Letteratura

‘Poveri a noi’, il romanzo d’esordio di Elvio Carrieri merita sempre di essere recensito

20 Gennaio 2026

Che senso ha recensire un romanzo a quasi due anni dalla sua pubblicazione? È la domanda che mi sono posto rispetto al primo romanzo di Elvio Carrieri, ‘Poveri a noi‘, edito da Ventanas Edizioni nel marzo 2024. Questo libro mi ha colpito intanto per la giovane età dell’autore, musicista e scrittore. Quando stava scrivendo il romanzo, Carrieri aveva poco meno di vent’anni, e racconta di avere scritto questa sua prima opera in sette notti, alla vigilia dell’esame di maturità. E poi mi ha colpito per il ritratto di Bari che ne emerge, una città che è reale e non lo è allo stesso tempo. Perché Elvio Carrieri non ha alcuna pretesa di fare cronaca. Il suo intento è eminentemente letterario e la Bari che lui affresca serve a fare da sottofondo alle vicende dei protagonisti del libro, creando attorno alla narrazione un’atmosfera emotiva e sociale che suona autentica. 

Il ritratto che fa di Bari Elvio Carrieri in ‘Poveri a noi’ è senza appello. Il capoluogo pugliese viene descritto come ridotto cinicamente alla sua anima scheletrica e post-industriale, una città tormentata da scandali locali e da losche manovre politiche. Non ci sono fatti specifici a cui si rimanda, però tutto concorre nella costruzione della trama e alla definizione di un sentimento diffuso, quello di una percezione di degrado, disillusione e di generale arresa alla presenza di conflitti sociali a cui non sembra proprio esserci modo di opporsi. La Bari di ‘Poveri a noi’ è una trasfigurazione letteraria della massa dei problemi reali con cui hanno a che fare le città in cui viviamo: processi di urbanizzazione aggressiva, accumulo di tensioni sociali e politiche locali discutibili. Tutto questo nel romanzo di Elvio Carrieri è amplificato per creare un contesto narrativo insieme denso e drammatico. E questo è il primo motivo per cui vale la pena leggere questo libro.  

Immersi in questa dimensione ci sono i personaggi di ‘Poveri a noi’, il romanzo d’esordio di Elvio Carrieri: Plinio, uno studente massacrato di botte da un compagno e ricoverato in prognosi riservata, e Libero, testimone inerme di quel massacro. All’epoca dei fatti li accomuna solo il fatto di frequentare la stessa scuola e di avere la stessa età. Passano vent’anni, Plinio e Libero sono diventati amici. Libero prova nei confronti dell’amico un sentimento necessario di protezione fraterna. Deve d’altronde riscattarsi da quanto avvenuto vent’anni prima, da quel pestaggio di cui è stato solo un testimone silente e codardo. La loro vita si svolge in maniera disordinata: Plinio è uno studente universitario perennemente fuori corso, Libero insegna in carcere.  

Un ruolo importante riveste Letizia, la donna con Libero intrattiene un rapporto sentimentale, in una relazione sospesa, carica di affetto, ma povera in termini di stabilità emotiva. Lei rappresenta una figura in bilico tra desiderio di riscatto e rassegnazione. La sua figura è costruita attribuendole il ruolo di specchio emotivo del protagonista. Nei suoi occhi Letizia sembra incarnare la stanchezza che permea la città, è bella, complessa e segnata allo stesso tempo, come Bari appunto. Fa anche da ago emotivo per Libero, mettendolo di fronte alle sue responsabilità emotive, e a quella fragilità umana che accomuna entrambi.  

E torno alla domanda iniziale: che senso ha recensire un romanzo come ‘Poveri a noi’ a quasi due anni dalla sua pubblicazione? Inizialmente mi ha incuriosito la giovane età dell’autore e la fretta con cui ha saputo realizzare questo suo primo libro. Leggendo ho apprezzato lo stile asciutto ed efficace di Elvio Carrieri, il modo con cui ha saputo tratteggiare i suoi personaggi e le loro relazioni. Perché ‘Poveri a noi’ non è un romanzo di trama. Nella sua costruzione predominano le relazioni mutevoli e insieme profonde tra tutti i suoi personaggi. È un libro in cui, pur non mancando il colpo di scena finale, tutta la tensione narrativa è incentrata nell’analisi costante dell’animo umano e di come tale animo possa conformarsi al contesto della città che lo circonda.  

Altre recensioni dello stesso autore

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.