Finanza
Banca Progetto, errare humanum est. BFF, perseverare est diabolicum
Mentre la vicenda di Banca Progetto non smette di creare sorprese, vediamo gli stessi errori ripetersi su BFF. Ma sono realmente errori? Ovvero il ripetersi volontario di uno stesso schema
Su Banca Progetto le vicende giudiziarie non sembrano terminate. Con l’avvicinarsi delle elezioni e la discussione della riforma elettorale, la tentazione di tirare fuori gli scheletri dall’armadio (o i dossier dal cassetto) cresce. Il riemergere di inchieste ed interrogazioni sulle mascherine sembra più un avviso ai naviganti che un reale attacco frontale. Similarmente si svegliano le inchieste su Banca Progetto che sembravano definitivamente sopite con l’accordo provvidenziale dei penalisti sulla responsabilità 231 con la Procura di Milano che non ha ancora ben inquadrato il problema. Chissà quali sorprese riserverà ancora questa vicenda? Forse tante, forse nulla, in funzione della convenienza delle parti.
Su BFF la vicenda non ha nulla della gravità di Banca Progetto. Non ci sono problemi di riciclaggio. La banca ha chiuso in utile e rispetta i coefficienti patrimoniali nonostante la riclassificazione monstre imposta dalla Vigilanza che ha portato la banca ad incidere per il 10 per cento sugli NPL di sistema e per oltre il 50 per cento dei past due (pazzesco!). E dove erano le riclassifiche post ispezione di Banca Progetto rispetto a quelle di BFF? Vogliamo scommettere che alla fine BFF riporterà a casa tutto o quasi, senza perdite? E che le perdite su Banca Progetto (la somma della banca, dei veicoli e le perdite su MCC per le garanzie escusse) saranno un multiplo di quelle desumibili dalle stime di perdita post-ispezione? La drammatizzazione su BFF è difficile da comprendere sulla base delle variabili economiche in gioco.
Se non bastasse tutto questo, si vede ripetere lo schema deleterio visto su Banca Progetto, in versione peggiorata su BFF. Anche qui sono stati chiamati a competere per la vendita di un portafoglio i soliti fondi speculativi. Avevamo scritto che le offerte dei fondi erano palesemente incongrue perché non valutavano correttamente i crediti garantiti in parte dallo Stato. Le banche del consorzio di salvataggio hanno protestato ed è intervenuta AMCO per chiudere il salvataggio.
Non si capisce allora perché su BFF si vuole utilizzare lo stesso schema e procedere ad una cessione con i soliti fondi speculativi che tenderanno a valutare i crediti di BFF al di sotto del loro fair value. Con diverse aggravanti derivanti dal fatto che quelli di BFF sono crediti, non veri e propri NPL e quindi i crediti di BFF: 1) generano interessi 2) non c’è tanto un tema di quanto si recupera ma quando. Assisteremo anche in questo caso a richieste di ritorno prive di senso per crediti caratterizzati da rischio Stato. Con la differenza, grave, che mentre nel caso di Banca Progetto si andava a rendere più grande un buco enorme, nel caso di BFF si va a creare stress ulteriore non necessario su una banca che viene fuori da un intervento durissimo. E quindi si rischia di creare un problema dove ora non c’è.
Se non ci fosse stato il precedente, recente, di Banca Progetto si potrebbe comprendere l’errore. Ma con un precedente di quel tipo, come si può ripetere lo stesso approccio venditore forzato/fondi speculativi? Si vuole preparare la strada ad un intervento di AMCO, partendo da un prezzo tanto favorevole quanto sprovvisto di logica per argomentare che è un prezzo di mercato? Oppure il disegno è un altro? Anche in questo caso gli azionisti non potranno che arrabbiarsi di fronte all’irrazionalità degli eventi con la differenza che questa è la seconda volta che accade, e quindi non si può dire di non sapere.
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