Justin Fashanu, il primo calciatore a rivelare di essere gay. E finito male

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21 Gennaio 2016

Il nome di Justin Fashanu dice davvero poco. Al massimo rievoca il Fashanu preso spesso in giro dalla Gialappa’s, con l’appellativo di “personcina” da Teo Teocoli, negli anni d’oro di Mai dire gol. Ma quello è John il fratello. Eppure Justin Fashanu è stato un personaggio emblematico nel rapporto tra calcio e omofobia, tema tornato di grande attualità. Di fatto è stato il primo professionista a fare coming out, rivelando di essere omosessuale in un’intervista. E pagando a caro prezzo il suo gesto, come racconta la tragica fine: morte per suicidio a soli 37 anni.

Il calciatore, di ruolo attaccante, era una promessa del calcio britannico. Già a 18 anni con la maglia del Norwich City si era messo in evidenza segnando 35 gol in 3 stagioni. Il trasferimento al Nottingham Forest avrebbe dovuto segnare il salto di qualità. Invece fu il primo passo verso il precipizio: l’allenatore Brian Clough lo aveva fortemente voluto in squadra. Ma quando Justin Fashanu fu scoperto a frequentare locali gay provocò una reazione che definire omofoba è un complimento. Questo un passaggio rivelato dallo stesso Clough nella sua autobiografia.

«Dove vai se vuoi una pagnotta? Da un fornaio, suppongo».

«Dove vai se vuoi un cosciotto d’agnello? Da un macellaio».

«Allora perché continui ad andare in quei cazzo di locali per froci?».

Il rendimento deludente del giocatore favorì quindi la cessione al Southampton. Una liberazione per l’allenatore del Nottingham Forest. Justin Fashanu ha quindi cercato di risalire la china per tornare protagonista in Premier League, ma le voci sulla omosessualità hanno condizionato la carriera. Difficile mettere a tacere le voci sulla sua vita: ancora di più negli anni Ottanta. La svolta definitiva è arrivata il 22 ottobre 1990, in cui ha confermato in un’intervista – profumatamente retribuita – al tabloid The Sun di essere gay. Pensava di aver essersi messo al riparo, ma le sue parole, non sono state apprezzate. Anzi. Addirittura il fratello John, quello di Mai dire gol, ha interrotto qualsiasi comunicazione con lui. Così Justin ha un po’ perso la bussola, iniziando a indossare i panni di una caricatura e ha fatto il gioco della stampa scandalistica, rivelando di aver intrattenuto rapporti sessuali anche con politici e colleghi calciatori. L’immagine non è uscita migliore quando il club scozzese dell’Heart of Midlothian nel 1994 ha rescisso il contratto per comportamento non professionale. L’attaccante aveva cercato di “vendere notizie false” (o meglio non provate) su a relazioni gay con esponenti politici.

La parabola discendente è giunta al culmine con l’accusa di violenza sessuale. Nel 1998, quando Justin Fashanu era allenatore americano Maryland Mania, un ragazzo di 17 anni ha accusato l’ex calciatore di aver abusato di lui sessualmente. Ma il processo non si è mai svolto: Fashanu è morto suicida, impiccandosi il 2 maggio del ’98. Al suo fianco è stato trovato un biglietto con sopra scritto: «Non ho mai stuprato quel giovane. Abbiamo avuto un rapporto consensuale e la mattina lui mi ha chiesto dei soli. Quando io ho detto di “no”, mi ha risposto “Aspetta e vedrai”». Il procedimento giudiziario non ha avuto seguito con l’archiviazione per mancanza di prove. E l’unica certezza era la fine prematura del primo calciatore a rivelare di essere gay. Morto suicida a 37 anni.

TAG: gay, Justin Fashanu, omofobia
CAT: calcio, discriminazioni

Un commento

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  1. andrea-adream 5 anni fa

    Grazie chiesa cattolica.
    Grazie san paolo

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