Musica
Sanremo 2026: Pensieri e pagelle
Pensieri e pagelle sul Festival di Sanremo. Non sono un critico e non mi prendo sul serio, tutto è ovviamente opinabile. Mi sono solo divertito a prendere in giro bonariamente i cantanti del Festival.
Ho buttato giù un po’ di pensieri e pagelle sul Festival di Sanremo. Non sono un critico e non mi prendo sul serio, tutto è ovviamente opinabile. Mi sono solo divertito a prendere in giro bonariamente i cantanti del Festival.
Prima delle pagelle vere e proprie, alcuni pensieri sparsi sulla mia serata preferita: quella delle cover e dei duetti. Mi piace perché c’è sempre casino. Tipo il bacio saffico tra Gaia e Levante, momento che poteva far saltare la vena a mezzo governo, prontamente disinnescato dalla RAI che ha cambiato inquadratura. Che finaccia, mamma RAI!
I picchi trash
In questa serata ci si può divertire pure con il balletto grezzo e tamarro tra Samurai Jay e Belen, solitamente catalogato come strumento di tortura dalla Convenzione ONU per i diritti umani. Anche Elettra Lamborghini acquisisce un suo perché, specialmente dopo la fratellanza virile tra Eddie Brock e Fabrizio Moro. I suoi movimenti, a metà tra una vocalist e un’animatrice da villaggio vacanze, conclusi urlando cose a casaccio nel megafono, sono talmente ridicoli da risultare divertenti.
Patty Pravo, invece, non aveva voglia di fare un duetto e ha precettato un bravo ballerino per fargli fare cose senza senso. La bravissima Malika Ayane si presenta con un incantevole completino androgino, ma sembra quasi mancare di coraggio nel duettare con Santamaria pur di non sfigurare. Ero convinto che Fulminacci avrebbe cantato con Emanuela Fanelli e, onestamente, resto convinto che avrebbe dovuto farlo.
Gianni Morandi sembra il padre paranoico che sbuca all’improvviso per controllare che il figlio non si droghi o non si faccia male. Dargen D’Amico ormai è partito per la tangente e continua a fare cose a caso; il messaggio pacifista con Pupo aggiunge più caos che amore. Anche Ditonellapiaga non riesco proprio a seguirla, ma almeno non sono antipatici quanto Tommaso Paradiso!
David, perdona loro perché non sanno quello che fanno!
La cover più riuscite
Nigiotti e Alfa sono la coppia meglio assortita che ho visto, mentre Maria Antonietta e Colombre continuano a stupirmi. Quando porti un classico come Il Mondo, non puoi che omaggiarlo senza troppe fregnacce, e loro lo fanno benissimo. Al contrario, Joan Thiele esagera con i virtuosismi nella canzone dell’amore perduto.
Infine, un grandissimo J-Ax omaggia Milano e ci regala la presenza di Paolo Rossi. Le bambole di pezza con Cristina d’Avena tutte vestite di pelle che cantano Occhi di gatto sono il punto più alto del festival dai tempi della fuga di Bugo. Peccato che i Led Zeppelin non c’incastrano veramente un ….
PS: Arisa, dopo aver cantato (bene) in modo solenne, vestita da oracolo di Delfi e scortata da un gigantesco coro d’armata, ha dichiarato la legge marziale e invaso la Polonia.
Ed ecco le pagelle.
I “Rimandati” e le Delusioni
- Mara Sattei | Voto 0: Il voto rispecchia le potenzialità. Trovo Thasup la cosa migliore capitata alla musica italiana negli ultimi anni (trap, indie, rap, punk, gospel); pezzi che sembrano venire dal futuro. Poi la sorellona va a Sanremo e confeziona un pezzo che poteva essere ammuffito 30 anni fa. Perché? Ascoltate il capolavoro Casa Gospel e lasciate perdere ‘sta roba!
- Elettra Lamborghini | Voto 1: Un meraviglioso e commovente omaggio a Raffaella Carrà. Vabbè, direte voi, manca il carisma, la voce, le movenze, gli ammiccamenti, la forza espressiva, i testi sagaci e, in generale, la voglia di vivere.
- Samurai Jay | Voto 2: Si sentiva proprio la mancanza di un ragazzetto unto e tamarro che canticchia un reggaeton mischiando italiano e napoletano, accennando pose latinoamericane.
- Francesco Renga | Voto 3: Fino a quando dunque, Francesco, abuserai della nostra pazienza?
- Chiello | Voto 3: Mi sta simpatico perché un ragazzo con i capelli da cartone giapponese che canta male, con la voce roca di Achille Lauro, è stato chiaramente invitato solo per essere preso per il c…
- Eddie Brock e Leo Gassman | Voto 3 ½: Inutilmente forzati e pretenziosi. Cantano come se avessero gravi problemi di stitichezza.
- Tommaso Paradiso | Voto 3 ½: Inizio a credere a un complotto per dequalificare l’Indie. Tra i tanti bravi autori è emerso lui, che non sa cantare, scrive canzoncine inutili e ha il carisma di uno scendiletto.
