Teatro

Festival, “Jubilaeum” a Roma, il Barocco a Foligno e la danza a Matelica

29 Agosto 2025

ROMA _ Festa delle arti, dal teatro alla musica alla danza nella rassegna “Play Jubilaeum”, rassegna di appuntamenti spettacolari nella Capitale, dal 30 agosto al 14 settembre a cura della compagnia Zerkalo e i Magazzini Artistici Aps con la direzione artistica di Alessandro Machia e Francesco Verdinelli. In cartellone ospiti come Grazia Di Michele, Ugo Chiti e Andrea Tidona, uno spettacolo dedicato a San Francesco d’Assisi, diretto da Pino Quartullo. Per la danza, saranno presenti invece la coreografa Alessia Gatta con la compagnia Ritmi Sotterranei, e Ricky Bonavita. In programma anche il debutto nazionale di un nuovo testo firmato da Alberto Bassetti, uno Shakespeare itinerante realizzato da una giovane compagnia under 35 e, in chiusura, la stand-up comedy di Daniele Parisi. Come corollario la rassegna propone anche un insieme di laboratori multidisciplinari gratuiti. Percorsi di pedagogia teatrale in collaborazione con l’Università Roma Tre. Per il cinema è prevista una rassegna di corti realizzata in collaborazione con l’associazione Rossellini e laboratori di critica teatrale in sinergia con l’Accademia d’Arte drammatica “Silvio D’Amato”. Il via il 30 agosto (gli spettacoli sono previsti al Parco Talenti) con “Tu”, coreografia di danza contemporanea a cura di Alessia Gatta con Matilde Cortivo, Margherita Petrosino, Vanessa Guidolin e Viola Pantano. A seguire “Odissea” di e con Gianluigi Tosto. La traduzione utilizzata è quella di Mario Giammarco, di grande comprensibilità, che pur essendo tra le più recenti, riesce a “restituire l’atmosfera di un passato arcaico e la magia di un mondo che miscela la realtà dei fatti con l’oniricità della dimensione interiore”. Il 31agosto è la volta del concerto indie folk della cantautrice italo-sudanese Ashai Lombardo Arop: Il giorno successivo Enrico Capuano e la sua band propone una “Tammuriata rock”.

Una scena dallo spettacolo teatrale “La storia di San Francesco” diretta da Pino Quartullo al festival “Jubilaeum” di Roma. Lo spettacolo è tratto dal romanzo “La Sapienza di unpovero di Eloi Lecrerc.

Il teatro torna il 2 settembre alle 21 con “Non mi serve niente” di Manlio Marinelli, regia di Luca Mazzone: uno spettacolo di teatro civile che riflette su lavoro, diseguaglianza e alienazione sociale (a cura del Teatro Libero). A seguire (alle 22,30) “La storia di San Francesco” a cura di Pino Quartullo tratto dal romanzo “La sapienza di un povero” di Eloi Leclerc. Ancora teatro l’indomani con “I tre volti di Shakespeare: Amleto, Otello, Re Lear” di Germano Rubbi con Melania Fiore, Fabrizio Bordignon, Damiano Angelucci, Germano Rubbi. Spazio alla danza di Ericky Bonavita il 4 settembre in “Quadri 2025”. Un nuovo progetto della compagnia Excursus/Pindoc, che unisce brani dal repertorio recente e creazioni inedite. Una danza drammaturgica, emozionale e aperta alla ricerca, che mette il corpo al centro di nuove possibilità espressive.

