Claudio Descalzi VLD

Energia

Eni, utili in crescita del 70% nei nove mesi. Buyback a 3,8 miliardi e dividendo straordinario

Il gruppo guidato da Claudio Descalzi chiude i primi nove mesi del 2026 con un utile netto adjusted di 6,4 miliardi di euro, in aumento del 70% su base annua. Riviste al rialzo le stime sul flusso di cassa operativo, atteso a 16,5 miliardi

23 Ottobre 2026

Eni archivia i primi nove mesi del 2026 con risultati in crescita e rafforza la remunerazione degli azionisti. Il gruppo energetico ha registrato un utile netto adjusted di 6,44 miliardi di euro, in aumento del 70% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l’utile operativo pro forma adjusted ha raggiunto 14,9 miliardi, segnando un incremento del 59%.

La performance del terzo trimestre ha contribuito a migliorare ulteriormente le prospettive per l’intero esercizio. Tra gennaio e settembre, il flusso di cassa operativo ante capitale circolante al costo di rimpiazzo è salito a 11,63 miliardi di euro, il 23% in più rispetto a un anno prima. Il flusso di cassa netto da attività operativa si è attestato invece a 10,06 miliardi, in crescita del 12%.

Sulla base dell’andamento industriale e delle prospettive per il resto dell’anno, Eni ha rivisto al rialzo la stima del flusso di cassa operativo adjusted per il 2026, portandola a 16,5 miliardi di euro, con un miglioramento di 1,2 miliardi rispetto alle previsioni iniziali.

Dividendo straordinario da 1,3 miliardi e buyback a 3,8 miliardi

Il rafforzamento delle prospettive finanziarie si traduce in una maggiore distribuzione di risorse agli azionisti. Il consiglio di amministrazione ha approvato un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione, per un ammontare complessivo di circa 1,3 miliardi di euro, con pagamento previsto il 9 dicembre.

Parallelamente, il programma di acquisto di azioni proprie (buyback) per il 2026 è stato incrementato del 12%, passando da 3,4 a 3,8 miliardi di euro. Il nuovo importo è quasi tre volte superiore alla previsione iniziale di 1,5 miliardi.

Resta confermato anche il dividendo ordinario per il 2026, pari a 1,10 euro per azione, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente.

La solidità finanziaria del gruppo trova conferma nell’indebitamento finanziario netto, sceso a 6,7 miliardi di euro a fine settembre, al netto delle passività per leasing secondo l’IFRS 16. Il gearing pro forma, indicatore del rapporto tra indebitamento e patrimonio netto, si è attestato al 9%, ai minimi storici secondo la società.

Produzione di idrocarburi in aumento del 7%

Sul fronte operativo, la produzione di idrocarburi ha raggiunto 1,805 milioni di barili equivalenti di petrolio al giorno nei primi nove mesi dell’anno, in crescita del 7% rispetto al 2025. Nel solo terzo trimestre la produzione è stata pari a 1,829 milioni di barili equivalenti al giorno, con un aumento del 4% su base annua.

A sostenere i risultati sono stati l’avvio e la progressiva entrata a regime di nuovi progetti in Africa occidentale, Messico e Norvegia, oltre al contributo della joint venture Searah nel Sud-est asiatico. Il settore Exploration & Production ha registrato nei nove mesi un utile operativo pro forma adjusted di 12,76 miliardi di euro, in aumento del 52%.

Il gruppo ha inoltre rafforzato le prospettive di sviluppo internazionale. In Venezuela è stato firmato un accordo per il rilancio del giacimento petrolifero Junín 5, mentre in Argentina prosegue il progetto integrato di gas naturale liquefatto promosso da YPF, Eni e XRG, con una capacità iniziale di esportazione prevista di 12 milioni di tonnellate annue.

Bene gas, bioraffinazione e attività della transizione

Risultati positivi arrivano anche dai business legati alla diversificazione energetica. Enilive e Plenitude hanno realizzato complessivamente un EBITDA adjusted di 1,8 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026, in crescita del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Enilive ha registrato un EBITDA pro forma adjusted di 1,08 miliardi, in aumento del 55%, sostenuto soprattutto dal miglioramento dello scenario della bioraffinazione. Plenitude ha invece riportato un utile operativo pro forma adjusted di 630 milioni, in crescita del 33%, grazie all’incremento dei volumi di produzione da fonti rinnovabili.

Sul fronte delle attività commerciali, le vendite di gas naturale di Global Gas & LNG Portfolio hanno raggiunto 35,33 miliardi di metri cubi nei nove mesi, in aumento del 17% su base annua. Il relativo utile operativo pro forma adjusted è salito del 31%, a 1,19 miliardi di euro.

Per Plenitude, il riassetto azionario completato con Ares ha determinato il passaggio a una struttura di controllo congiunto e il deconsolidamento della società dal bilancio del gruppo, con Eni che mantiene una partecipazione del 65%. L’operazione punta a consentire alla società di sostenere la crescita futura attraverso una struttura finanziaria più autonoma.

Raffinazione in ripresa, resta la debolezza della chimica

Nel comparto industriale, la raffinazione ha beneficiato di uno scenario di mercato favorevole e di migliori tassi di utilizzo degli impianti. Nel terzo trimestre il margine di raffinazione indicatore di Eni si è attestato in media a 28,1 dollari al barile, contro gli 8,9 dollari dello stesso periodo del 2025.

Permangono invece le difficoltà della chimica, penalizzata dalla debolezza della domanda e dalla pressione sui margini. Nei primi nove mesi le vendite di prodotti chimici sono diminuite dell’11% rispetto al 2025, mentre prosegue la riconversione dei siti di Brindisi e Priolo.

Descalzi: «Aumentiamo ulteriormente la distribuzione»

Commentando i risultati, l’amministratore delegato Claudio Descalzi ha sottolineato il contributo del modello operativo e degli investimenti selettivi alla crescita del gruppo, evidenziando anche il miglioramento delle prospettive di generazione di cassa.

«Sulla base dei nostri fondamentali, delle prospettive di generazione di cassa per l’intero esercizio 2026, con un gearing ai minimi storici, aumentiamo ulteriormente la distribuzione con un dividendo straordinario di €0,46 per azione pagato nel quarto trimestre e incrementiamo nuovamente il buyback a €3,8 mld, evidenziando il nostro impegno a condividere la crescita con gli azionisti».

Per l’intero 2026, Eni prevede una crescita della produzione di petrolio e gas su base omogenea compresa tra il 6% e il 7%. La società ha inoltre rivisto al rialzo le stime di alcuni business, portando a circa 1,5 miliardi di euro l’utile operativo adjusted di Global Gas & LNG Portfolio e a 1,4 miliardi l’EBITDA adjusted di Enilive.

Gli investimenti lordi sono confermati a 7 miliardi di euro, mentre quelli netti sono attesi sotto i 4,5 miliardi. Il quadro delineato dal gruppo combina quindi una maggiore generazione di cassa, il rafforzamento della struttura patrimoniale e una politica di remunerazione degli azionisti più generosa.

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