Catania. Gli spettacoli di danza contemporanea si dispiegano e accadono davanti agli occhi del pubblico, però lo spingono altrove. L’altrove è forse è il luogo della danza contemporanea. A Catania l’ultimo spettacolo della stagione di danza di Scenario Pubblico (una stagione dedicata per altro al tema della “gentilezza”) è firmato da Aterballetto (il Centro coreografico nazionale di Reggio Emilia) e si è trattato di un tris di pezzi brevi di straordinario pregio. Preludio di Diego Tortelli (per cinque danzatori, musiche di Nick Cave); An echo, a wave di Philippe Kratz (per due danzatori, sound designer Tommaso Michelini); Alpha Grace, ancora di Kratz (per sei danzatori, musiche travolgenti di Barrio Sur e Fela Kuti). Recuperiamo – letteralmente e un po’ provocatoriamente – quello che la compagnia scrive a proposto di questi lavori: «Preludio di Diego Tortelli è una preghiera profana, ispirata alla scrittura di Nick Cave: cinque danzatori diventano stimoli emotivi, incarnando ossessioni, dipendenze e desideri in un inno al corpo e alla sua trasformazione continua. An Echo, A Wave di Philippe Kratz prende spunto dal moto ipnotico del mare, simbolo di eternità e luogo di incontri, partenze e ritorni: un duetto poetico, fluido come un’onda che attraversa il tempo. Infine, Alpha Grace, sempre di Kratz, è una riflessione sull’empatia, su quella capacità antica e sacra di riconoscersi negli altri. Solitudini e individualità si trasformano gradualmente in coralità, in un’armonia costruita sull’ascolto e sulla condivisione». Date queste fondamentali coordinate di senso e ripreso quel che i coreografi stessi hanno dichiarato di aver voluto esprimere, sarebbe facile chiudere la partita della scrittura critica elogiando la professionalità (veramente straordinaria) dei danzatori e delle danzatrici nonché la scelta delle musiche (da Cave e Fela Kuti e Barrio Sur) struggenti, energiche, capaci di dare profondità e vitalità allo spartito coreografico. Che cosa resta? Su che cosa è sfidata la scrittura critica? Non tanto sulla descrizione di quanto accade in scena e, sostanzialmente, nemmeno sulla imporrante qualità tecnica degli artisti in scena. Ciò che resta davvero, ciò che occorre segnalare è l’oltre, il potenziale poetico e narrativo che si manifesta al pubblico dopo lo spettacolo, l’eccedenza di senso che riconosce e comunica una determinata forma ma senza chiudersi in essa o accontentarsi di essa. Ecco il punto: il pregio di questo lavoro consiste nel proporre delle forme che certo rispondono, con esatto e tangibile professionismo, ad un linguaggio che è in qualche modo tipico di questo ensemble e a uno spartito coreografico, ma si presentano come intimamente incoercibili, vitali, pregne di nuove e altre possibilità.
Catania, “Scenario pubblico”, 7 e 8 marzo 2026. Centro coreografico nazionale, Aterballetto. Preludio: coreografia di Diego Tortelli. Musica di Nick Cave. Luci di Carlo Cerri. Assistente alla coreografia: Casia Vengoechea. Durata 16’ – Per 5 danzatori. An echo, a wave: coreografia di Philippe Kratz. Sound design: Tommaso Michelini. Durata 10′ – Per 2 danzatori. Alpha grace: coreografia di Philippe Kratz. Musica di Barrio Sur, Fela Kuti. Consulente drammaturgico: Tyrone Isaac-Stuart. Luci di Carlo Cerri. Con il sostegno di Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa. Durata 23’ – Per 6 danzatori Produzione: Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto. Crediti fotografici: Neven Petrovic, Nicola Stasi.
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