Anteprima nazionale di “Rock Opera 1971” un viaggio musicale e teatrale nell’anno che ha rivoluzionato il rock. Nove musicisti sul palco, con testi, video e un sound che omaggia Led Zeppelin, Genesis, Pink Floyd e altri miti del 1971. Una narrazione sonora e visiva nata da un’idea di Paolo Scappiti con Germano Rubbi. Regia di Francesco Verdinelli (5 settembre). Spazio al jazz del sassofonista Javier Girotto e l’Alma Quartet. Composizioni originali e influenze tango si intrecciano in un dialogo sonoro denso, poetico ed energico, tratto dall’album “Colyseus” e presentato alla Casa del Jazz (6 settembre). Si torna al teatro il giorno dopo, 7 settembre, con “L’uomo migliore” di Alberto Bassetti, regia di Tommaso Garrè, produzione della compagnia Zerkalo. La leggenda di Patroclo e Achille rivive attraverso il punto di vista di due scalpellini, incaricati di incidere le loro lapidi. Con richiami a testi classici e contemporanei – da Madeline Miller a Pasolini – la riflessione si allarga al significato di amore, eroismo e memoria. Ancora teatro l’8 settembre. Di scena “Come vi piace” . Da Shakespeare, adattamento di Flavio Murialdi, regia di Matteo Finamore. Un progetto under 35 che reinterpreta in forma site-specific e itinerante il classico shakespeariano, giocando sul tema della narrazione e del potere del racconto. Nella corte e nella foresta, due mondi si confrontano: quello del potere e quello della libertà, guidati dalla voce di Jaques, cantastorie fuori dal tempo (9 settembre).

Al festival romano di “Jubilaeum” c’è anche la danza. Qui una scena tratta da “Quadri 2025” del coreografo Ricky Bonavita , spettacolo della compagnia Excursus/Pindoc

 

Il 10 settembre va in scena “Agamennone” di Ghiannis Ritsos, regia di Alessandro Machìa Con Andrea Tidona e Carolina Vecchio. Il celebre re omerico è qui un uomo vecchio, fragile, che confessa alla moglie Clitemnestra la verità dei suoi anni di guerra. Ritsos ci porta nel palazzo, in un’atmosfera sospesa tra ricordo, rimorso e umanità.

L’11 settembre va in scena “Mi abbatto e sono felice” di e con Daniele Ronco. Uno spettacolo a impatto zero, alimentato dallo sforzo fisico dell’attore. Un monologo provocatorio sul nostro rapporto con l’ambiente, il consumo e la felicità. Ispirato ai principi della decrescita felice, è un viaggio tra passato e presente alla ricerca di un nuovo modo di vivere, più consapevole e sostenibile.

Daniele Parisi presenta il 12 settembre “Abbasso Daniele Parisi”. Spettacolo surreale e ironico che mescola teatro canzone, comicità e trasformismo. Un “One Man Psycho Show” dove i personaggi appaiono e scompaiono come cellule impazzite, tra riflessioni esistenziali e assurde gag quotidiane. Doppio spettacolo il 13 settembre. Si apre alle 21con “Kyrie” diUgo Chiti, con Carla Guido. In scena tre figure femminili -prefiche, cantanti funebri – danno voce a un dolore ancestrale e universale. Una riflessione potente sulla condizione della donna e sull’identità nel Mediterraneo, tra sacro e laico.  Alle 22,30 è la volta di “Due vite su un pentagramma” con Cristiana Pegoraro (piano), Deborah Caprioglio e Germano Rubbi
Viaggio emozionale tra i diari di
Clara e Robert Schumann: amori, sogni, musica e follia, tra narrazione e musica dal vivo. Jubilaeum” chiude il 14 settembre con il debutto nazionale di “Le note dei poeti” con Grazia Di Michele, Alessandra Fallucchi e Barbara Capucci. La regia è di Alessandro Machìa. In questo spettacolo iversi di grandi poeti -da Neruda a Dickinson, da Merini a Gualtieri – diventano canzoni e racconto poetico in uno spettacolo evocativo con la cantautrice Grazia Di Michele.

A Roma va in scena “Agamennone” di Ghiannis Ritsos, regia di Alessandro Machìa. Con Andrea Tidona e Carolina Vecchio. Il re omerico è qui un uomo vecchio che confessa a Clitemnestra la verità dei suoi anni di guerra.

