Una norma riequilibra i diritti dei creditori e dei debitori

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28 febbraio 2019

con la conversione in legge del decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135 è stata promulgata una norma che attua un parziale riequilibrio dei rapporti tra creditori e debitori.

 

LA SOSTANZIALE DIFFERENZA FRA LA SITUAZIONE ITALIANA E QUELLA EUROPEA

Leggendo in filigrana le norme emanate dai vari governi, che si sono succeduti dall’inizio della crisi nel 2008 fino ad oggi, traspare evidente la differenza di approccio ai temi bancari e. più in generale, al rapporto creditori / debitori, fra l’Italia e gli altri paesi sviluppati, in particolare quelli europei.

In tutti i paesi lo stato è intervenuto massicciamente (e in alcuni continua a farlo) nel salvataggio delle banche e nella sterilizzazione dal punto di vista economico e sociale dell’ingente massa di crediti inesigibili i cosiddetti npl.

Si tratta di crediti ottenuti e concessi sulla base di previsioni di fatturati, di profitti, di salari e stipendi che sono in tutto o in parte scomparse nei 10 anni di crisi.

In tutti i paesi hanno contribuito alla formazione degli NPL episodi di malaffare, forse in Italia più presenti che altrove. È però evidente che la formazione degli NPL è stato un processo strutturale, non banalmente criminale.

Mentre tutti i paesi salvavano con fondi pubblici le banche e sterilizzavano l’effetto economico e sociale degli npl, in Italia, in maniera cosciente o incosciente (ma dal punto di vista economico e storico non ha nessuna importanza se la classe dirigente ne fosse cosciente) si è cercato di scaricare sulla ricchezza delle famiglie e delle piccole medie imprese il costo della crisi bancaria.

Si potrebbero mettere in fila i provvedimenti del governo, di Bankitalia, della Consob e, purtroppo, dal 2014, in poi anche le sentenze della parte maggioritaria della Magistratura, che hanno reso possibile questo disegno.

Disegno che, ripetiamo, non ha importanza se fosse conscio (con il conseguente sviluppo di fantasie dietrologiche) o inconscio/casuale, ma è visibile nei fatti.

In questi dieci anni abbiamo assistito alla produzione e applicazione di leggi dello stato, normative amministrative di Bankitalia e Consob, di sentenze squilibrate a favore dei creditori,

che hanno infine portato

  • alla svalutazione del patrimonio immobiliare italiano,
  • al trasferimento nelle mani di cowboy arrivati da tutto il mondo di parte della ricchezza italiana, persino il Sole 24 ore se ne sta accorgendo:
    a circa 150.000 fallimenti e a più di un milione di PMI “uscite volontariamente dal mercato”
  • a migliaia di suicidi,
  • a 2 milioni di famiglie sovraindebitate irrimediabilmente e ad altri 2 milioni di famiglie pronte a scivolare nel baratro del sovraindebitamento per piccole somme.

UN PRIMO CAMBIO DI ROTTA

Il peggio del peggio era costituito da quella parte della legge 119 / 2016, la cosiddetta Renzi Boschi, che cambiava profondamente le norme dell’articolo 560 cpc.

Non era, forse, la peggiore, da un punto di vista economico, nell’ accentuare il profondo squilibrio fra creditori e debitori, ma era senz’altro la peggiore da un punto di vista morale.

Si basava sulla concezione ottocentesca per cui la “robba” e la valorizzazione della “robba” valgono più delle persone (ricordatevi Mazzarò e Don Gesualdo di Verga).

Un solo esempio pratico vale più di mille parole: stiamo parlando della norma per cui Roberta, malata terminale di SLA, che non può muoversi e parlare, per un’ipoteca con la banca poteva essere sloggiata dalla sua casa molti mesi prima della vendita della casa e sarebbe stata costretta a separarsi dal figlio 14enne.  L’ordinanza del tribunale di Milano che riportiamo dal quotidiano “Libero” evidenzia la profonda immoralità della norma.  «Appare opportuno disporre la liberazione del bene, al fine di assicurare una migliore conservazione dell’immobile e una più intensa tutela dell’interesse dei creditori ad un rapido ed efficace svolgimento della procedura, posto che lo stato di occupazione da parte del debitore esecutato ….. determina nei potenziali acquirenti incertezza in ordine ai tempi di effettiva consegna nel caso di aggiudicazione e quindi disincentiva la partecipazione alla gara e, in definitiva, rischia di portare ad una svalutazione del bene, mentre una vendita al prezzo più alto possibile realizza l’interesse dei creditori a trovare maggiore soddisfazione del proprio credito»,

La valorizzazione della “robba” è preponderante persino rispetto ad una malata e madre ormai in fin di vita che vorrebbe trascorrere il poco tempo che le rimane vicino a suo figlio, e non in una casa di cura.

Finalmente questa violenza è stata spazzata via e, con la conversione in legge del decreto – legge 14 dicembre 2018, n. 135 (che trovate allegato), è stata promulgata una norma che attua un parziale riequilibrio dei rapporti tra creditori e debitori.

Il debitore può rimanere nella sua casa sino al decreto di trasferimento.

Se l’immobile verrà venduto può trovarsi con i tempi necessari un immobile in affitto.

Il custode può consentire il diritto di visita per compratori e rivolgersi al Giudice delle esecuzioni per sloggiare il debitore, qualora non mantenga la casa pignorata, ostruzionisticamente, in buono stato. Viene ripristinata la vecchia norma, abolita la peggiore violenza inserita nella legge 119/2016, scritta sotto dettatura delle banche.

