Giornalismo
Settimana di equilibri precari, prove di tregua su Hormuz ma non tra governo e opposizione
Come ogni settimana ecco i fatti più importanti dei giorni passati
Martedì 7 aprile ore 20 di Washington il nuovo ultimatum di Donald Trump per arrivare a un accordo che porti alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il presidente Usa assicura che non ce ne saranno altri. Secondo il sito americano Axios, l’Amministrazione trumpiana avrebbe messo a punto un piano per arrivare a una tregua di 45 giorni: una base da cui partire per arrivare alla fine definitiva delle ostilità. Secondo Reuters, invece, le parti si stanno confrontando sul cosiddetto “accordo di Islamabad”, una proposta messa a punto dal Pakistan sulla quale l’Iran avrebbe risposto al Pakistan con un chiaro “no”. «Non riapriremo Hormuz in cambio di una tregua ma solo di una soluzione definitiva».
(Avvenire)
Il Lago di Braies preso d’assalto dai turisti: cinque persone, tra cui due minorenni, sono finite nelle acque gelide del Lago dopo il cedimento della superficie ghiacciata. Determinante l’intervento dei presenti, che sono riusciti a portarli in salvo prima dell’arrivo dei soccorsi. Secondo quanto ricostruito, i primi a finire in acqua sono stati due minorenni, fratello e sorella, che stavano camminando sul lago quando il ghiaccio ha improvvisamente ceduto sotto i loro piedi.
Lo scalo di Brindisi è risultato privo di carburante per gli aerei. Dai bollettini aeronautici si fa presente che i quantitativi limitati sono riservati esclusivamente ai voli di Stato. Anche gli aeroporti di Reggio Calabria e Pescara segnalano carenze e limitazioni. Alert similari avevano riguardato gli scali di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna, in seguito alle criticità riscontrate da un operatore attivo nei rifornimenti. Le aspettative sulla disponibilità di propellente risentono evidentemente delle tensioni internazionali.
(IlTempo)
Guerra in Iran; il presidente Trump prima minaccia l’ecatombe, poi ferma l’attacco per 2 settimane: “Trattiamo, ma Hormuz va riaperto”. Passa la proposta del Pakistan su due settimane di tregua per negoziare, Teheran accetta su pressioni della Cina, ok anche di Israele. Nel fine settimana il primo round di incontri. Petrolio in calo, WTI a -18%. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato mercoledì 8 aprile scorso che la Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, compreso il Libano e altrove, con effetto immediato”
(Rainews)
Una frana in Molise ha diviso in due l’Italia. Strade congestionate e file chilometriche a ingolfare i borghi dell’entroterra molisano. Dopo la frana di Petacciato che ha causato la chiusura di un tratto dell’A14, gli automobilisti hanno cercato strade alternative. A “dirigere” il traffico sono scesi in strada anche i sindaci dei quattro comuni che più hanno subìto il traffico deviato, Guglionesi, Palata, Montecilfone e Mafalda, in provincia di Campobasso. Il Sindaco di Guglionesi Bartolomeo Antonacci: “Siamo senza assistenza, questa non è una cosa che può gestire l’amministrazione da sola”.
Dopo l’accordo di cessate il fuoco per due settimane, arrivano segnali allarmanti dal fronte libanese, dove Israele ha lanciato quella che ha definito “la più grossa ondata di raid su Hezbollah”, provocando centinaia di vittime, tra morti e feriti. Il presidente americano ha derubricato questa escalation ad una “scaramuccia” che non ha nulla a che fare con il negoziato generale ed ha deciso di inviare Jd Vance in Pakistan, ma Teheran ha subito minacciato di non presentarsi ai colloqui e di richiudere Hormuz se l’Idf continuerà a colpire in Libano: la fragile impalcatura costruita dalla diplomazia rischia così di crollare.
(Ansa)
La sinistra sta cercando di colpire il governo utilizzando Gioacchino Amico, collaboratore di giustizia. Nel mirino, dopo la premier Giorgia Meloni, sono finiti anche Giorgio Mulè, che con un lungo post ha respinto ogni addebito, e Nicola Molteni, sottosegretario al ministero dell’Interno, che a sua volta ha respinto qualsiasi attribuzione. Gli attacchi sono arrivati da Il Fatto Quotidiano ma tutte le persone coinvolte si dicono fermamente estranee.
Informativa sull’azione del governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni prima nell’aula della Camera, poi in Senato. “No a dimissioni o a rimpasto, governeremo 5 anni”, “Se crisi in Iran peggiora, sospendere il Patto di stabilità”. Sulle presunte infiltrazioni della criminalità in FdI dopo i casi Delmastro e Amico, puntualizza: “Non accetto lezioni di antimafia”. La replica di Elly Schlein: “Avevate i numeri qui dentro per fare tutto, e non avete fatto niente che cambiasse la vita degli italiani”
Israele e Libano si preparano ad avviare la prossima settimana, presso il dipartimento di Stato americano negoziati diretti. A obbligare Netanyahu a sedersi al tavolo è stato Donald Trump. L’Israeliano ha reso noto che i colloqui dovranno concentrarsi sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e il Libano. A Islamabad nel fine settimana si confronteranno invece Usa e Iran. Trump si è detto ottimista sul raggiungimento di un accordo di pace.
(Domani)
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