Torna a Foligno dal 29 agosto al 6 settembre l’appuntamento con il festival “Segni Barocchi”, edizione 46, diretto dal regista e attore Daniele Salvo. Il titolo di questo anno, “La vita è sogno” richiama alla mente il capolavoro dello spagnolo Calderòn de la Barca in questo caso voluto per segnalare come nel “nel Barocco, il sogno non è evasione ma riflessione critica, spazio d’interrogazione sul destino, sull’illusione dei sensi, sull’identità individuale e collettiva”. Il Festival mette così in scena questa tensione continua “tra apparenza e verità, tra potere e coscienza, tra rappresentazione e realtà, attraverso testi classici, riscritture contemporanee, performance musicali, proiezioni e azioni collettive”. Si apre proprio il 29 con il testo di Calderòn (Corte di Palazzo Trinci), reading a cura di Daniele Salvo con Salvo stesso in scena con Massimo De Francovich, Melania Giglio, Martino Duane, Alessandro Averone, Odette Piscitelli,e Matteo Fiori, “Al centro dell’opera il tema del libero arbitrio che trionfa sulla presunta predestinazione voluta dal Fato e il motivo dominante del desengaño (disinganno): la consapevolezza, cioè, della natura crudele e barbara dell’uomo, della vanità mondana, rimediabili solo con un atto coraggioso di volontà e di fede che restituisca dignità e onore all’esistenza.”.

Il 30 agosto, stesso spazio l’Urbs Musicae Ensemble presenta il concerto “E’ sogno o ver?”. Dalla raccolta “Amori” di Giovanni Battista Marino. Musiche di A. Caldara, L. Colista , A. Corelli e G.M. Bononcini. Con: Giulia Farra, soprano e voce recitante, Irene Callieri e Giulia Capecchi, violini, Francesco Mattacchione, violoncello e Anna Cortini, cembalo.

Il 31 agosto all’Oratorio del Crocefisso recital del pianista Marco Scolastra “Tre secoli con il Barocco” con musiche di J. S. Bach, G. Frescobaldi, G. F. Haendel, A. Soler, D. Scarlatti, G. B. Pescetti, C. P. E. Bach, W. A. Mozart, L. van Beethoven, A. Casella.

Il regista e attore Daniele Salvo è il direttore artistico del festival “Segni Barocchi” di Foligno. Daniele Salvo firma anche la regia di “La vita è sogno” di Calderòn de la Barca in scena al festival stesso.

Il 1 settembre , stessa location (ore 18,30) “Quartetto jazz in classico” , Suite per violoncello, pianoforte, contrabbasso e batteria di Claude Bolling con Matteo Maria Zurletti, violoncello, Fiorella Rambotti, piano, Davide Padella contrabbasso e Antonio Donadeo batteria. Negli anni Settanta e Ottanta il compositore francese Claude Bolling (1930-2020), pianista, arrangiatore e direttore d’orchestra nel mondo del jazz e della produzione di colonne sonore per film, ha voluto coniugare la musica colta con la musica jazz, “diventando uno dei pionieri di un nuovo genere in cui i due ambiti, quello classico e quello jazzistico, non si fondono ma si giustappongono e si intrecciano”.

Alle 21, al Teatro San Carlo è di scena “Artemisia la pittora” di e con Giulia Guastella. Regia di Giacomo De Cataldo. Partendo dalla vicenda dello stupro subito da Artemisia Gentileschi per opera del proprio mentore e maestro, offre uno sguardo approfondito sulla storia della parità di genere nell’arte.

Il 2 settembre alla Corte di Palazzo Trinci va in scena “Il Gran teatro del mondo” di Calderòn de la Barca, a cura di Melania Giglio con Daniele Salvo, Marco Imparato, Lorenzo Patella, Marco Maggio, Beatrice Ronga: “un’opera metafisica in cui il mondo viene concepito “come un palcoscenico e gli esseri umani sono attori di un sogno universale, il cui significato è legato alla ricerca della verità e dell’autocoscienza”.

Stesso palcoscenico l’indomani 3 settembre per “Il resto è silenzio” con Alessio Boni che legge la tragedia “Amleto”di William Shakespeare. Accompagnamento alla chitarra di Eugenio Della Chiara.