- LDA e Aka7even | Voto 4: Mi sento ancora un ragazzino, ma quando ascolto una tarantella rappata in dialetto mi sento Matusalemme. Quella fase l’ho sepolta insieme ai Sud Sound System.
- Michele Bravi | Voto 4: Perché un cantante bravino e raffinato deve presentarsi truccato come la bambola Chucky, con un vestito da funerale e una canzone brutta? Scopriamolo su Rieducational Channel!
- Dargen D’Amico | Voto 4: La prima edizione è stata una ventata di freschezza, ora sembra un eterno riciclo. Il testo voleva suonare come scritto dall’intelligenza artificiale, invece sembra un discorso di Luca Giurato.
- Raf | Voto 4 ½: “Dorian Raf” ha fatto un patto col demonio: al posto suo invecchiano le sue canzoni. Questa dimostra almeno 300 anni.
- Sal Da Vinci | Voto 4 ½: Inizialmente mi ha entusiasmato la favola della gavetta lunga 40 anni. Poi ho scoperto che è un neomelodico… Geniale però l’idea di usare Sanremo per sbancare i diritti SIAE ai matrimoni campani. Vince il Festival della Banalità.
- Fedez e Marco Masini | Voto 5: Il personaggio di Fedez è diventato più interessante dopo il divorzio. Qui, mostra il suo (unico) talento di mettersi a fianco le persone giuste. Peccato che la canzone sia un polpettone indigeribile.
- Ermal Meta | Voto 5: Buona voce, ma non riesce a trasmettermi niente, neanche parlando di un tema toccante come la causa palestinese.
- Ditonellapiaga | Voto 5: Avrebbe tutto per piacermi (testo, trucco, balletto), ma non mi dice niente. Sono limitato io o ha esagerato lei?
- Sayf | Voto 5: Simpatico, ma la canzoncina è una satira politica così sottile che non ci ho capito nulla. Un miscuglio di buone intenzioni che ricorda www.mipiacitu dei Gazosa. Praticamente, un comizio di Veltroni.
Il “Gruppone” (La zona grigia)
Avvertenza: i prossimi cantanti rappresentano il gruppone che ha reso particolarmente noiosa questa edizione. Canzoncine ben scritte senza pretesa se non quella di esaltare le doti canore. All’inizio catturano, ma alla fine sembra di aver ascoltato trecentotrendordicimilamilioni musichette scopiazzate che scorderemo domani mattina.
- Luchè, Tredici Pietro, Enrico Nigiotti | Voto 5 ½: Il rapper napoletano, il figlio di Morandi e il fustaccio livornese riescono a intrigare, ma le loro canzoni non reggono fino alla fine.
- Fulminacci | Voto 6: Qui la canzone gira bene, ma sono più duro perché è il migliore del gruppo e avrebbe l’onere di alzare il livello. Manca di coraggio.
- Arisa | Voto 6: Stavolta fa il compitino e l’apprezzo. Dicono sia un “pezzo Disney”? Prima cantava forse Björk? Ecco, mi tengo la colonna sonora di Frozen.
- Levante | Voto 6+: Usa toni e corde vocali che suscitano emozioni forti, ma la canzone è poca cosa.
- Malika Ayane e Serena Brancale | Voto 6 ½: Belle, brave e suadenti. Osano un po’ più degli altri con le musiche, meno con i testi.
- Patty Pravo | Voto 7: Canzone migliore per l’interprete migliore. Ma Patty ha perso smalto e viene riassorbita dal mucchio.
I Promossi (Quelli che “ci hanno provato”)
- Nayt | Voto 7 ½: Uno dei pochi che cerca di non snaturarsi, andando avanti per la sua strada senza lasciare segni indelebili.
- Bambole di Pezza | Voto 7 ½: Tanta carica nei gesti e nei costumi. Non è rock e il testo incide poco, ma che bello vederle con quei guanti lunghi…
- J-Ax | Voto 8: Sono di parte, adoro la sua ironia in Non aprite quella podcast. La canzone ha un intrigante arrangiamento country e un testo volutamente brutto (“un meme”) che prova a diventare geniale. Non è tagliente come Elio, ma diverte. Ax, la prossima volta vieni con Pedar e Lenardon?
- Maria Antonietta e Colombre | Voto 8 ½: Fanno quello che tutti dovrebbero fare: non si snaturano e si lasciano andare al cazzeggio. Esibizione disincantata e naturale. Il testo è un piccolo manifesto generazionale. Manca solo il carisma di Lucio Corsi per la perfezione.
Piccolo disclaimer. La critica di Lettera43 Maria Francesca Troisi ha fatto la medesima battuta in merito all’esibizione di Renga sulle note di David Bowie. Si tratta di una coincidenza, causata dall’amore per il Duca Bianco, visto che l’abbiamo pubblicata entrambi nella mattina di sabato (lei sul sito e io sulla mia pagina Facebook).
Foto dalla pagina Facebook di J-Ax
Devi fare login per commentare
Accedi