 

CHE IMPATTO SOCIALE PUÒ AVERE QUESTA NORMA?  QUANTE POSSONO ESSERE LE FAMIGLIE CHE, GRAZIE A QUESTA NORMA, VEDONO RIDOTTE LE LORO SOFFERENZE E DIFFICOLTÀ?

Per esprimere questa valutazione sarebbe importante disporre di una statistica ufficiale sulle esecuzioni immobiliari e sulle famiglie coinvolte in queste esecuzioni immobiliari.

Purtroppo i debitori impoveriti sono considerati scarto, quando non addirittura spazzatura; alla produzione di numerose leggi penalizzanti nei loro confronti è andato di pari passo un abbandono di qualunque ricerca statistica che riguardi la loro condizione.

Per trovare dei dati attendibili abbiamo dovuto utilizzare le statistiche raccolte da quelle associazioni di imprenditori che vogliono guadagnare sul mercato immobiliare delle aste.

In particolare abbiamo utilizzato i reports di Astasy la cui proposta è “Impara con noi a trasformare le aste immobiliari in una grande opportunità di guadagno!”

Si può valutare l’impatto sociale della legge con una elaborazione sui dati pubblicati nell’importante Report di Astasy: “ANALISI STATISTICA E NUMERI SULLE PROCEDURE ESECUTIVE IMMOBILIARI D’ITALIA ANNO 2017”. Abbiamo utilizzato anche qualche dato dell’edizione 2016. Abbiamo infine incrociato questi dati con quelli forniti da altri centri di ricerca (ad esempio, Nomisma) e con l’importante studio fatto dall’Associazione T6,

1.     QUALE SAREBBE STATO IL NUMERO DEGLI SLOGGIATI NEL 2019?

2.     QUALE SAREBBE STATO IL NUMERO DEGLI SLOGGIATI NEI PROSSIMI 2 / 3 ANNI?

SU CHE NUMERI INTERVERRÀ NEI PROSSIMI ANNI LA MODIFICA DELLA LEGGE?

In realtà la modifica al 560 cpc non era ancora stata completamente metabolizzata dall’apparato giudiziario. Si è scontrata con il fenomeno dell’attrito nelle organizzazioni composte da essere umani, mirabilmente descritto da Clausewitz nel suo saggio “Della guerra”, testo base anche per generazioni di manager delle grandi aziende. “la macchina militare” (e noi aggiungiamo qualunque organizzazione burocratica come lo è la giustizia in Italia) “è in fondo semplicissima e sembra appunto a causa di ciò facile da maneggiare. Ma non si deve dimenticare che nessuna delle sue parti forma un solo pezzo, che essa è invece composta da ingranaggi di cui ciascuno ha un attrito proprio in ogni senso …….. è dunque l’attrito che rende difficile ciò che sembra facile”

La macchina degli sloggi (per valorizzare la “robba” con la sofferenza delle famiglie e delle persone), ha quindi impiegato un certo numero di mesi per superare gli attriti e diventare patrimonio comune della macchina giudiziaria e del drappello dei professionisti che affiancano, per loro guadagno, questa macchina giudiziaria.

Si pone quindi una domanda: su questi sloggiati potenziali, quanti erano gli sloggiati reali,

Su questo non ci soccorrono statistiche ma può soccorrerci soltanto l’esperienza diretta:
nelle centinaia di esecuzioni immobiliari che stiamo seguendo dalla parte degli esecutati la quantità di sloggi incide per il 30% con una tendenza progressiva alla crescita a partire dall’inizio del 2018.

Abbiamo notizia, verificata in atti, che (vinti gli attriti) stava ormai diventando prassi di molti Tribunali partire con lo sloggio fin dalla prima asta o in alternativa dopo la seconda asta andata deserta.

SI PUÒ’ QUINDI CONCLUDERE

Sono coinvolte ora circa 130 mila famiglie. Avrebbero potuto arrivare a 250.000.
Esiste finalmente una norma che tutela i più deboli, ricostruendo un minimo di equilibrio tra creditori e debitori.

Ora deve essere applicata alle decine di migliaia di sloggi già intimati e deve essere l’inizio di un equilibrio fa creditori e debitori.

 

TAG: esecuzioni immobiliari, NPL
CAT: economia civile

Un commento

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  1. lina-arena 3 mesi fa
    ma vi è un altro aspetto, forse più grave, che riguarda la procedura di vendita all'asta degli immobili pignorati. Si tratta del ribasso di un quarto per volta del prezzo base in caso di asta deserta. Praticamente gli immobili vengono regalati a speculatori e agenti immobiliari che dispongono di denaro e possono controllare le procedure con la connivenza dei professionisti (notai e avvocati ) incaricati dal giudice. . Il debitore è tenuto fuori dal procedimento e deve subire una vera e propria rapina con la ratiofica finale del giudice.- Le norme sull'argomento , art. 532 cpc e segg., sono incostituzionali perchè turbano la concorrenza sul mercato e mettono nin condizio0ni di inferioriutà il debitore che non viene tutelato proprio nel momento della dismissione del suo patrimonio. Ho sollevato in varie cause di opposizione la incostituzionalità di queste norme. Bisogna insistere perchè solo chi capisce e coglie le anomalie della legge vigente sul mercato capitalistico, può accogliere l'eccezione di incostituzionalità e chiamare a decidere la Corte Costituzionale. La verità si è che attorno alle aste giudiziarie c'è una malavita organizzata.
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