Sempre nella Corte di Palazzo Trinci il 4 settembre sul palcoscenico “La mirabolante Historia del Cavaliere della Trista Figura Don Chisciotte de la Mancia” di Miguel de Cervantes, reading a cura di Massimo Popolizio accompagnato dal violoncello suonato da Giovanna Famulari.

Al festival di Foligno “Segni Barocchi”  il popolare attore Alessio Boni è il protagonista del reading “Tutto il resto è silenzio” tratto dalla tragedia “Amleto” di William Shakespeare

Il sogno di Scipione” è il titolo della Cantata onirica “alla barocca” per soprano, mezzosoprano, trio d’archi e pianoforte che viene presentata il 5 settembre al Teatro San Carlo. Musica di Marco Podda (sull’omonimo testo di M.T. Cicerone). Prima esecuzione assoluta. Con Eliseo Baldizzi, violino, Milena Pektovic, viola, Iryna Bobyrevavioloncello, Daniele Bonini, pianoforte, Anne Graf, soprano e Giulia Diomede, mezzosoprano e voce recitante. “Il “Sogno di Scipione è uno dei più affascinanti dialoghi di Marco Tullio Cicerone, incentrato su virtù, immortalità dell’anima e destino umano dopo la morte. Il sogno, vissuto da Bruto, ha come protagonista Scipione l’Africano, figura quasi divina, che invita a riflettere sulla grandezza dell’anima e sulla vera gloria, che non risiede in ricchezze o conquiste, ma nella giustizia, nella temperanza e nella ricerca del bene”. Nella trasposizione musicale di Marco Podda, il testo, “rielaborato in forma dialogica, unisce filosofia e poesia, pensato sia per concerti che per la scena. I personaggi maschili sono interpretati da voci femminili, secondo la prassi barocca”.

Si chiude il 6 settembre con “La Notte Barocca” dalle 18 alle 23 in tutta la città. Tutti gli eventi sono gratuiti fino ad esaurimento dei posti.

A Matelica in provincia di Macerata fino al 6 settembre la rassegna “Incontro tra la danza e la città”, tappa marchigiana di D.Off-In art festival nazionale di danza diffusa a cura di Art Hub, direzione artistica di Roberto Lori qui in collaborazione con la Pro Loco, la Compagnia degli Istanti, Comune di Matelica e Amat Marche. La rassegna, nata due anni fa proprio a Matelica  all’interno di Face OFF, ha proseguito fino al 2024 con l’obbiettivo di “promuovere la danza contemporanea e favorire l’incontro tra arte e territorio, proponendo spettacoli e attività di laboratorio in borghi e città, utilizzando teatri e spazi non convenzionali (mura, spiagge, musei, biblioteche, parchi, giardini, piazze, conventi) per sperimentare stimolanti e suggestive alchimie tra il processo artistico e il patrimonio architettonico urbano”. Nove le compagnie in cartellone e 18 gli spettacoli dal 31 agosto al 6 settembre.

Massimo Popolizio è il protagonista a Foligno de “La mirabolante Historia del Cavaliere della Trista Figura Don Chisciotte de la Mancia” di Miguel de Cervantes .Sarà accompagnato dalla violoncellista Giovanna Famulari.

Si apre il 31 agosto in piazza Garibaldi con “Danza celata, danza trovata” della Compagnia degli Istanti, idea di Simona Bucci, coreografia di Roberto Lori. Gli spettatori diventano in questo spettacolo “protagonisti di un’avventura in cui ogni tappa propone enigmi e sfide da affrontare. Lungo il percorso, gli indizi li conducono in luoghi specifici dove si svolgono piccoli eventi performativi in cui vengono coinvolti attivamente.” Al teatro Piermarini (il 1 settembre) di scena tre performance, restituzioni delle residenze artistiche. La prima è “Costruita per starci” di e con Alba Maestrelli, assolo ispirato alla vita di Maria Antonietta. La seconda è “Dentro-Fuori” di Simona Rando anche interprete. “La coreografia indaga la tematica della solitudine, un leitmotiv della vita umana con innumerevoli sfaccettature oggettive e/o soggettive”.

