Alessia e Bernardo: angeli della notte di San Silvestro

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2 gennaio 2020

Non tutti hanno festeggiato l’ultima notte dell’anno con paillettess, lenticchie e brindisi. Qualcuno ha deciso di lasciare le scarpette delle feste nelle scatole e indossare stivali e sciarpe per andare in strada a tentare di scaldare il cuore di chi non ha più nulla.

Ho deciso di raccontare questa storia perchè ne sono rimasta molto colpita. Perchè mi è piaciuta tanto. Perchè è rara. Perchè è unica. E perchè da qui si potrebbe partire per regalare gioia e fiducia a chi non ne ha più e che per sopravvivere ha scelto il peggio, l’estremo. Un cartone per isolarsi dal selciato, una coperta lisa e un peluche per non sentirsi troppo solo.

Alessia e Bernardo potrebbero essere una coppia qualsiasi se lui non fosse un arbitro internazionale, un ottimo insegnante e un grande giocatore di bridge. Ha vinto infatti 3 medaglie d’oro, una d’argento e una di bronzo in campionati internazionali. E 3 ori, 2 argenti e 3 bronzi in campionati nazionali. Senza dimenticare la vittoria nel Campionato del mondo a squadre juniores del 1999. L’ultimo suo successo è il primo posto nella Coppa Italia mista del 2016. Qui l’intervista.

Alessia, brava anch’essa al tavolo verde, è una social media manager online.

In questo periodo avendo partecipato a vari tornei hanno vinto un bel po’ di cesti: “ allora c’è venuta l’idea di regalarli ai clochard”, mi spiega Alessia.

Un atto straordinario. Ma si sa, cosa chiama cosa. E quindi Alessia non si è fermata. “Erano giorni che ci pensavamo, dice, e la sera di Santo Stefano, dopo aver raccolto cibarie e coperte a casa di familiari siamo andati a San Lorenzo a portarli ai senza tetto, davanti alla Caritas. Erano quasi tutti stranieri, alcuni piangevano. Molti sono lontani da casa da più tempo di quanto possano ricordare e oggi a Roma fa davvero freddo”.

Rimangono colpiti da tanto dolore e decidono di proseguire ancora. “Questi sono giorni di festa per tutti: mangiamo molto e avanza tantissima roba, dice Alessia alle persone che conosce. Se qualcuno avesse voglia di partecipare, Bernardo e io proponiamo un post-veglione alternativo quest’anno”. Se volete contribuire regalando cibo, coperte, vestiti, noi poi li porteremo “ai senza tetto della città eterna”. “Ma se non hai niente da consegnare e vuoi partecipare, puoi darci 4,99 con cui compreremo una Magic Box su Too Good to go e la consegneremo per te”.

L’atteggiamento di questa bella, giovane e brillante ragazza, tra lo scanzonato, l’ironico, il sensibile e l’emotivo, fa breccia e in molti partecipano. Così senza tanta enfasi raccoglie una cifra considerevole che le permette di riempire un carrello della spesa.

E quindi: “Ora si entra nella fase due. Con le shopping bag della Figb accumulate serialmente negli anni da Bernardo, farò dei pacchetti con pane, cioccolata, formaggio, salumi, mela, tonno, succhi di frutta, biscotti e…una birra! E oggi proseguiremo il giro per la raccolta di vestiti pesanti e coperte e alla fine chiameremo per ordinare le magic box che ci avete commissionato”.

E’ la notte di Capodanno e loro caricano la macchina per il veglione umanitario. Vanno alla Stazione Termini e girano per quelle strade piene di disperati. Si accostano a donne e uomini accoccolati e rattrappiti che tentano in tutti i modi di difendersi dal gelo della notte. Stanno regalando un po’ di gioia, anche a nome di chi ha li ha ascoltati e dato loro fiducia.

“Mi ero ripromessa di documentare la vostra generosità, informa Alessia, ma onestamente mentre sei in mezzo alla strada ad ascoltare storie, capita di dimenticarsi il telefono e poi senza fare troppo i moralisti c’è anche un discorso di dignità violata che mi pesa molto; comunque penso sia giusto che sappiate che i vostri soldi e le vostre donazioni sono serviti ad aiutare una cinquantina di persone.

Tanti momenti intensi, ma questi mi rimarranno nel cuore:

Emilio ha circa trent’ anni ed è stato massacrato di botte da un gruppo che gli voleva rubare 30€. Ha chiesto solo una coperta per scaldarsi lontano da casa.
Poi c’è l’ignota africana che ci ha detto: “Grazie per quello che fate. Però non bisogna essere ingordi, ora andate a via Marsala che ci sono altre persone che hanno bisogno”.
E Massimo che non ha voluto né pane né pasta, ma solo calzini perché “quando il freddo si avvicina allo zero e tu non hai le scarpe scopri cosa vuol dire soffrire veramente”

Grazie per averci aiutato ad aiutare, nei prossimi giorni faremo un’altra spesa perché sono avanzati dei soldi che ci avete mandato. Siete stati molto generosi e nonostante avessimo comprato cibo, pizza calda e coperte, non abbiamo ancora finito.

Presto torneremo in strada ma intanto volevamo ringraziarvi per averci regalato il Capodanno più bello della nostra vita” .

 

 

TAG: alessia cornali, bernardo biondo, bridge, caritas, clocherd, premi, Roma
CAT: discriminazioni

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