Spiace ragazzi di Sky Sport, ma il vostro non è giornalismo

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28 Luglio 2016

Se parliamo di sport, la faccenduola Higuain ci ha restituito un po” della giovinezza rubata. Finalmente un Grande Traditore come non se ne avevano da lustri, finalmente la città tradita, finalmente il senso d’infamia (applicato al calcio, dunque esagerato), finalmente qualche intellettuale che per l’occasione riscende in campo. Allo stesso tempo, eserciti di razionalisti ci hanno invitato a farcene una ragione, a ragionare che il calcio finanziario ha le sue inevitabili dinamiche, ci hanno preso persino per anime belle perché la faccenda assumeva ancora una volta – forse l’ultima – gli entusiastici tratti “rosa” (e neri) che fecero grande la Gazzetta di noi ragazzi. Insomma, anche per un cuore sereno e non napoletano, scevro dunque da sollecitazioni estreme, vedere l’amico Fritz con la sciarpa al collo che sventolava la sua «9» dal balcone dei gobbi è stata una roba inimmaginabile. Ma sin qui, appunto, i sentimenti.

Poi c’è l’indotto. Che corre in parallelo a entusiasmi e depressioni, che dovrebbe raccontarli, farsene carico per restituire un senso più equilibrato e cosciente. Ci sarebbe il giornalismo, che resta quel meccanismo affascinante per cui ogni estremità del pensiero viene risucchiata in un cono di luce abbagliante e riportata alla sua condizione originaria, in cui valutare torti e ragioni, proporre analisi e, al fin della licenza, magari fare anche qualche domanda. Una domanda. Anche una, sì.

Oggi lo sport televisivo è solo Sky. Con tutta la comprensione possibile, la Rai non esiste, né il “racconto” di Romagnoli sembra avere avuto la minima udienza all’interno dell’azienda. Mediaset è cosciente della sua inferiorità, che un bel giorno il piccolo e sincero «Dudi», l’eterno figliolo del Cav., cercò di colmare in un’unica e temeraria soluzione buttando dal finestrone di Cologno la bellezza di 700 milioni per i diritti Champions. In azienda piangono ancora e deve aver pianto anche Vivendi, appena visti i conti, se poi ha mandato tutto all’aria.

Si diceva appunto dei “migliori”, dei ragazzi di Sky, migliori in origine per linguaggio e visione, e oggi per totale mancanza di concorrenza. Come tutti sapete, lavorare in regime di monopolio è un difficile affare perché si potrebbe anche tendere ad acquietare i sensi, non è detto che poi lo si faccia, ma è comunque un rischio compreso in quella situazione “comoda”. Poi ci sono i soldi, i soldi che Sky versa abbondantemente nelle casse delle società. A fronte di questi denari, ne corrispondono esclusive, diritti in più. Non doveri in più.

Per non girarci intorno. La vicenda Higuain è un perfetto caso di scuola per valutare le dinamiche che governano i rapporti tra Sky e le società. Nella grande giornata del Pipita a Torino i ragazzi di Sky, grazie al generoso contratto, hanno la Cosa in più. Hanno lui per le mani, Gonzalo, anche se per pochi momenti, anche magari sfuggevolmente, ma ce l’hanno. Le sue prime parole, i suoi primi vagiti da gobbo di complemento, si ritroveranno un giorno negli archivi Sky, lì e solo lì. E dunque nell’incessante ripetizione televisiva di un accadimento straordinario, a ognuno di noi è capitato di ascoltare la pur breve intervista col centravanti “traditore”.

All’epoca, anche il più timorato di noi cronisti giovinetti, spedito sui campi di allenamento, o nelle occasioni più calde, si portava dietro la cupa minaccia del capo. Che garantiva pesantissima rappresaglia nel caso in cui non avessimo fatto le domande del caso. Tra cui, il “cambiare mestiere” appariva senza ombra di dubbio come la più indulgente. Bene, cari lettori, quale domanda giornalistica avreste fatto ieri al Pipita, avendolo tra le mani? Una, ovviamente, semplice e diretta: «Gonzalo, perché te ne sei andato da Napoli?» Ma questa domanda non è stata fatta.

Anche in questo caso, le ragioni sono chiare e paradossali. È evidente che gli uomini comunicazione della Juventus hanno “contrattato” l’intervista, ottendendo, chissà con quali sforzi, che il nostro eroe non venisse disturbato con domande. Non con domande scomode, ma con semplici domande. Perché chiedere a Higuain: “Perché hai lasciato Napoli?» non è una domanda scomoda, ma è addirittura una pre-condizione del giornalismo. Il paradosso di questo tempo amaro è che Sky versa dei soldi per avere meno diritti giornalistici. Una follia. Si poteva essere più furbi, caro direttore Massimo Corcione. E anche magari un po’ duretti. Si potevano salvare le apparenze. E cioè pretendere di poter fare quella domanda – mettere cioè in sicurezza il mestiere – sapendo già che il Pipita avrebbe risposto così: «Questo non è il momento per parlarne, questo è giorno della festa juventina. Parliamo della Juventus«. Invece avete salvato l’estetica e non l’etica.

Spiace ragazzi di Sky, ma questo non è giornalismo.

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CAT: calcio

5 Commenti

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  1. marcogiov 4 anni fa

    Domanda retorica, è andato dove prende più soldi. Non mi risulta che sia napoletano, è un immigrato che era arrivato a Napoli per guadagnare più di quello che avrebbe guadagnato a casa, quindi ha fatto molto bene ad andare a Torino.

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  2. lear56 4 anni fa

    Marcogiov: proprio non riuscite a capire… Non ci frega nulla che quel tamarro sia andato via. I punti sono solo due : è scappato di notte come un ladro (forse per adeguarsi al nuovo ambiente) 2) poteva andare all’estero e si toglieva dalle palle. Invece è andato proprio nella squadra che più schifiamo al mondo. Lui che aveva detto che un argentino del Boca mai avrebbe potuto indossare quella maglia senza colori… É chiaro adesso?!

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    1. marcogiov 4 anni fa

      Vedo che proprio non passa il concetto che i calciatori sono dei mercenari e non delle sante vergini. A Higuain non importa una fava se la Juve è la squadra che più odiate al mondo, gli importa se gli dà più soldi del Napoli e i resto sono pippe mentali.

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      1. saul-lagan 4 anni fa

        Caro Marco, chi tifa non distingue un lavoro ben pagato da un ideale al quale immolarsi. E pensa che il calcio, o meglio la squadra del cuore (definizione che da i brividi) sia anche pò sua, in quanto tifoso. Invece sono suoi unicamente il tempo e i soldi che ci spende. Grazie ai quali Higuain e tutti gli altri giocano, cambiano squadra, festeggiano vittorie e piangono sconfitte. Dichiarando fedeltà assoluta alla maglia, of course.

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  3. bdzfvg 4 anni fa

    da vecchio calciatore professionsta , ho ammirato molto higuain nel Napoli, riconoscendogli delle qualità non comuni, ma non credo che nella Juve avrà lo stesso successo per molti motivi esclusivamente tecnici. . Ci sentiamo qui fra un anno ?

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