L’ultima, “Armonie di voci”, regia, drammaturgia e danza di Silvia Capponi e Giorgio Mogavero “assume la forma di una conveniente disposizione di idee, pensieri, corpi, vite che nella simultaneità dell’esistenza si articolano tra suoni, accenti, pause, affiorando dal disaccordo della realtà”. In chiusura di serata a in scena Kor (primo studio – estratto)ideazione di Olimpia Fortuni e Michela Paoloni, con Michela Paoloni e Francoise Parlanti. Il 2 settembre dalle ore 20 nella di Villa Collepere, residenza settecentesca affacciata su colline e vigneti, si susseguono le performance ””Suddenly Here/Dire, fare, baciare”, ideata da Simona Bucci e “La passeggiata” di Ersilia Danza.

Suddenly here/Dire, fare, baciare” autori e interpreti Luca Campanella e Françoise Parlanti, “presenze evocatrici che affermano le proprie nature, unicità e cromatismi emotivi che si susseguono, si incontrano e scompaiono così come sono apparsi, come pensieri fuggevoli”.

La passeggiata” è un dipinto giovanile di Marc Chagall, in cui il grande pittore si abbandona a una parentesi di felicità e ottimismo. Il risultato è una tela onirica in cui l’amore tra l’artista e la moglie Bella raggiunge una forza così totalizzante da superare i limiti della realtà e spiccare il volo.Il dipinto ha ispirato la coreografia di Laura Corradi che firma il duetto interpretato da Gessica Perusi e Alessandro Catalano.

Al festival di Matelica un momento dello spettacolo “La passeggiata”, coreografia di Laura Corradi di Ersilia danza che si è ispirata ad un’opera giovanile di Marc Chagall (Fotografia di Caterina Parona)

Il 3 settembre spazio ai lavori di giovani coreografi del territorio sotto il Loggiato degli Ottoni alle 18,30. Alle ore 21,15 invece al teatro Piermarini sono in programma “Leonardo Da Vinci – Anatomie spirituali (estratto)” di Raphael Bianco, “Immisurabile Lua” di Sabrina Mazzuoli e “Bus Stop” di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo.
Leonardo da Vinci – Anatomie spirituali” è un lavoro coreografico e coreologico dove “il corpo sollecitato e sezionato fra staticità e movimento diventa storia di sé e altro da sé senza una reale e concreta narrazione”. … “un percorso dalle prospettive esoteriche, un rituale misterioso da cui emergono verità talvolta surreali, ludiche, comiche, poetiche e sconvolgenti dedicato al genio toscano”.

Immisurabile Lua” è un assolo con Camilla Giani che riflette sull’umano e l’extraumano, sull’intimo e l’universale, sulla memoria personale e la memoria collettiva e indaga il movimento trasformativo nel ciclo vitale e l’importanza di ciò che in un macrosistema risuona tra l’essere umano, lo spazio, l’ambiente.  A chiudere la serata è “Bus Stop” della compagnia Twain, una piccola indagine sull’indifferenza umana.  Il 4 settembre al Loggiato degli Ottoni, ore 18,30 Camilla Giani è in coppia con Sabrina Mazzuoli nella sua creazione “Esercizi di Apofenia”. “Apofenìa” per Kraus Conrad è l’osservazione immotivata di connessioni tra fenomeni, accompagnata da una precisa sensazione di anormale significatività. Esercizi di Apofenia è una installazione performativa che coinvolge performer e pubblico in un processo meditativo attraverso il suono, il movimento e l’immagine.

Segue al Teatro Comunale Piermarini, ore 21,15 il secondo appuntamento con una vetrina dedicata ai giovani danzatori del territorio.a partire dalle ore 19 tre titoli.

En pathos – Sentirsi sentiti”, ideato ed eseguito da Valentina Sechi e Luca Tomao perVersiliadanza indaga la possibilità di comprendersi.
“Il nostro stato è la danza della nostra vita; il modo che abbiamo di abitarla-affermano gli autori- Dopo silenzi dettati dalla rinuncia o dalla frustrazione o dall’orgoglio, con urla all’unisono per sovrastarsi, cerchiamo disperatamente di sentirci sentiti”.

