Temete che i vostri figli vedano un bacio lesbo? Forse non dovevate riprodurvi

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17 Maggio 2021

«Nostalgia per la pubblicità Barilla. La “Famiglia Dietorelle” sostituisce quella cristiana. È il dominio del mondo gay». L’ennesima maccheronica polemica di cui il genere umano non sentiva minimamente il bisogno, la scatena Vittorio Sgarbi pubblicando sui suoi profili social un video in cui lancia strali contro la nuova pubblicità delle caramelle “Dietorelle”, uno spot che per spiegare che “la dolcezza non ha bisogno di zucchero” utilizza tre scene che vogliono simboleggiare una rottura della consuetudine: due timidi adolescenti che trovano il coraggio di chiudere a chiave la porta della cameretta per amoreggiare, una massaia che bacia la sua compagna mentre impasta un dolce in cucina, un uomo che porta la colazione a letto a due donne in un ménage à trois.

Sgarbi scomoda espressioni forti, parla di “profonda corruzione dei costumi” e addirittura di “pedofilia”, chiedendo che i bambini siano risparmiati «dall’essere costretti a scegliere un modello perché la loro natura gli dirà chi sono e non la televisione». Singolare che un personaggio creato dalla televisione, salito spesso alle cronache per certi eccessi di libertinaggio, oggi si vesta da paladino del “buon costume”: si sa, a volte la politica fa miracoli.

Leggendo i commenti, qualche critica e qualche sfottò rompono la virtuale “sagra del Medioevo” allestita dal deputato e critico d’arte. Carla scrive «Grazie onorevole Sgarbi per aver avuto il coraggio di esprimere il pensiero che fortunatamente accomuna la stragrande maggioranza degli italiani, che resiste salda nel buon senso, nonostante sia in atto una deprecabile manovra di indottrinamento mediatico contro la famiglia tradizionale». Più dura Barbara: «Lasciamo stare i bambini. Non fate passare che svegliarsi la mattina con due donne e un uomo che se le bacia entrambe sia la normalità perché così non è. Non accetto che in televisione passi questa pubblicità con questo messaggio. Fa schifo». Veronica racconta che sua figlia (da lei evidentemente allevata con “sani” valori) non ci casca: «Mia figlia ha otto anni. Nessuno le ha mai parlato di omosessualità o di eterosessualità, tuttavia mentre ha guardato il bacio lesbo dello spot si è girata con una aria interrogativa ed ha esclamato “mamma che schifo”. La natura è ordine! Punto». Dopo il punto, qualcuno spieghi alla signora che molti bambini di quell’età esclamano “che schifo” anche quando a baciarsi sono i genitori. Mariella si elegge a portavoce di Madre Natura: «Ognuno è libero di esprimere il proprio amore con chi vuole e come vuole, e su questo siamo pienamente d’accordo! Ciò che non va bene è questo tentativo di normalizzare ciò che normale non è! In natura i figli nascono dall’unione di un uomo e una donna e questa è l’unica cosa che i bambini devono sapere».

I bambini, appunto. Sono molti i commentatori e le commentatrici preoccupati dal fatto che i bambini – i loro figli – possano vedere la pubblicità delle Dietorelle e lasciarsi in qualche modo condizionare da quelle immagini, che magari possano fare domande o addirittura (…addirittura!) prendere coscienza del fatto che due donne si possano innamorare e possano baciarsi esattamente come una mamma e un papà.

Ciò che fa riflettere leggendo i messaggi sotto il video di Sgarbi, è la paura palesata da tanti genitori completamente impreparati a raccontare ai loro figli quanto possa essere normale la diversità, genitori incapaci di fornire ai bambini gli strumenti necessari a non discriminare e a non essere discriminati se un giorno dovessero ritrovarsi in quelle minoranze di cui “non bisogna parlare”, in quelle cose “contro natura” che si vedono in giro, in quella parte del mondo che nessuno vuole più nascondere, neanche nelle pubblicità. È un problema che probabilmente nasce da lontano, in quella mentalità anacronistica e dannosa per cui i figli vanno fatti per rispettare una consuetudine, per poter dire al mondo di aver creato una famiglia. Un concetto che sembra uscito dalle cronache del secolo scorso, ma che è stato ribadito recentemente dal numero uno di Forza Italia, Antonio Tajani: «Avere figli è una manifestazione di libertà, un modo per realizzarsi pienamente come padri e madri», ha detto l’ex Presidente del Parlamento Europeo alla vigilia della Festa della Mamma.

Il dibattito nato dalla sterile polemica su una pubblicità di caramelle senza zucchero dolci come le caramelle “normali”, ci racconta per l’ennesima volta che molti dei problemi della nostra società nascono nelle case abitate da quelle famiglie a rischio diabete spesso tenute insieme da coloranti artificiali perché “così fan tutti, lo dice anche la pubblicità della Barilla”. Famiglie nate dalla moda e dall’ansia di riprodursi, più che da un reale desiderio di farlo. Quanto a Vittorio Sgarbi, nessuno gli ricordi che le caramelle “Polo” sono un buco con la menta intorno.

TAG: Dietorelle, Famiglia, omofobia, pubblicità, vittorio sgarbi
CAT: costumi sociali, Partiti e politici

Un commento

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  1. andrea-lenzi 6 mesi fa

    i commenti omofobi (e maschilisti) hanno una causa nota e radicatissima:
    nella bibbia la donna è chiamata inferiore ed i gay abominevoli…
    Io la chiamo CATTODEMENZA

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