Italia

Il tram di Mattarella, signore delle istituzioni

7 Febbraio 2026

Mattarella, che come un uomo comune prende il tram dei lavoratori della Milano laboriosa per raggiungere San Siro ed inaugurare i giochi olimpici, fa tenerezza.
È seduto e guarda dal finestrino il selciato bagnato che costeggia la corsa lenta del tram, immerso in pensieri, costrutti pieni di dubbi, ravvolto in un cappotto e sciarpa blu che lo proteggono dal freddo tagliente e dalla palpabile umidità meneghina.
È solo distratto dalle bambine che salgono e gioiose lo circondano e provocano un sorriso della sua anima che profuma di bucato antico.
Non ha voluto la scorta, nemmeno i corazzieri e si è recato come un semplice spettatore che voleva divertirsi e lo ha fatto con Valentino Rossi, il noto motociclista che per l’occasione guidava il tram.
Ecco, noi in questi anni siamo schiacciati dalla presenza decisionista senza riflessione di un Trump o dalla tracotanza cinica di un Putin, al cospetto dei quali abbiamo il nostro Mattarella, un cultore del percorso della pace, della mediazione istituzionale, del linguaggio della meditazione, del dubbio sapiente e ricostruttivo del pensiero, della grazia commendevole del perdono, in ricordo di un altro cattolico democratico, Vittorio Bachelet.
Mattarella ha raccolto il cadavere di suo fratello Piersanti barbaramente ucciso dalla mafia; e Piersanti era un allievo di Moro: questa ferita atroce segna la sua anima e la sua vita e gli occhi bellissimi del nostro Presidente sono sempre pieni di luce, ma anche lacrimosi come quelli degli uomini di pace, che seminano la cultura del perdono e si inginocchiano in chiesa alla ricerca del conforto di Cristo.
Mattarella ha il silenzio antico della saggezza e sapienza siciliana, quella di Sciascia, Falcone, Bufalino: conosce l’arte del tacere.
Quel tram riconcilia la politica, il potere con il suo popolo.
Ed il mite Mattarella è un signore delle istituzioni.

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