Mondo
Venezuela : la forma e la sostanza
3 Gennaio 2026
La cornice, ancora una volta, è quella del palese fallimento politico delle Nazioni Unite, fallimento che non nasce oggi ma che è iniziato negli anni novanta con la tragedie della Bosnia e di Srebrenica, un fallimento e un impotenza fattuale che molti, reclamandone retoricamente un ruolo che è in realtà totalmente incapace di esercitare senza una riforma fondativa radicale, si ostinano a non vedere nemmeno davanti all’evidenza.
Il Venezuela di questi anni è stato un paese governato da un trafficante violento e ricattatore, eletto illegalmente truccando e sovvertendo i risultati elettorali, un paese che, ironia della sorte ha sistematicamente votato all’ ONU contro le sanzioni alla Russia per violazione del diritto internazionale, voto esercitato insieme a vari altri demagoghi e populisti di destra e sinistra che governano in America Latina. Nessuno lo rimpiangerà, men che meno i venezuelani.
Ma il dubbio è: quanti Maduro, quanti ayatollah, quanti dittatori e autocrati ci sono nel mondo? Ma anche quante fragili democrazie sotto ricatto di potenti vicini, quanti popoli in lotta per affermare le loro libertà ?
Il golpe, il blitz, il liberi tutti di Trump colpisce oggi un dittatore screditato e indifendibile come ieri ha colpito la democrazia ucraina e domani probabilmente potrebbe colpire quella di Taiwan, un assist offerto, forse consapevolmente, che incoraggerà ritorsioni su altri fronti di guerre o di tensione geopolitica e territoriale.
Non mi meraviglierei appunto se le azioni belliche su i vari fronti di guerra in questi giorni siano state in qualche modo concordate o preavvisate, come una sorta di triangolazione che poi ogni potenza applica secondo i propri modi e desiderata.
La pace, la stessa “tregua” in Medio Oriente emerge come fotografia istantanea dei puri rapporti di forza consolidati, dal bilanciamento di potenze, dove l’azione (militare, economica o negoziale) fissa i termini di un’intesa, di una tregua o della vittoria di una delle parti in conflitto. Ma la storia – dal Congresso di Vienna al post-1945 – conferma che anche gli ordini pacifici durano quanto reggono le gerarchie di potere createsi
Ritorna platealmente l’idea e la strategia politica di un mondo di vecchie e nuove superpotenze, diviso per sfere di influenza, protettorati, cortili di casa da presidiare con la forza in modo del tutto arbitrario e al di fuori e al di la di ogni regola e diritto. Il capovolgimento completo di quel nuovo ordine internazionale, in realtà mai affermatosi ma nel quale avevamo tutti sperato nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino, un’accelerazione di questo capovolgimento (e ritorno alle origini di rivendicazione di spazi vitali ed egemonie imperiali) iniziata il 24 febbraio 2022 con l’invasione dell’ Ucraina.
Ma nel diritto, la più grande eredità dell’illuminismo, del liberalismo e delle democrazie politiche, la forma è sostanza. Senza di essa la forma politica rischia di rimanere violenza e dominio senza maschere che diventano la sola sostanza del potere. Occorre prendere consapevolezza una volta per tutte che un mondo è finito. L’unica realistica alternativa a questa deriva nell’era dei predatori è che prima di altri la UE prenda consapevolezza della propria potenza economica, negoziale, politica e di difesa, per aprire una battaglia politica costruendo le alleanze necessarie per il ripristino del diritto e della legalità internazionale.
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