Sette italiani su dieci violano il codice della strada

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13 Maggio 2021

Sono ben 7 su 10 gli italiani che ammettono di infrangere le regole del Codice della strada e – non sarà un caso – la gran parte di loro confessa di avere lo stesso atteggiamento poco “serio” verso le norme sanitarie anti Covid-19. Lo rivela l’XI° edizione del “Barometro della guida responsabile”, indagine realizzata da Ipsos per la Fondazione VINCI Autoroutes, sul comportamento di 12.400 conducenti di undici Stati dell’Unione Europea.

Stando ai dati, 7 europei su 10 (il 70%) trasgrediscono il Codice della strada e il 70% non rispetta sempre le regole sanitarie. Andando più a fondo si scopre che l’88% dei conducenti fa poca attenzione ai limiti di velocità e il 62% non si ferma al semaforo arancione o cosa peggiore non rispetta il rosso, per non parlare dell’uso degli indicatori di direzione dimenticato dal 51% degli intervistati.

E gli italiani come si comportano alla guida? Secondo il Barometro della guida responsabile il 66% tende a non rispettare il codice stradale e il 75% non rispetta le regole sanitarie. Il 57% degli automobilisti italiani sembra aver compreso che non si devono mai “staccare” le mani dal volante per rispondere al telefono e dichiara di usare il sistema Bluetooth con un aumento di 4 punti in un anno e +14 punti in 5 anni. Tra i comportamenti pericolosi che gli italiani hanno confessato di adottare quando sono alla guida ci sono: non rispettare i limiti di velocità (86%), passare con il semaforo rosso o arancione (50%), non usare le frecce per indicare la direzione di svolta (48%).

“Le regole, che si tratti del Codice della strada o delle istruzioni sanitarie, sono spesso percepite più come un vincolo che come una protezione. – dichiara Bernadette Moreau, Delegata generale della Fondazione VINCI Autoroutes per una guida responsabile – Concedendosi dei piccoli “aggiustamenti” delle regole, i conducenti privilegiano il proprio beneficio immediato, trascurano il rischio potenziale di incidenti, e contano sulla propria capacità di controllo per evitarlo. Tuttavia, la grande maggioranza degli incidenti dipende dall’errata valutazione del rischio, associata a infrazioni del Codice della strada”.

Codice della strada e istruzioni sanitarie: quell’abitudine a trasgredire le regole

Disattenzione: conducenti sempre meno concentrati sulla strada

Il 53% dei conducenti europei telefona al volante utilizzando un sistema Bluetooth (+3 punti in un anno e +10 punti in 5 anni; il 57% dei conducenti italiani, cioè +4 punti in un anno e +14 punti in 5 anni), anche se questa azione altera l’attenzione tanto quanto gli altri mezzi di conversazione[1];
il 43% imposta il GPS mentre guida (cioè +4 punti in 5 anni; il 31% degli italiani, cioè -8 punti in 5 anni);
ð  l’11% ha già avuto, o rischiato di avere, un incidente a causa dell’utilizzo del telefono al volante (l’11%).

 

Inciviltà: nonostante una leggera flessione, la strada resta luogo di tensioni

Il 12% dei conducenti europei (-4 punti in un anno; il 12% dei conducenti italiani, -6 punti) ammette di essere una persona diversa dal solito quando è al volante;
il 52% (-3; il 61%) riconosce che gli capita di insultare gli altri conducenti;
ð  l’84% (l’85%; -4) ha sperimentato situazioni di paura a causa del comportamento aggressivo degli altri conducenti.

Sonnolenza: comportamenti a rischio sempre troppo diffusi

Il 40% dei conducenti europei (-5 punti; il 38%) non rispetta la raccomandazione di una pausa ogni 2 ore, mentre sono più di 9 su 10 a conoscerla (il 67%);
il 52% si ferma nel corso del tragitto per fare un sonnellino (66%; -3);
ð  il 12% ha già avuto, o rischiato di avere, un incidente perché si era assopito al volante (l’11%).

Sicurezza degli operatori autostradali: ancora troppa indifferenza

Il 51% dei conducenti europei dimentica di rallentare nei tratti in cui ci sono lavori in corso (-3; il 47%, -3).

TAG: codice della strada, guida, indagine, ipsos
CAT: costumi sociali

Un commento

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  1. evoque 1 mese fa

    E’ vero, molti non rispettano il codice della strada soprattutto i motociclisti, dai ragazzetti adolescenti fino alle persone di oltre 60 e 70 anni: sono davvero un pericolo pubblico, una banda di incoscienti: Milano, ero arrivato alle strisce pedonali, l’autista del bus Atm mi fa cenno di passare, mentre mi accingo a oltrepassare il bus, un ragazzo in moto con a bordo la ragazzetta regolamentare soprassa il bus proprio sulle strisce, mi sono visto con le ossa rotte, una serie di circostanze ha impedito il disastro e dopo qualche parolaccia all’indirizzo dell’idiota, mi sono avviato al lavoro. Dopo di allora, ho imparato a lasciare passare bus e mezzi ingombranti che ti tolgono la visuale. Comunque, anche le forze dell’ordine a voltenon rispettano il codice stradale senza che abbiano attivato CONTEMPORANEAMENTE sia il lampeggiante sia la sirena: passaggi a semaforo rosso, superamento dei limiti di velocità, per esempio andare a 65 km/h quando il cartello stradale segna 50 km/h. Per quanto mi riguarda cerco di essere un automobilista corretto, mi capita di superare magari di 10 km il limite di velocità, ma solo in zone non abitate, quando in realtà la velocità potrebbe essere a 60 invece che a 50. Alcuni limiti di velocità sono davvero assurdi e imposti senza un vero criterio, a mio parere.

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