Letteratura
“Speranza” di Irene Gianeselli: memoria, desiderio e responsabilità politica
Un interessante spunto di riflessione per il 21 marzo: Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale
In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale, che si celebra il 21 marzo, la scrittrice Irene Gianeselli propone una riflessione profonda attraverso la sua più recente opera. Speranza, pubblicato da Giuntina con il sostegno del MiC e della SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, è un romanzo denso e articolato che intreccia memoria, desiderio e responsabilità politica, interrogando il presente attraverso una narrazione fatta di incontri, silenzi e ascolto.
La storia si svolge a Roma, tra le strade del quartiere ebraico, e ruota attorno al confronto tra due figure: Nora, giovane musicista inquieta, e Leone, psichiatra ebreo di mezza età, custode di una memoria storica ancora dolorosa. Nora è attraversata da un’eredità che non ha vissuto direttamente, ma che risuona in lei come una vibrazione profonda, una musica invisibile che la espone alla fragilità del presente. Leone, al contrario, porta con sé il peso concreto della Storia: la Shoah, la diaspora e l’angoscia di un presente segnato dai conflitti in Medio Oriente, che continuano a mettere in crisi l’identità ebraica e rendono impossibile ogni forma di neutralità.
Dal loro incontro nasce un dialogo intenso, scandito non solo da parole ma anche da pause e silenzi, attraversato da una tensione sottile che sfiora l’intimità senza mai cedere a semplificazioni. In questo spazio relazionale, i due protagonisti si rispecchiano l’uno nell’altra, confrontandosi con i propri limiti, mentre Roma stessa si configura come un luogo vivo di memoria, dove il passato continua a interrogare il presente.
Speranza si presenta così come un’opera capace di fondere dimensione privata e riflessione politica, trauma individuale e collettivo. Il romanzo esplora il significato della cura, il ruolo della psichiatria come luogo di ascolto e responsabilità, la crisi delle ideologie del Novecento e il ritorno della violenza geopolitica come questione etica inevitabile. La musica attraversa il testo come forma di resistenza e testimonianza, mai come fuga, mentre il tempo si manifesta come ripetizione, un eterno ritorno di una Storia che continua a richiedere attenzione e consapevolezza.
«L’idea di questo romanzo nasce nel 2017, durante una mattina trascorsa nel quartiere ebraico di Roma, quando lo spazio urbano ha iniziato a rivelarsi come spazio della memoria», racconta Irene Gianeselli. «Ho voluto mettere in relazione uno psichiatra ebreo, alle prese con la crisi del marxismo, e una giovane pianista segnata dalla violenza della Storia. Non essendo ebrea, ho sentito la responsabilità di adottare una postura di ascolto, nel massimo rispetto: custodire una memoria non negoziabile e confrontarmi con un presente che non ammette neutralità, ma richiede rigore e umanità».
Irene Gianeselli è stata assegnista di ricerca in Psicometria presso la Libera Università di Bolzano (Facoltà di Scienze della Formazione) e ha conseguito un dottorato in Scienze delle Relazioni Umane con specializzazione in Psicologia presso l’Università di Bari “Aldo Moro”. La sua attività scientifica unisce psicometria, pedagogia e arti performative, con particolare attenzione all’educazione inclusiva, alla metacognizione e all’apprendimento trasformativo.
Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e presente in convegni internazionali, è membro attivo di associazioni di ricerca in ambito psicologico e pedagogico. Pianista diplomata al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, ha esordito come cantautrice con Cuore Antico (2025), album che accompagna il suo secondo romanzo Tutta stesa sul mare (Les Flâneurs Edizioni, 2025), vincitore del Premio Ludovica Castelli 2025, dopo Il movimento del ritorno (Les Flâneurs Edizioni, 2021).
Giornalista e critica cinematografica per il SNCCI, ha inoltre scritto e diretto tre cortometraggi premiati in festival nazionali e internazionali e selezionati per il Premio David di Donatello: Il misuratore del mondo (2021), Alma diletta (2022, Premio Miglior Attrice allo Swedish International Film Festival) e Le stanze di Nausicaa (2024, Premio Best Actress ai Paris Film Awards).
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