Un istante del solo della danzatrice Camilla Giani, “Immisurabile Lua” in scena al festival di danza di Matelica (Fotografia di Giampaolo Becherini)

Un colpo di blu”, coproduzione Compagnia degli Istanti e Arearea, è un solo creato e danzato da Irene Ferrara che si ispira alla storia del colore blu. “Colore di lutto da una parte, colore di festa dall’altra. Colore del sangue nobile. Colore di fine giornata lavorativa, quando si beve per gettare via le preoccupazioni. Colore della malinconia”.

In “Romeo e Giulietta” di Borderline Danza, per la coreografia di Claudio Malangone, Adriana Cristiano e Luigi Aruta incarnano il mito shakespeariano di Romeo e Giulietta. “L’amore diventa una challenge giovanile: agli occhi delle famiglie, una bravata, agli occhi di Romeo e Giulietta, la rappresentazione della propria libertà”.

Ricca di eventi la giornata del 6 settembre che chiude la rassegna. In calendario figurano incursioni di danza nella casa di riposo di Matelica e nel salone del convento della Beata Mattia a partire dalle 10,30, mentre in Piazza Garibaldi alle ore 18 il pubblico può assistere alla restituzione delle coreografie create con gli allievi del corso di tessuto aereo condotto da Arianna Masi.

Il programma serale al teatro comunale Piermarini (ore 19,15) include la restituzione delle coreografie create con gli allievi del corso di danza condotto da Francoise Parlanti e le due creazioni “Intersection Bach” (primo studio), coreografia di Roberto Lori, e Restituzione della Compagnia Naturalis Labour, firmata da Elisa Spina con la partecipazione dei danzatori iscritti al laboratorio coreografico.

Nella rassegna dedicata alla danza di Matelica “Romeo e Giulietta” della compagnia Borderline Danza, coreografia di Claudio Malangone con Adriana Cristiano e Luigi Aruta (Fotografia di Claudio Malangone)

Intersection Bach”, coreografia di Roberto Lori, nasce dal desiderio di unire due mondi in cerca di dialogo, la danza contemporanea e alcune pagine di Johann Sebastian Bach.

In piazza Garibaldi, ore 21,30 e ore 22,30 Arianna Masi è la protagonista di una performance di tessuto aereo.Cala il sipario sul festival nel Vicolo Teatro alle ore 21,45 (replica 22, 45) con Fallen Bird di e con Rilaben (Enrico L’Abbate). L’artista fiorentino si interroga su sogni, immaginazione e accoglienza, inclusione e diversità, e i sentimenti di solitudine o solidarietà.

Da segnalare infine l’anteprima nazionale di “Plùma, Disadirare project/Capitolo terzo”, progetto di Manovalanza, regia di Adriana Folleri con Francesca Capasso, Gianluigi Signoriello e Andrea W. Lo spettacolo va in scena domenica 31 agosto alle 21 presso la Villa La Colombaia di Luchino Visconti (Forio D’Ischia) e fa parte della rassegna “Bellissima 2025”. Il progetto “Disadirare” si sviluppa “intorno al tema dell’ira come metafora distruttiva dei corpi e del loro spazio”. In “Plùma”, terzo e ultimo capitolo del progetto, la ricerca “tende alla leggerezza della piuma, muovendo dalla rilettura dei classici e sviluppando il lavoro in relazione alle domande del presente; l’Iliade di Omero è il sottile pretesto e sotto-testo”. La regia di Adriana Follieri e la drammaturgia collaborazione con Andrea W. presentano tre personaggi i cui destini citano liberamente quelli di Achille, Agamennone e Briseide, eppure percorrono “tutt’altre prospettive: se gli eroi e le eroine della classicità ci si mostravano in tutta la violenza ineluttabile della predestinazione, qui le sorti e le relazioni sono spinte e determinate soprattutto dal libero arbitrio”.

Lo spettacolo “Bus Stop” della compagnia Twain, una delle più giovani partecipanti al festival di Matelica vuole essere una piccola indagine sull’indifferenza umana (Fotografia di Valeria Tomasulo)
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