, come limiti temporali o soglie tariffarie specifiche. Un’altra opzione sarebbe ottenere dal Congresso una legge che estenda i poteri presidenziali in materia, un percorso che tuttavia appare politicamente complesso.
Impatti politici ed economici
Sul piano internazionale, la decisione potrebbe influenzare alcuni negoziati commerciali avviati dagli Stati Uniti. Accordi conclusi sotto la pressione delle tariffe potrebbero infatti essere rimessi in discussione dai partner, pur restando formalmente validi.
Allo stesso tempo, la sentenza introduce nuove incertezze sul futuro della politica commerciale americana. Rimangono aperte diverse questioni, tra cui la possibilità di rimborsi per i dazi già pagati dagli importatori e le eventuali nuove iniziative dell’amministrazione per mantenere una strategia tariffaria.
La reazione di Donald Trump
Subito dopo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, Trump ha definito la sentenza “una vergogna” e ha detto di essere molto deluso dal verdetto. Alla stampa il presidente ha sostenuto che la decisione limita ingiustamente la capacità della Casa Bianca di difendere gli interessi economici del Paese.
Trump ha poi annunciato che firmerà ordini volti a ripristinare i dazi utilizzando diverse altre autorità, imponendo un dazio globale extra del 10% su tutti i prodotti. Durante la conferenza stampa, il presidente ha detto: “Con effetto immediato, tutte le tariffe per la sicurezza nazionale previste dalla Sezione 232 e tutte le tariffe esistenti della Sezione 301 restano pienamente in vigore e in vigore. Oggi firmerò un ordine per imporre una tariffa globale del 10% ai sensi della Sezione 122, in aggiunta alle nostre normali tariffe già applicate”.
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