Geopolitica
Neanche nei peggiori bar di Caracas!
L’Europa, con le sue tradizioni culturali elevatissime, la storia eccelsa e il destino mirabile, oggi, è il maggiordomo degli Stati Uniti d’America.
Aerei militari ed elicotteri MH-47 Chinooks delle forze speciali, gli stessi che avevano preso parte all’Operazione “Neptune Spear” contro il complesso di Osama bin Laden, sorvolano Caracas, prendendo di mira aeroporti, basi logistiche e chissà se anche i peggiori bar. Un quadro filmico che tutto il mondo ha visto, restando increduli e interdetti: è solo l’ultima di Trump. A ogni assurda, drammatica e per certi versi tragicomica sceriffata dell’America trumpesca, viene naturale riflettere sull’Europa e non sulla logica perversa che regola gli affari esteri degli USA, ormai concentrati sulla competizione con la Cina, dopo aver ripensato e ristrutturato gli equilibri con la Russia. L’irrilevanza del cosiddetto “Vecchio Continente” rispetto a ciò che accade di importante nel mondo non è meno preoccupante della politica egemonica statunitense, che, al di là di ogni infrazione giuridica, interesse specifico e violazione etica, si traduce in una infondata autodeterminazione sul destino dei popoli del mondo. L’America, quella degli sterminatori dei nativi, dei fautori delle guerre programmate ad hoc e dell’assistenza ai colpi di Stato delle destre sparse per il globo, da sempre predilige occuparsi di se stessa prendendosi cura – si fa per dire – delle vicende di altre nazioni, il cui suolo, puntualmente, è provvisto di un’ingente riserva di petrolio e altre materie di notevole necessità. La totale servitù dell’Europa vassallizzata da Trump ne fa un partner minore, ubbidiente e trascurato. L’Europa, con le sue tradizioni culturali elevatissime, la storia eccelsa e il destino mirabile, oggi, è il premuroso maggiordomo degli Stati Uniti d’America! Forse, un’Europa capace di agire come un blocco autonomo non è mai esistita, ma, sant’Iddio, gli attuali governi che la compongono non possono continuare a operare per disperdere un comune patrimonio ideologico di democrazia liberale, un modello ideologico, estetico e di concretezza che viene in eredità dal mondo classico, da cui prende forma e contenuti il pensiero occidentale!
Senza esprimere una nostalgia retorica per un passato abbastanza recente e, dunque, indicativo della storia moderna, dove l’Europa sembrava più unita, autorevole e meno indipendente dalla volontà dei presidenti americani, occorre rimarcare la serietà e il pragmatismo che questa riusciva a produrre mediante i suoi uomini e le sue donne di governo. Si fa fatica, per esempio, a pensare ad Angela Merkel, tanto per fare un nome e specificare il periodo di riferimento, come a una simil servetta settecentesca. Vi è stata, ed è innegabile, un’Europa che si occupava con competenza e responsabilità di incombenze eminentemente europee, come la costruzione di infrastrutture energetiche in collaborazione con la Russia, assecondando una visione politica di relazioni internazionali volte alla stretta collaborazione tra gli stati e finalizzata all’utile comune. E il “Nord Stream”, il gasdotto che attraverso il Mar Baltico trasportava gas proveniente dalla Russia in Europa occidentale, passando per Germania, resta un esempio significativo di quella straordinaria cooperazione strategica transnazionale, tanto più che diversi paesi usufruivano di un servizio fondamentale al giusto prezzo. Molti osservatori, nel frangente, fanno finta di non ricordare che, neanche tanto tempo fa, l’Unione Europea e le sue nazioni chiave venivano percepite come interpreti principali degli affari globali, agendo nel rispetto di una propria agenda, rigida e intransigente, in netta contrapposizione con l’ossequente e remissivo atteggiamento che le governance ostentano ai nostri giorni. E nella finzione succede che la realtà si presenta camuffata: i significati vengono stravolti e si dà prosieguo al cerimoniale della menzogna, credendo di allontanare la sconveniente verità. Neanche nei peggiori bar di Caracas, quando la parola è di rito, sarebbe possibile spacciare l’inganno per il giusto. Non così, a quanto pare, su molti giornali e in tanti notiziari.
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