Cronaca
Ofer Winter, l’ex generale israeliano, a breve sarà a Paestum?
Per i custodi ideali del patrimonio architettonico pestano la figura del militare israeliano è stata percepita come profondamente estranea e antitetica ai principi di armonia e umanesimo che la cultura antica tramanda.
La questione della presenza dell’ex generale israeliano, Ofer Winter, a Paestum, prevista per fine marzo 2026, ha sollevato in questi giorni una controversia circa la sua figura e i valori rappresentati dalla cultura antica e dal sito archeologico. Molte associazioni, infatti, tra cui “Legambiente Paestum”, hanno sostenuto che un luogo simbolo di civiltà e storia millenaria come Paestum non dovesse diventare una “vetrina di guerra”. Secondo questa prospettiva, ospitare un militare accusato di crimini in un contesto dedicato alla conservazione del patrimonio umanitario sarebbe stato un controsenso etico e culturale.
A quanto pare, la visita è stata annullata e lo stesso Winter ha replicato alle polemiche dichiarandosi “fiero” di essere bandito dall’Europa, definendo i suoi detrattori dei “terroristi”. Resta ovvio che per i custodi ideali del patrimonio architettonico pestano la figura del militare sionista sia stata percepita come profondamente estranea e antitetica ai principi di armonia e umanesimo che la cultura antica tramanda da secoli. Tra le tante “medaglie” di Winter, la più abominevole è quella rappresentata dall’operazione “Margine di Protezione”, durante la quale era a capo della “Brigata Givati”, guidandola in uno dei più grandi massacri commessi in quella sezione di aggressioni a Gaza: furono uccisi 2.000 palestinesi, di cui 500 bambini. Quest’uomo, avrebbe dovuto essere “ospite d’onore” e “relatore speciale” presso l’Hotel Ariston di Capaccio Paestum, nell’ambito di un pacchetto di vacanze organizzato per la Pasqua ebraica, riservato ai militari per la loro distensione psicofisica.
Pertanto, senza fare processi alle intenzioni, di fronte alle civilissime e sacrosante proteste di tanti italiani, ci piace pensare che il Ministro Nordio, questa volta, non si sarebbe rifiutato di esercitare le sue funzioni in linea con gli obblighi giuridici internazionali. In precedenza, come tutti sapranno, la sua disastrosa gestione del caso Almasri è costata al nostro paese, patria dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, un deferimento da parte dei giudici della stessa Corte.
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